Il tackle della lavastoviglie

di Gianvittorio Randaccio

I calciatori, negli ultimi tempi, sono sempre più soggetti agli infortuni, è un dato di fatto incontrovertibile. Giocano ogni tre giorni, girano il mondo in continuazione, la palla corre per il campo a una velocità vertiginosa, le amichevoli delle nazionali non danno tregua: sono tante le potenziali cause di distorsioni, lesioni, fratture, strappi, affaticamenti e così via, tanto che quando un calciatore la sera va a letto sano e salvo sorride silenziosamente come se avesse vinto alla lotteria. Electric_dishwashing_machine,_1917
Recentemente sembra che nemmeno all’interno delle proprie case i calciatori possano stare più tranquilli: stanno aumentando vertiginosamente, infatti, gli incidenti domestici che, sempre più spesso, costringono i giocatori a lunghe assenze dai campi di gioco. I calciatori, infatti, anche se guadagnano cifre vertiginose e da molti sono considerati degli eroi moderni, tendono a considerarsi delle persone normali e perciò, spesso, si incaponiscono a mettere le mani (e i piedi) in faccende che potrebbero tranquillamente delegare agli altri, magari solo per avere una foto da postare sui social e far vedere che la loro vita non è tutta discoteca e veline. Qualche giorno fa, per esempio, William Gorger, trequartista gallese dello Swindon Team, è scivolato nella doccia mentre puliva le cromature dei rubinetti con un prodotto apposito, e si è lussato la clavicola, oltre ad aver sbeccato con il proprio ginocchio almeno tre piastrelle. Claudio Martelli, trequartista dell’Atletico Simonetta, invece, mentre puliva il piano cottura della propria cucina è stato inavvertitamente sgambettato dal portello della lavastoviglie, che la moglie aveva lasciato aperto per prendere lo scolapasta. Il Martelli si è girato all’improvviso ed ecco che la sua caviglia ha sbattuto contro lo spigolo del portello, lacerandosi e provocando l’uscita di molto sangue, tanto che sono stati necessari tredici punti per suturare la ferita. La lavastoviglie, invece, ne è uscita indenne. Anche i portieri temono molto le mura domestiche. Giulio Raimondi, infatti, portiere della Virtus Pirola, l’altro giorno si è distratto un attimo mentre piantava un chiodo nel muro e con il martello si è rotto medio e indice della mano sinistra, provocando anche una crepa nel muro guaribile in dieci giorni.
I medici sociali sono sempre più atterriti dalla spericolatezza con cui i calciatori di oggi vivono la loro vita domestica, tanto che a volte, quando sentono che quel difensore centrale è andato a fare rafting o che quel centravanti è stato impegnato in un’esibizione di wrestling, tirano un sospiro di sollievo, pensando ai pericoli che avrebbero corso se invece si fossero messi a leggere un libro sul divano o avessero deciso di sistemare il giardino.

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