Neuro2020 – Girone E – Svezia-Irlanda

di Gino Cervi

Parigi, 13 giugno 2016

SVEZIA-IRLANDA

Solenne e paffuto, Zlatan Ibrahimovic comparve nel cerchio del centrocampo, portando sottobraccio un pallone. Una vestaglia gialla e blu, discinta, gli levitava delicatamente dietro, lo chignon ondeggiava al soffio della mite aria mattutina. Levò alto il pallone e intonò: «Introibo ad altare Dei».
Parlava ovviamente di se stesso. Era il 13 giugno 2016 e mancavano però ancora tre giorni al Bloomsday. bloomsdayGli irlandesi che gli stavano di fronte si chiesero che cazzo avesse in mente di fare quel giorno Zlatan. Per tutta risposta alcuni di loro avrebbero voluto avere per le mani Pippilotta Viktualia Rullgardina Krusmynta Efraimsdotter Långstrump, o per amor di brevità Pippi Calzelunghe. Ma lo Stade de France non aveva niente a che vedere con Villa Villekulla e neppure con la Sandycove Loyde Martello Tower. E quindi, poche balle, che si giocasse al pallone senza indugi.
Non che la cosa venisse molto bene a entrambe le compagini che alla fase finale dell’Europeo era giunte grazie agli spareggi di ripescaggio. Nel primo tempo i gaelici tengono in mano il pallino del gioco. Hendrick è dappertutto, Brady sulla fascia sinistra stantuffa come una locomotiva, il vecchio capitano O’Shea comanda dalla tolda della difesa. Gli scandinavi sembrano smarriti e Ibra un menhir nella brughiera. Tuttavia la prima metà passa via senza gol. Ma tre minuti dopo l’inizio della ripresa Coleman arriva sul fondo da destra e mette in mezzo e di controbalzo in numero 20 dei verdi colpisce nell’angolino basso sinistro Isaksson. Dal carattere onciale scritto sulle spalle si legge Hoolahan, un nome, un’esultanza.
Passano tredici minuti e il menhir, come un golem a cui un soffio e passato per le labbra, rianima se stesso e i suoi. Scambia al limite, sfonda in area e mette in mezzo un cross teso che uno sventurato Clark schiaccia di testa nella propria porta.
L’ultimo quarto d’ora è arrembaggio ma il risultato non cambia. Mr Bloom stringe la mano al signor Nilsson.

inrabis

 

Svezia-Irlanda 1-1
48’ Hoolahan; 71’ Clark (autogol)

Svezia: Isaksson, Lustig, (44’ Johansson), Lindelof, Grandqvist, Olsson; Larsson, Lewicki (85’ Ekdal ), Kallstrom, Forsberg, Ibrahimovic, Berg (Guidetti). All. Hamren
Irlanda: Randolph, Coleman, O’ Shea, Clark 6, Brady, Mc Carthy (McGeady sv.), Whelan, Hendrick, Hoolahan (76’ Keane), Long, Walters (62’ Mc Lean). All. O’ Neill
arbitro: Mazic (Srb)

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