Neuro2020 – Girone D – Repubblica Ceca-Norvegia

di Silvano Calzini

Praga, 6 settembre 1995

 REPUBBLICA CECA – NORVEGIA

Praga la città d’oro, la città magica di Ripellino e di Kafka, la città della breve Primavera del socialismo dal volto umano e dell’Insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera, la città dei carri armati sovietici in piazza San Venceslao e del sacrificio di Jan Palach, la città della rivoluzione di velluto e delle fumose birrerie dove il folletto Hrabal inventava le sue mille storie, la città delle donne forse più belle del mondo con quel mix unico di fascino slavo e tedesco, questa sera si accontenta di ospitare il match tra una delle scuole calcistiche più antiche (vedi alla voce Cecoslovacchia, «gente che ha sempre saputo giocare» diceva il vecio Bearzot) e una più moderna tutta basata sull’atletismo, quella dei vigorosi norvegesi.kafka

Pronti via e il rude difensore Berg stende Nedved. Rigore senza se e senza ma. Batte Skuhravy ed è subito 1 a 0 per i ceki. Prova a reagire la Norvegia, ma vengono subito fuori i suoi limiti tecnici. Finché c’è da correre e saltare va tutto bene, ma quando si ritrovano fra i piedi quella strana sfera che rimbalza i ragazzoni norvegesi non sanno proprio cosa fare. L’unico schema è il lancio lunghissimo a cercare la testa del gigante Flo e sperare in una sua spizzata per i compagni. Un po’ pochino. La Repubblica Ceca controlla senza grandi difficoltà e riparte che è un piacere. Nedved è imprendibile e al 19’ e al 26’ serve due palloni al bacio a Skuhravy e a Drulak che concludono uno alto e il secondo addosso al portiere Thorstved. Al 40’ il difensore Suchoparek scende sulla sinistra e mette al centro una palla a mezza altezza che Skurhravy in tuffo alza di pochissimo oltre la traversa.
Il secondo tempo è la fotocopia del primo. I ceki vanno vicino al raddoppio almeno tre volte, ma non riescono a chiudere la partita e così per un soffio non ci scappa la beffa. All’82 sul solito lungo spiovente Flo, tutto spostato a destra, rimette di testa al centro dove Repka e Latal si impappinano e non liberano. Si inserisce come un lampo Solbakken che batte a colpo sicuro, ma il portiere ceko Kouba respinge di istinto e salva il risultato. A tre minuti dal novantesimo Poborsky, entrato da poco, salta un paio di avversari, va sul fondo e rimette in area dove Drulak di piatto non sbaglia.

È il 2 a 0 finale. La Repubblica Ceca ha dato un’ottima impressione e se riuscisse a essere più pratica potrebbe anche andare lontano in questi Neuro2020.

 

Repubblica Ceca – Norvegia 2 – 0
Skuhravy 6’; Drulak 87’. 

Repubblica Ceca: Kouba, Kadlec, Suchoparek, Repka, Latal, Nemecek, Frydek, (71’ Poborsky), Nemec, Nedved, Skuhravy, (81’ Lokvenc), Kuka, (19’ Drulak).

Norvegia: Thorstvedt, Løken, E. Johnsen, R Johnsen, Berg – Flo, Bohinen (75’ Rekdal), Solbakken, Leonhardsen, Jakobsen, Fjørtoft (70’ Brattbakk).

Arbitro: Röthlisberger (Svizzera).

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