Neuro2020 – Girone B – Danimarca-Belgio

di Emiliano “el buitre” Fabbri

Strasburgo (Francia), 19 giugno 1984

DANIMARCA-BELGIO

Danimarca e Belgio si incontreranno nell’Europeo ormai 2021, ma già una volta si erano trovati di fronte in un campionato d’Europa: domenica 19 giugno 1984. FIGURINE-EURO-1984-0014Erano entrambi a due punti nel girone A dietro la Francia futura vincitrice, e allo Stade de la Meinau di Strasburgo nell’ultima giornata si sono giocati l’accesso alle semifinali. Era un periodo florido per entrambe le squadre, ospiti fisse delle manifestazioni internazionali, con la Danimarca che si avviava ad aprire un ciclo decennale, il migliore della sua storia, e il Belgio finalista europeo quattro anni prima in Italia. Ma in quella domenica di un caldo giugno alsaziano ne sarebbe rimasta solo una.

I giocatori che scesero in campo quella sera si conoscevano bene, infatti sui 26 che hanno preso parte alla gara, ben 18 giocavano nella Pro League belga, di cui addirittura 9 nell’Anderlecht. Gli unici belgi a giocare all’estero erano il mitico portierone Jean-Marie Pfaff, che difendeva la porta del Bayern Monaco, e il povero Ludo Coeck, allora interista, che l’anno dopo sarebbe morto a causa di un incidente stradale.

La “Danish Dynamite” in maglia rossa con le spalle frecciate Hummel, contro “Les Diables Rouges”, per l’occasione in bianco con rombi dei colori della bandiera a girare sul petto Adidas.

La partita si incanala sul binario belga quando al 26′ Jan Ceulemans, dopo un batti e ribatti, con un sinistro fulmineo in girata segna. Al 39′ sembra chiusa grazie a un eurogol di Frank Vercauteren, che riceve palla sulla fascia sinistra da una rimessa laterale, e col mancino di volo disegna una palombella che risucchia in una voragine il portiere danese Ole Qvist. Ma dopo due minuti il fratello maggiore dei Laudrup, con un’azione personale imbuca in area per Preben Elkjær Larsen, che con una sterzata improvvisa manda a ramengo Walter De Greef che lo arpiona. Il penalty della speranza viene segnato con un destro a incrociare da Frank Arnesen. Quando le squadre rientrano per il secondo tempo, la resistenza belga dura un quarto d’ora, il tempo per Pfaff di fare un’uscita a farfalla che lascia sulla testa di Kenneth Brylle la palla del pareggio. Ma è a dieci minuti dalla fine che la dinamite danese esplode, e la miccia è sul piede destro di “Cavallo Pazzo” Elkjær. Colui che un anno più tardi condurrà l’Hellas Verona a uno storico scudetto. All’80′ arpiona una palla in controbalzo con l’interno destro, poi con l’esterno dello stesso piede disorienta ancora una volta il povero De Greef, e con uno scavino sempre di destro anticipa l’uscita bassa di Pfaff, portando la Danimarca in semifinale. L’esultanza danese è orgiastica, con tutti i compagni che si lanciano sul compagno spalmato a terra a braccia larghe. Sarà lo stesso Elkjær a infrangere i sogni di finale, sparando nelle stelle dello Stade de Gerland di Lione il rigore decisivo nella semifinale contro la Spagna. Ma intanto, in una calda serata alsaziana, la Danimarca ha battuto il Belgio per 3 a 2.

Danimarca-Belgio 3-2
26′ Ceulemans, 39′ Vercauteren, 41′ Arnesen (R), 60′ Brylle, 84′ Elkjær

Danimarca: Qvist, Rasmussen (Brylle 58′), Busk, Olsen, Nielsen, Bertelsen, Lerby, Berggreen, M. Laudrup, Arnesen (Sivebæck 75′), Elkjær

Belgio: Pfaff, Grun, Clijsters, De Wolf, De Greef, Vercauteren (Voordeckers 62′), Vandereycken, Scifo, Claesen (Coeck 46′), Vandenbergh, Ceulemans

 

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