Uno scudetto diverso

di Gianluca De Salve

Il campionato di calcio di serie A si è fermato, giustamente. Forse si riuscirà a concludere questa stagione 2019-2020 o forse no, perché magari non ci sarà abbastanza tempo prima dell’inizio degli Europei. football-512093_960_720
Speriamo tutti che riprenda il prima possibile, portando a termine ogni sua giornata, con tanta gente sugli spalti a festeggiare, abbracciarsi, insultare e inveire. Questo vorrebbe dire tante cose belle in tempi veloci e sarebbe la soluzione migliore.
Però, potrebbero volerci tempi più lunghi, e non importerebbe più di tanto perché sono le altre cose a interessarci maggiormente in questo momento, quelle belle.
Comunque, per rimanere sul campionato, in questo momento si stanno valutando diverse possibilità nel caso non sia possibile disputare ogni rimanente giornata. Soprattutto per capire a chi assegnare il titolo di campione d’Italia che sembra essere una cosa indispensabile, l’idea del titolo non assegnato non viene nemmeno presa in considerazione.
Ho letto che ci sono principalmente due ipotesi. Assegnarlo alla squadra prima in classifica al momento dell’interruzione oppure far partire dei playoff a cui parteciperebbero le prime 4, 6 o 8 in classifica in questo momento. La seconda soluzione mi sembra quella più corretta, mentre la prima non ha molto senso, soprattutto in un campionato così equilibrato com’è stato il nostro fino all’ultima partita disputata.
Io credo sarebbe bello fare qualcosa di diverso perché stiamo vivendo un momento diverso. Un momento che non dimenticherà mai nessuno, un momento dal quale usciremo tutti un po’ cambiati. Soprattutto un momento al termine del quale avremo tanta voglia di stare insieme e tornare a fare tutto quello che, forse, ci aveva anche annoiato ma che adesso non vediamo l’ora torni il prima possibile.
Quando usciremo dall’isolamento sarà una grande festa, rivedremo amici, parenti e amori che per ora sentiamo soltanto via telefono o Whatsapp.
Affolleremo pub, ristoranti, parchi, stadi, palazzetti, stazioni, aeroporti. Spegneremo Internet e Netflix. Torneremo al contatto. Quando tutto finirà saranno imposte due regole. Nessuno a meno di un metro di distanza e mai a casa dopo le 18.
In un momento come quello, che tutti noi stiamo già sognando, l’assegnazione dello scudetto dovrà essere una festa nazionale, una delle tante.
Allora credo sia necessario studiare una formula nuova e indimenticabile. Tipo playoff con tutte le squadre di serie A. Tutte. Dalla prima all’ultima.
A ognuna di esse dovrà essere concessa la possibilità di diventare Campione d’Italia. Un sorteggio senza limiti o teste di serie, al primo turno potrebbe già esserci Juve-Lazio, per esempio. Sarebbe anche meglio.
Il tutto su campo neutro, quindi senza formula di andata e ritorno, da disputarsi nell’arco di una settimana e senza pay tv di mezzo, ogni partita trasmessa in chiaro su maxi schermi sparsi nelle piazze delle città italiane, per favorire il più possibile ogni tipo di assembramento.
Si giocherebbe dalla mattina alla sera, dal lunedì alla domenica. Un po’ come i tornei estivi, quelli che si fanno appena finite le scuole. Potrebbe vincere la squadra che è prima in questo momento come potrebbe vincere l’ultima in classifica, difficile ma sarebbe ancora più bello. Nessun cartellino giallo o rosso perché il contatto dovrà essere premiato e il VAR lo lasciamo perdere perché stiamo vedendo anche fin troppa tv in questi giorni.
In questo modo al termine della settimana avremo la squadra campione d’Italia per l’anno 2019-2020. Magari non sarà la più forte, magari non sarà giusto, magari diventerà la formula preferita dagli italiani per ogni campionato. Non importa.
Quello che importa sarà di ricordare questo scudetto come lo scudetto diverso, quello del ritorno alla normalità che tanto ci manca.

Un pensiero riguardo “Uno scudetto diverso”

  1. Queste parole non sono un inno al calcio bensì alla vita.
    A quella quotidianità che ci manca tanto: un abbraccio, un saluto da vicino, una risata in compagnia e le vie della nostra città dove a volte ricevevi uno spintone da un ragazzo che correva. In quel momento avresti voluto urlargli: ma va…. Ora quello spintone ti manca. Ora ci rendiamo conto di quante cose belle facevamo senza dar loro importanza. Ora vorremmo vivere i piccoli gesti quotidiani gustandoli lentamente come bere un caffè al bar. Invece restiamo a casa ed è giusto così perché è nostro dovere per rispetto a noi stessi, a chi è in prima linea nella cura dei malati e ai malati a cui mandiamo un abbraccio virtuale e auguriamo la guarigione.
    Restiamo a casa e quando sarà finita ricordiamoci di come è bella la vita di tutti i giorni ,di quanto sono importanti gli affetti che portiamo nel ❤️ FORZA ITALIA CE LA FAREMO

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