Il calciatore e i calzettoni bianchi

di (forse) Robert Walser

Un calciatore è un uomo fra i diciotto e i ventiquattro anni. Ci sono calciatori più anziani, di cui però qui non ci occupiamo. Un calciatore è ordinato sia nel modo di vestire che nel modo di vivere. Quelli disordinati non vengono presi in considerazione. Di quest’ultimo tipo del resto ce ne sono pochissimi.

robert walser
Il vero calciatore di solito non dimostra di avere molto spirito; sarebbe un calciatore mediocre se lo facesse. Egli si permette pochissimo in fatto di stravaganze; il carattere focoso, di regola, non è affar suo; possiede invece diligenza, tatto, capacità di adattamento e un gran numero di qualità così preziose che un uomo modesto quale io sono non osa, od osa appena, menzionare. Un calciatore può essere una persona di gran cuore e di gran coraggio. Ne conosco uno che in occasione di un incendio ha avuto una parte molto importante nell’organizzare i soccorsi. Un calciatore, in un batter d’occhio, è un salvatore di vite umane, per non dire un eroe da romanzo. Perché è così raro che i calciatori diventino eroi di racconti? Un errore evidente, che bisogna una buona volta, seriamente, rinfacciare alla nostra letteratura nazionale. Nella politica, così come in tutti i problemi della vita pubblica, il calciatore fa, come niente, sentire la propria voce tenorile. Sì, come niente! Una cosa bisogna sottolineare in modo particolare: i calciatori sono esseri ricchi, splendidi, originali, eccellenti! Ricchi sotto ogni riguardo, splendidi in molte cose, originali in tutto ed eccellenti comunque. Il suo talento nello scrivere fa sovente del calciatore uno scrittore. Ne conosco due, o tre, il cui sogno di diventare scrittori si è già avverato oppure si avvererà. È più facile che un calciatore sia un amante fedele che un fedele bevitore di birra, possano prendermi a sassate se non è così. Per l’amore ha una particolare inclinazione, ed è maestro in ogni genere di galanteria. Una volta ho sentito dire da una signorina che avrebbe preferito sposarsi con chiunque altro piuttosto che con un calciatore. Sarebbe stato procurarsi soltanto miseria. Io dico invece che questa ragazza deve avere avuto un cattivo gusto e un cuore ancora più spregevole. Un calciatore è raccomandabile sotto ogni aspetto. Nessun’altra creatura sotto il sole è così pura di cuore. Forse che un calciatore predilige frequentare riunioni sediziose? È mai dissoluto e arrogante come un artista, avaro come un contadino, borioso come un direttore? Direttore e calciatore sono due cose, due mondi diversi, lontani l’uno dall’altro come la terra e il sole. No, l’animo di un calciatore è candido e pulito come i suoi calzettoni bianchi, e chi ha mai visto un calciatore senza degli impeccabili calzettoni bianchi? Ditemi, chi?

[Robert Walser (1878-1956) è stato un grande scrittore svizzero che amava fare delle gran passeggiate nei boschi. Il racconto qui riportato, presente nel libro I temi di Fritz Kocher (1908, qui ediz. Adelphi, 1978, pp. 72-76, nella traduzione di Vittoria Rovelli Ruberl) è stato deliberatamente riadattato, in modo che il protagonista, in origine un commesso, diventasse un calciatore dei giorni nostri, figura ugualmente emblematica anche se ampiamente irrealistica.]

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