Ciao_L’Italia del Novanta_17 giugno

di Antonio Gurrado

17 giugno 1990

Mentre il mondo intero è a buon diritto distratto dal vibrante 0-0 pomeridiano fra Eire ed Egitto, che così imitando perfettamente il comportamento di Olanda e Inghilterra (guerriglia esclusa) mantengono in perfetta parità le quattro squadre del gruppo F, un manipolo di deputati di Berlino Est propone surrettiziamente al voto un emendamento che causerebbe l’immediata affiliazione della Germania Orientale a quella Occidentale. La presidenza della Camera tedesca sospende la seduta, forse memore dell’ammonimento di Andreotti al quale la Germania piace così tanto che ne vorrebbe due. Scandalo sanità in Lombardia; si pondera l’ipotesi di far affluire degli infermieri stranieri per sopperire alla carenza di personale italiano e Andreotti (sempre lui) fa notare che sono stati gli immigrati a fare grandi gli Stati Uniti. Ciriaco_De_Mita_informaleI malevoli leggono un sottotesto calcistico che, una volta tanto, non c’è. Ben altre le preoccupazioni di De Mita: «La gente vota Dc e si ritrova con un sindaco socialista; la gente vota Pci e si ritrova con un sindaco socialista», dichiara. Per non saper né leggere né scrivere, dunque, l’Istituto di formazione politica “Palmiro Togliatti” (le famose Frattocchie) decide di inaugurare un corso rivolto ai manager d’azienda; s’intitola “Investire a Est”, dev’essere il momento giusto. Mentre i tedeschi dell’Est vogliono diventare tedeschi dell’Ovest, nel loro piccolo i membri dell’Union Piemontesa chiedono di aderire alla Lega Lombarda, e il cerchio si chiude.

Dopo le vacche magre pomeridiane, la serata è di folle zapping fra Rai 1 e Rai 2 per non perdersi nemmeno un gol di Spagna-Corea del Sud e Belgio-Uruguay. Inaugura il belga Cljisters dopo un quarto d’ora, imitato poco dopo dal connazionale Scifo che da trenta e passa metri chiude la partita prima ancora che si ponga il problema; si riesce così a cambiare canale giusto in tempo per la spaccata con cui Michel porta in vantaggio la Spagna ma attenzione, i simpatici coreani pareggiano prima della fine del primo tempo, quindi bisogna sforzarsi di distinguerli. Choi Soon-Ho tocca una punizione da poco fuori area per Kwan Hwang-Bo che trafigge Zubizarreta nell’angolo alto. Sono nomi che resteranno scolpiti nella memoria di tutti; quelli di Michel e Zubizarreta, intendo. Da Verona giunge notizia del terzo gol del Belgio, col classicone Ceulemans; meglio tornare a Udine dove per un buon quarto d’ora la Spagna cerca di venire a capo di questi coreani che iniziano a risultare antipatici, almeno fino a che Michel, ancora lui, con una formidabile punizione non riporta gli iberici in vantaggio. Poi, già che c’è, all’ottantesimo fa tripletta con un’azione personale poco dopo che l’Uruguay accorcia le distanze con Bengochea, che tira fortissimo sullo stinco di Preud’homme, il portiere col nome da crociato. Nel senso di cavaliere, non di legamento.

Possono due partite così diverse finire con l’identico 3-1? Possono, è uno dei misteri della vita che presto però non ne avrà più, almeno stando al Progetto Sonda: un colossale esperimento psico-informatico che coinvolge quaranta città italiane, a cominciare proprio dal Triveneto, il cui scopo è far uscire gli uomini dalla disperazione grazie all’intelligenza artificiale, prevenendo comportamenti devianti o autodistruttivi come quello del portiere dell’Uruguay. Grazie a un simulatore percettivo, capace di riprodurre sul computer ciò che succede nel nostro cervello, si studiano gli effetti delle campagne di sensibilizzazione sul nostro animo; dopo di che, grazie a un simulatore logico, si fanno emergere le tracce di pensiero nascosto, portando alla luce ciò che l’individuo ignora di sé stesso o nega, risolvendo così una volta per tutte l’annoso problema della droga, ad esempio, nonché rendendo effettivamente inutile studiare Leopardi, come il ministro dell’Università aveva intuito con largo anticipo sulla macchina.

 

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