Neuro2020 – Girone F – Portogallo-Germania

di Gianvittorio Randaccio

Rotterdam, 20 giugno 2000

PORTOGALLO-GERMANIA

AVVERTENZA: nella seguente cronaca non è mai stato utilizzato il termine panzer.

Ci sono giornate che capitano raramente nella vita di un calciatore. Il 20 giugno 2000 è una di queste ed è segnata in rosso nel calendario della carriera di Sérgio Conceição, che qui su Portiere volante avevamo menzionato in precedenza per il suo pianto liberatorio del 19 dicembre 2001, quando, alla fine di un periodo difficile all’Inter, era riuscito ad azzeccare un cross e a far segnare di testa Ronaldo.conceicao
Un anno e mezzo prima, in piena fase finale dell’Europeo olandese, il Portogallo affronta la Germania, detentrice del titolo, nella terza partita del Girone A. Le due squadre stanno vivendo momenti diametralmente opposti: il Portogallo ha già vinto le prime due partite, la Germania, invece, è in grande difficoltà, avendo ottenuto un solo punto. Per i tedeschi la partita è decisiva, per il Portogallo è una sorta di passerella, tanto che Humberto Coelho, il nabokoviano commissario tecnico di Cedofeita, Porto, si permette di schierare le riserve, lasciando in panchina o in tribuna giocatori del calibro di Figo, Rui Costa, Joao Pinto, Vitor Baia e Nuno Gomes.
La partita, anomala fin dall’inizio, comincia a prendere una piega inaspettata già al 35’ quando, su un cross di Pauleta, Sérgio Conceição riesce a segnare di testa, schiantandosi successivamente su Oliver Khan e rimanendo intontito qualche minuto a terra. La Germania è lenta e prevedibile e, anche se i tre punti sarebbero decisivi, risulta molle come in un’amichevole estiva in Cina. Nel secondo tempo succede l’impensabile: al 54’ ancora Sérgio Conceição fa una quindicina di metri indisturbato, si accentra e fa partire un sinistro telefonato che il povero Kahn manca completamente. 765344_341963
Al 71’, addirittura, in piena trance agonistica, su assist di Sa Pinto, Conceição segna in diagonale il terzo gol della sua trionfale serata, firmando un’impresa che mai più, pensiamo, avrà rivissuto nella sua carriera. Tifosi e panchinari del Portogallo sono in estasi, nessuno si aspettava una cosa del genere.
A fine partita, Humberto Coelho decide di imitare il suo quasi omonimo Humbert Humbert e, come se avesse davanti Lolita, lo si sente recitare: «Conceição, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Con-cei-ção: la punta della lingua compie un breve viaggio di tre passi sul palato per andare a bussare, tre volte, contro i denti. Con. Cei. Ção».
Il Portogallo è in estasi, la Germania all’inferno e questo, oltre che il bello del calcio, è il bello di Neuro2020, che si permette di avere come provvisorio capocannoniere Sérgio Conceição.

Portogallo-Germania 3-0

35’, 54’ 71’ Sérgio Conceição

Portogallo: Espinha (Quim 90’), Jorge Costa, Jorge, Couto, Beto, Paulo Sousa (Vidigal 72’), Conceição, Costinha, Sa Pinto, Pauleta (Nuno Gomes 67’), Capucho

Germania: Kahn, Rehmer, Linke, Nowotny, Matthaus, Scholl (Hassler 59’), Ballack (Rink 46’), Hamann, Deisler, Bode, Jancker (Kirsten 69’)

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