Libri volanti #7 – Il più mancino dei tiri

di Gianvittorio Randaccio

Avere scoperto questo libro solo a quarantré anni mi sembra una colpa espiare nei modi più crudeli. Chissà com’è successo che, con tutte le cose sul calcio che ho letto, questo piccolo libriccino, in questa bellissima edizione tascabile Il Mulino, mi sia sempre sfuggito? mancinotiri
Ma ho recuperato, e adesso posso rileggerlo quando voglio, godendomi questa raccolta di aneddoti prodigiosa, scritta con una lingua viva e guizzante, che sembra di averlo davanti, Berselli, che conversa con te davanti a un aperitivo e due olive. Berselli sembra abbia scritto Il più mancino dei tiri a memoria, senza preoccuparsi di controllare fonti e citazioni: perché sono tutti bravi a scrivere dei libri con dei libri davanti, è la memoria che conta, quello che non ci ricordiamo non esiste, se non ci è rimasto impresso non vale la pena di essere citato. Berselli si muove con un’intelligenza inimmaginabile tra calciatori, politici, scrittori, cantanti dando vita a un affresco più vivo e realistico di un saggio di sociologia. Tra il dribbling inziale di Mario Corso e la conclusione dell’azione si ride, si pensa e si impara leggendo, ma soprattutto si ammira la classe di Berselli, tanto che il più mancino dei tiri si trasforma ben presto nel più mancino dei libri.

Edmondo Berselli, Il più mancino dei tiri, Il Mulino, 1995

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