Neuro2020 – Ottavi di finale – Svizzera-Romania

di Gianvittorio Randaccio

22 giugno 1994

SVIZZERA – ROMANIA

Che giramondo, mr. Roy Hodgson. Dopo una trascurabile esperienza da calciatore, nel 1976 ha cominciato quella di allenatore, che prosegue ancora oggi, alla bellezza di settantadue anni, con il Crystal Palace. Sembra quasi una filastrocca ma negli anni Hodgson ha guidato Halmstadt, Bristol City, Oddevold, Orebro, Malmoe, Neuchatel Xamax, Svizzera, Inter, Blackburn, Grasshoppers, Copenaghen, Udinese, Emirati Arabi Uniti, Viking, Finlandia, Fulham, Liverpool, West Bromwich, Inghilterra e, appunto, Crystal Palace. In questo tourbillon una delle migliori pagine è stata quella alla guida della nazionale svizzera, con la quale ha raggiunto le qualificazioni ai Mondiali Usa del 1994 e agli Europei del 1996, che però non ha disputato perché nel frattempo è stato chiamato ad allenare l’Inter. 9788852043871_0_221_0_75Di quel periodo, in cui Roy viene ricordato più che altro per le gag della Gialappa’s e per aver fatto vendere un giovane Roberto Carlos, preferendogli Pistone, ci piace citare le parole di Javier Zanetti (che con Hodgson ebbe anche un memorabile litigio in campo) nel suo libro Giocare da uomo (Mondadori, 2016): «Il nuovo mister ha la cultura del lavoro: niente sigaro, niente carte, sbattersi sul campo, imparare gli schemi. […] Con l’Inter Hodgson non ha vinto, ma per questo il mister va considerato un perdente e il suo lavoro inutile? Per niente, anzi. Nella ricostruzione dell’Inter che poi culminerà il giorno in cui ho alzato, pazzo di gioia, la Coppa dei campioni al Santiago Bernabeu di Madrid, conta anche il lavoro che Hodgson sedimentò allora, e che troppo in fretta è stato dimenticato».
Tra l’altro qui a Neuro2020 (gioco della fantasia, in cui un allenatore può essere il ct di due squadre diverse) Hodgson ha già compiuto un miracolo, portando la Finlandia agli ottavi. E un altro ne compie, forse ancora più clamoroso, portando la Svizzera ai quarti di finale.

Quella dei mondiali Usa del 1994 è una delle esperienze più gloriose della nazionale rossocrociata, che il 22 giugno al Pontiac Silverdome di Detroit deve affrontare la più quotata Romania di Gheorghe Hagi. Il tabellino parla chiaro: dopo il vantaggio dell’”angelo biondo” Sutter, la Romania pareggia proprio con Hagi, per poi venire abbattuta dal gol del talentuoso Chapuisat e dalla doppietta di Knup. Hodgson ha creato una piccola macchina da guerra, che già nelle qualificazioni aveva impressionato, tenendo testa a squadre come Italia e Portogallo: la Svizzera ha un gioco offensivo e spregiudicato, che porta risultati e applausi convinti, e in cui anche un’altra conoscenza del campionato italiano, Ciriaco Sforza, riesce a fare un figurone.
A Usa ’94 la squadra di Hodgson uscì agli ottavi, eliminata dalla Spagna: qui a Neuro2020 niente è ancora stato scritto e sognare è lecito.

 

SVIZZERA-ROMANIA 4-1
Sutter 16’, Hagi 35’, Chapuisat 52’, Knupp 65’, 72’.

Svizzera: Pascolo, Hottiger, Quentin, Herr, Geiger, Bregy, Sutter (Bickel 71’), Ohrel (Sylvestre 83’), Sforza, Knup, Chapuisat.

Romania: Stelea, Petrescu, Prodan, Belodedici, Mihali, Lupescu (Panduru 85’), Popescu, Munteanu, Hagi, Dumitrescu (Vladoiu 70’), Raducioiu.