Neuro2020 – Girone E – Spagna-Svezia

di Gino Cervi

Anversa (Belgio), 1° settembre 1920

SPAGNA-SVEZIA

Il 1° settembre del 1920 al Bosuilstadion di Anversa scendono in campo le rappresentative di Spagna e Svezia. L’incontro è valido come turno di qualificazione del torneo di “consolazione” tra le rappresentative che si sono disputate la medaglia d’oro ai Giochi della VII Olimpiade. Una formula non poco cervellotica prevedeva che le squadre che non avevano raggiunto la finale, disputassero un “sotto-torneo” per stabilire a chi sarebbe spettato di salire sul gradino più basso del podio e ricevere la medaglia di bronzo. La finale tra Belgio e Cecoslovacchia ebbe però un burrascoso esito: i boemi verso la fine del primo tempo, in svantaggio per 2-0 e con un uomo in meno per un’espulsione, abbandonarono il campo per protesta nei confronti dell’arbitro, il britannico Lewis, accusato di favorire palesemente i padroni di casa. I cechi vennero squalificati e il torneo “di consolazione” dovette assegnare non solo il bronzo, ma anche l’argento.

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Quando Spagna e Svezia s’incontrarono nel primo turno del torneo consolatorio, a voler considerare un momentino la situazione storica – per dirla col Duca d’Auge – bisognava ammettere che la si trovasse assai poco chiara e che resti del passato alla rinfusa si trascinassero ancora qua e là. Il 21 maggio era terminata la Rivoluzione messicana; il 25 giugno, ad Ancona, scoppiava la rivolta dei Bersaglieri, culmine delle tensioni sociali del cosiddetto Biennio rosso; il 13 luglio i fascisti assaltavano e incendiavano a Trieste il Narodni Dom, la Casa del Popolo degli sloveni triestini – e se glielo chiedete se lo ricorda bene ancora oggi Boris Pahor, lo scrittore sloveno triestino che ad agosto compirà 107 anni – ; il 18 agosto il XIX emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America concedeva alle donne il diritto di voto; il 31 agosto, a Komarow, nel corso della guerra sovietico-polacca, si svolgeva l’ultima grande battaglia di cavalleria della storia, come si legge nei racconti de L’armata a cavallo di Isaak Babel’. Una settimana dopo, l’8 settembre, a Fiume Gabriele d’Annunzio avrebbe proclamato la Reggenza italiana del Carnaro.

A complicare maledettamente le cose, il 16 agosto, ad Andernach, in Germania, da padre statunitense, ma di origini polacche, nonché sergente della Terza Armata USA, e da madre tedesca, nasce Heinrich Karl Bukowski che qualche decennio più tardi diventerà il noto scrittore e poeta Charles Bukowski.

Quasi a voler far finta di niente, le rappresentative di Spagna e Svezia si affrontarono in quel 1° settembre, così, per consolarsi, e per rimettersi alle decisioni arbitrali di Giovanni Mauro, dirigente di spicco del movimento arbitrale italiano, già fondatore nel 1911 dell’AIA, Associazione Italiana Arbitri, e figura centrale, negli anni a venire, della Federazione Italiana Gioco Calcio.
Gli svedesi, tra una vodka e l’altra, segnarono al 28’ del primo tempo con Albin Dahl, ma nella ripresa, a colpi di orujo, gli iberici ribaltarono il risultato in tre minuti: al 51’ pareggiò José María Belauste e al 53’ siglò il gol del vantaggio Domingo Goméz-Acedo, entrambi bandiere dell’Athletic Bilbao. A garantire il successo finale ci pensò poi El Divino, ovverossia il portiere spagnolo Ricardo Zamora, allora appena diciannovenne, ma già incantatore di attaccanti.

E se non ci si incantò, si bevve. Lo spiega bene anche il vecchio Chinaski che, anche se forse nessuno lo sa, ha ispirato la famosa pubblicità radiofonica della Stock di Trieste che andava in onda alla fine di Tutto il calcio minuto per minuto:charles-bukowski-e1550484229754

«Se succede qualcosa di brutto / si beve per dimenticare;
se succede qualcosa di bello / si beve per festeggiare;
e se non succede niente / si beve per far succedere qualcosa.»

(Charles Bukowski, Women)

 

Spagna-Svezia 2-1
28’ Dahl, 51’ Belauste, 53’ Goméz-Acedo

Spagna: Zamora, Arrate, Belauste; Félix Sesúmaga, Vallana, Goméz-Acedo; Pagaza, Samitier, Sabino, Patricio, Pichichi

Svezia: Zander, Gustafsson, Nordenskjöld; Wicksell, Lund, Olsson; Bergström, Dahl, Öijermark, Sandberg, Karlsson

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