Neuro2020 – Girone C – Olanda-Romania

di Gianluca De Salve

Amsterdam, 1 giugno 1988

Olanda-Romania

L’Olanda conquista il primo posto del gruppo C e conclude il girone a punteggio pieno. L’allenatore Michels opta per il turnover lasciando in panchina Marco Van Basten, scelta rischiosa ma vincente perché i suoi compagni di reparto non fanno pesare per nulla la sua assenza.
Dopo pochi minuti è Jean-Marc Bosman a sbloccare il punteggio con un tocco da biliardo a fil di palo all’interno dell’aria di rigore avversaria, 1-0 Olanda.
La Romania ha l’occasione di pareggiare prima dell’intervallo. Camataru si ritrova uno contro uno con Van Breukelen in uscita e decide che è meglio lanciarsi e conquistare un calcio di rigore piuttosto che fare brutte figure, il VAR non è nemmeno stato concepito e quindi Hagi va dal dischetto per riportare il risultato in parità. Atteggiamento sicuro, piede mancino fatato ma calcio di rigore che si va a spegnere sul palo.
A inizio ripresa Kieft, l’attaccante con la pettinatura a caschetto più definita della storia calcistica mondiale, corregge in spaccata un assist dello stesso Bosman e fissa il risultato sul definitivo 2-0. 


Bosman migliore in campo per distacco e protagonista oggi quasi quanto lo sarà qualche anno più avanti, nel 1995 per l’esattezza, quando darà il nome alla famosa sentenza che in seguito al contenzioso con la sua squadra di club determinerà l’abolizione del limite di calciatori stranieri comunitari tesserabili dalle squadre europee di calcio.
Nel 1988, infatti, se ne potevano avere solamente due in rosa. Quindi la scelta degli stranieri da acquistare o confermare prima dell’inizio del campionato era certosina, difficile, sofferta e, molto spesso, totalmente cannata.
Questo dava origine a una moltitudine di trattative che spesso saltavano proprio per il numero limitato di stranieri che le nostre squadre potevano tesserare.
In quell’Olanda c’erano tanti giocatori che facevano gola ma uno in particolare sarebbe stato avvicinato a diverse squadre italiane, con titoli roboanti di trattative ormai vicinissime alla conclusione ma che non sarebbero mai arrivate all’ufficialità.
Gerald Vanenburg era forse uno dei meno appariscenti in quella squadra ma era un’ala destra che dava equilibrio sia in fase offensiva che difensiva. Era stato corteggiato a lungo dalla Juventus, che avrebbe poi puntato sull’oggetto misterioso Zavarov oltre che sull’attaccante tascabile portoghese Rui Barros, ma ad averlo praticamente in pugno fu la Roma.
Un colpo ad effetto per la squadra giallorossa al termine di una trattativa lunga ed estenuante perché Vanenburg giocava nel PSV, squadra che all’epoca era tra le più forti in Europa e che aveva alle spalle un colosso come la Philips, quindi società solida senza nessun particolare bisogno di cedere i propri giocatori migliori.
Comunque, sembrava tutto concluso, il riccioluto centrocampista olandese avrebbe fatto coppia a centrocampo con il capitano Giuseppe Giannini. La società giallorossa però non aveva fatto i conti con i timori per la vecchiaia del giocatore.
Malgrado avesse 25 anni all’epoca della trattativa, l’ala destra olandese stava già pensando alla pensione.
Il PSV gli offrì in extremis un rinnovo contrattuale di ben otto anni e in più gli garantì un vitalizio fino ai sessant’anni. Praticamente aveva vinto al gratta e vinci.
A quel punto Gerald si trovò davanti al classico bivio. Rimanere in Olanda oppure tentare l’avventura italiana?
Eindhoven non può nemmeno essere paragonata a una città come Roma, la cucina olandese con quella italiana ancora di meno, calcisticamente poteva diventare l’idolo della curva giallorossa ma vuoi mettere la tranquillità di un plaid davanti al nuovo televisore Philips nella quiete del suo salotto olandese in compagnia dei nipotini?
Nonno Gerald non ebbe dubbi. PSV a vita.

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Olanda-Romania 2-0
3′ Bosman, 53′ Kieft.

Olanda: Van Breukelen, Van Tiggelen, Van Aerle, Rijkaard, Vanenburg, Koeman, Wouters, Mühren (dal 77′ E. Koeman), Kieft, Bosman, Van’t Schip (dal 61′ Van Basten).
Allenatore: Michels.

Romania: Lung, Bumbescu, Andone, Rednic, Belodedici, Sabau, Rotariu, Klein, Boloni, Hagi (dal 76′ Geolgau), Camataru.
Allenatore: Jenei.

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