Ciao_L’Italia del Novanta_7 luglio

di Antonio Gurrado

7 luglio 1990

Gioca l’Italia. Il Gran me sa che ormai è platonico andare a trovare il Piccolo me; ci va nondimeno, e lo ritrova per l’ultima volta a guardare la partita nella casa di amici in cui, a ogni visita successiva nel corso degli anni e dei decenni, per quanto rade siano aleggerà sempre lo spirito di quelle serate mondiali, un retrogusto dolce strozzato in gola. Si gioca a Bari, nello stadio fatto costruire apposta per l’evento dal presidente indigeno della Figc, Antonio Matarrese, e che visto da sobborghi come Modugno darà l’idea di un’astronave venuta a posarsi fra la pianura e il mare.

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È lo stesso effetto che fa il planare dell’Italia nella finalina di consolazione; e, si parva licet, il planare, nell’animo del Piccolo me, la consapevolezza che quell’atto conclusivo di una favola malriuscita si gioca così a portata di mano, a sessanta chilometri da dov’è seduto, un’ora di macchina sull’incerta provinciale che va fino al capoluogo di regione. Ne esce una partita felice, che si guarda volentieri a cuor leggero. L’Italia prende il secondo goal, l’ennesimo colpo di testa di Platt, inframezzato però fra due reti; tutto ciò si svolge nell’ultima ventina di minuti, dopo un’allegra preparazione. Al settantesimo Baggio si avventa su Shilton che cincischia ai limiti dell’area di porta, gli sottrae la palla e la passa a bordo area a Schillaci; costui si districa da un avversario e si accentra per tirare, ma Shilton gli si rifà sotto e Schillaci pensa bene, allora, di restituire palla a Baggio, che dribbla un quantitativo indiscriminato di avversari mentre cercano di affastellarsi disperati lungo la linea di porta e tira. È un’azione rapida, che a leggerla ci vuole il quadruplo del tempo che a vederla; comunque è l’1-0. Il 2-1 è il suggello al torneo di Schillaci, che si fa falciare colpevolmente da Parker in piena area e trasforma il susseguente rigore per laurearsi capocannoniere. Alla fine, la medaglia di bronzo viene consegnata anche agli inglesi. Tutti insieme i giocatori delle rose delle due nazionali (per l’Italia i titolari in maglietta, le riserve con la tuta bianca della IP fasciata di blu notte), col riconoscimento al collo e un mazzo di fiori in mano, si siedono sul larghissimo podio allestito al centro dello stadio e fanno la ola. La fa anche il Piccolo me, con gli amici di famiglia ammassati sul divano davanti alla tv, e ogni volta che torna a visitarlo la fa anche il Gran me sentendo che, a quel punto, non ha più niente di significativo da dirgli.

1990 World Cup Third Place Play Off. Bari, Italy. 7th July, 1990. Italy 2 v England 1. FIFA President Joao Havelange presents the England squad with their medals as they stand on the podium after the match.

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