Neuro2020 – Girone D – Inghilterra-Croazia

di Silvano Calzini

Londra, 24 aprile 1996    

INGHILTERRA-CROAZIA

All’Imperial Stadium di Wembley scendono in campo Inghilterra e Croazia e la sfida promette spettacolo, ma è una delusione. I croati hanno piedi buoni e testa balzana. Quando hanno la luna giusta possono fare qualunque impresa, ma oggi purtroppo la luna è storta e così appaiono svogliati e svagati. Gli inglesi, come sempre, hanno furia agonistica da vendere, ma la fantasia scarseggia. Soccer - World Cup Italia 1990 - Quarter Final - England v Cameroon - Stadio San PaoloL’unico che potrebbe accendere la luce è Gascoigne, ma per capire cosa abbia nella testa Gazza non basterebbero Freud, Jung, Adler e tutti i soloni della psichiatria e dell’antipsichiatria. Il primo tempo si trascina lemme lemme senza emozioni a parte Boksic, che nel giro di cinque minuti, tra il 28’ e il 33’, per due volte si beve come acqua fresca i centrali inglesi, si presenta solo davanti alla porta e la prima volta ciabatta fuori di un paio di metri, la seconda conclude con una sottospecie di tiro che in realtà è un passaggio a Seaman che blocca senza problemi e ringrazia lo sciupone croato. Per i padroni di casa un paio di colpi di testa alti di Sheringham e un tiraccio da fuori di Ince che si perde alla destra della porta croata.

Nella ripresa dopo due minuti la mediocrità generale ha dato il meglio di sé con un rinvio sbagliato di un Seaman in catalessi finito sui piedi di Suker, che, più in catalessi di Seaman, è riuscito nell’impresa di gettare al vento due volte in pochi secondi la stessa palla-gol. Un record di mediocrità. Poi, tanto per rendere il pomeriggio ancora più triste, ha cominciato a piovigginare. La partita l’hanno fatta gli inglesi che hanno ruminato calcio senza mai mostrare un guizzo o un’invenzione, se non al 69’ in una triangolazione McManaman-Fowler-McManaman interrotta da Jarni con un’ancata che era rigore almeno al 75 per cento. Da parte sua la Croazia non è stata da meno, riuscendo nell’impresa titanica di non ripartire mai, dico mai, in velocità neanche di fronte a un’Inghilterra sbilanciata in avanti e zeppa di lentoni che più lentoni non si può.
Per il resto solo noia e falli. L’arbitro polacco Przesmycki è stata la ciliegina sulla torta di questa mediocre giornata di calcio. La sua è stata una prestazione imbarazzante. Ha distribuito cartellini gialli a destra e a manca senza mai dimostrare di avere il match in mano, tipico di un direttore di gara autoritario ma non autorevole.
Insomma, una partita che è stata un festival degli orrori, tra i quali spicca la prestazione “mostruosa” di Gascoigne, che in tutti i novanta minuti avrà toccato sì e no cinque palloni in modo del tutto insignificante. Per il resto non c’era, o se c’era dormiva. In compenso ha sfoderato tutto il suo solito repertorio di smorfie e boccacce verso l’arbitro e gli avversari.

Lo zero a zero finale non fa una grinza e smentisce il luogo comune secondo cui il calcio non è una scienza esatta.


Inghilterra – Croazia 0-0

Inghilterra: Seaman, Gary Neville, Pearce, Wright, Ince, Platt, Stone, Gascoigne, Fowler, Sheringham, McMannaman.
Croazia: Mrmic, Pavlicic (Mladenovic 75’), Jarni, Igor Stimac (Soldo 58’), Jerkan, Bilic, Asanovic, Prosinecki, Boban (Stanic 46’), Suker, Boksic (Pamic 71’).

Arbitro: Przesmycki (Polonia).

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