Neuro2020 – Girone A – Galles-Italia

di Maurizio Zoja

Glasgow, 23 ottobre 1968

GALLES-ITALIA

Figuriamoci se qui a Portiere Volante non ci piace il calcio: è il nostro sport preferito, tanto che la crisi d’astinenza ci ha portati a organizzare Neuro 2020. Nei giorni scorsi però alcuni di noi si sono messi a fare un po’ di conti, scoprendo che il principale quotidiano sportivo italiano (quello rosa, per intenderci) dedica al calcio una quantità abnorme di pagine, sacrificando un sacco di sport almeno altrettanto appassionanti. Diciamo che il calcio occupa quasi sempre il 70 per cento delle pagine.
Per protesta, quindi, abbiamo deciso di raccontare sì la partita del 23 ottobre 1968 al Ninian Park di Glasgow, ma anche di invertire le proporzioni del giornale rosa dando spazio a quanto accadeva negli stessi giorni a Città del Messico, dove si stava disputando una delle edizioni delle Olimpiadi più emozionanti della storia.
Il 2 ottobre, dieci giorni prima della cerimonia inaugurale, una manifestazione di studenti in corso a Piazza delle tre culture, nella capitale messicana, per protestare contro le spese per la costruzione degli impianti delle Olimpiadi, era stata repressa nel sangue dall’esercito, causando centinaia di morti. Diaz de miseria y ordaz de ladrones, cantavano i manifestanti, ironizzando sul nome del presidente messicano: Gustavo Diaz Ordaz. L’indignazione di mezzo mondo per la strage non fu sufficiente per indurre il Comitato olimpico internazionale ad annullare i Giochi, che si svolsero regolarmente.
A Glasgow l’Italia, fresca campione d’Europa, scende in campo contro i padroni di casa nelle qualificazioni ai mondiali, in programma anch’essi in Messico due anni più tardi. Le due nazionali si sono affrontate solo un’altra volta nella loro storia, il Galles è considerata la più debole tra le squadre britanniche ma il ct Valcareggi non si fida e mette in campo la formazione migliore, pur tenendo in panchina Sandro Mazzola.
A Città del Messico l’importanza del rispetto dei diritti civili viene portata in primo piano dai velocisti Tommie Smith e John Carlos, rispettivamente primo e terzo nei 200 metri, che sul podio alzano il pugno guantato di nero. 68284ec6-d126-11e8-a505-55c580df5caf_169_xl
«Siamo stufi» dice Smith, «di essere cavalli da parata alle Olimpiadi e carne da cannone in Vietnam». La ginnasta ceca Vera Caslavska, dal canto suo, decide di protestare contro l’invasione del suo Paese da parte dei carri armati dell’Urss, e trovandosi a condividere la medaglia d’oro con la sovietica Larisa Petrik nella gara a corpo libero, volge lo sguardo da un’altra parte mentre le bandiere dei due Paesi salgono sui rispettivi pennoni. Verrà costretta a ritirarsi dalle competizioni e il passaporto le verrà ritirato per dodici anni, nonostante i quattro ori conquistati a Città del Messico. Qualche passo avanti in tema di parità dei diritti, comunque, viene compiuto: per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, ad accendere il braciere è una donna: la messicana Enriqueta Basilio.
Anche Bob Beamon, vincitore del salto in lungo, protesta salendo sul podio senza tuta e scalzo, ma verrà ricordato soprattutto per la misura con cui si aggiudica la gara: un 8.90 che migliora di 55 centimetri il precedente primato del mondo e che resisterà per ben ventuno anni.
Primato mondiale anche per l’italiano Giuseppe Gentile nel salto triplo. Peccato che, durante la stessa gara, il record cambia padrone per ben cinque volte e Gentile finisce al terzo posto, dietro il sovietico Sanaev e il brasiliano Prudencio. Si consolerà con il ruolo di Giasone nella Medea di Pier Paolo Pasolini.
Last but not least, e solo per rimanere all’atletica, lo statunitense Dick Fosbury lascia tutti a bocca aperta vincendo il salto in alto con lo stile che porta il suo nome: rincorsa circolare e asticella scavalcata di schiena, tutto il contrario di quello che si era visto fino a quel momento.
A Glasgow, intanto, allo scadere del primo tempo, Gigi Riva segna uno dei suoi 35 gol in azzurro, record tuttora imbattuto, portando in vantaggio i ragazzi di Valcareggi. Poco dopo l’inizio del secondo tempo il ct decide di togliere una punta pura (Anastasi) per inserire Mazzola, che certo non è un giocatore di copertura ma garantisce piedi buoni e capacità di gestione della palla. La partita terminerà 1-0 per l’Italia senza particolari emozioni. Due punti comunque importanti nel cammino di qualificazione ai mondiali messicani.

 

Galles-Italia 0-1
Riva 44’

Galles: Millinghton, Thomas, Williams, Burton, Powell, Hole, Rees, W. Davies, R.Davies, Green (B. Jones 62’), C. Jones

Italia: Zoff, Burgnich, Facchetti, Rosato, Salvadore, Castano, Domenghini, Rivera, Anastasi (Mazzola 52’), De Sisti, Riva

 

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