Vite brevi di calciatori #2

di Gianvittorio Randaccio

Mauro Florini (Roma, 1952 – Pistoia, 1978), stopper, era alto due metri e due centimetri. Durante gli allenamenti, quando si annoiava, si aggrappava alla traversa senza saltare. migliore-porta-da-calcio-34utainft36sfp228dts0aUna volta, per fare qualcosa di diverso, ha preso la rincorsa, ha fatto un saltino e si è aggrappato alla traversa, ma la porta si è ribaltata e lui si è fratturato il femore.

Giorgio Bellezza (Potenza, 1982) siccome aveva problemi con le donne e visto che gli avevan detto che i calciatori hanno sempre delle belle fidanzate, un bel giorno ha cominciato a giocare a calcio e in breve tempo è arrivato alla serie B. Una volta trovata la fidanzata, una modella ucraina incontrata in un locale, ha appeso le scarpe al chiodo, perché ormai giocare a calcio non gli serviva più, e nemmeno gli piaceva tanto. Ma quando, un paio d’anni dopo, la fidanzata lo ha lasciato, lui ormai era ingrassato di quindici chili e non riusciva nemmeno più a battere un calcio d’angolo.

Abdul Al-Azmiri (El Cairo, 1978), calciatore della Borgotarinese, di fede islamica, durante il ramadan segue alla lettera i dettami della sua religione, astenendosi dal bere, dal mangiare e dall’avere rapporti sessuali durante il giorno. Per questo ogni anno chiede alla sua società se in quel periodo gli allenamenti e le partite si possono svolgere dalle undici di sera alle due del mattino, ottenendo ogni volta dei rifiuti, giustificati con l’altissimo costo dell’impianto di illuminazione.

Luigi Pinna (Bitonto, 1958) negli anni Ottanta è stato un arbitro di buon livello. Siccome era molto competitivo e voleva diventare il miglior fischietto del mondo, quando non arbitrava andava allo stadio con parrucca e baffi finti, insultando a più riprese l’arbitro di turno per screditarlo e fargli fare brutta figura. Una volta, però, è stato riconosciuto da un commissario della federazione presente in tribuna che l’ha squalificato per sei mesi, facendogli fare la figura del cretino e rovinandogli la reputazione. Dopo un anno Luigi Pinna ha smesso di fare l’arbitro, perché i giocatori in campo si mettevano a ridere ogni volta che lui fischiava.

 

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