Il pallonario (3-9 agosto)

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3 agosto. Giunto sotto porta, Dante Bianchi, il “filosofo” del calcio, ha sbagliato il tiro… per i cinque milioni. È caduto per colpa dei parastinchi. Lascia-raddoppiaIeri sera, al teatro della Fiera di Milano, nella 36ª trasmissione del quiz “Lascia o raddoppia?” c’era molta attesa per l’ultimo esame al quale sarebbe stato sottoposto il signor Bianchi. Pareva quasi che egli sentisse la difficoltà della prova che lo attendeva perché, prima di entrare in cabina (aveva chiesto l’assistenza di Paola Bolognani, come esperta, ma la simpatica ragazza di Pordenone non ha risposto all’invito) ha voluto ringraziare tutti coloro che lo hanno assistito e aiutato nel corso di questa sua strana vicenda. Soprattutto, ha voluto chiarire come il suo tifo per la Juventus non escluda la sua ammirazione per tutte le squadre di calcio, compresa quella Lucchese sul campo della quale, ai tempi della sua fanciullezza, subì le prime sbucciature e i primi calcioni. Alla prima delle tre domande il signor Bianchi è caduto: proprio come un calcio di rigore sbagliato. Ecco la domanda: «Gli inglesi hanno man mano inventato anche l’abbigliamento moderno e le protezioni per i calciatori. In quale anno, secondo il volume Il più bel giuoco del mondo venne adottato il parastinchi?». La risposta è stata: 1878. Ma è stata una risposta sbagliata: l’anno è stato precisamente il 1874. (1956)

4 agosto. Fra i fiumani che nelle note dolorose circostanze hanno dovuto lasciare la loro terra e le loro case, è anche una ben popolare figura di sportivo. Si tratta di Riccardo De Seégner, un valente ex giocatore che esplicò la sua attività agonistica nella Virtus di Bologna e tra gli ungheresi del Ferencvaros, dove giocò dal 1912 al 1914. Più tardi divenne allenatore: in Italia diresse le squadre dell’Asti, del Macerata, della Fiumana, del Solvay, del Rovigo. All’estero guidò gli svizzeri del Chaux-de-Fonds, gli jugoslavi dell’Illiria di Lubiana e dell’Hajduk di Spalato, dell’Haiku di Zagabria e gli ungheresi del BTC di Budapest. Partecipò a Roma alla scuola allenatori nel 1933. Ora lo sfortunato tecnico attende una sistemazione. Le prove davvero soddisfacenti fornite in ogni occasione gli danno diritto a sperare in un’adeguata proposta da parte di una squadra di B o di C.  Va ricordato, fra l’altro, che il De Seégner è pure un abile e intelligente allevatore di giovani promesse. (1949)

5 agosto. Campionato bulgaro anno zero. La stagione che partirà il 10 agosto prossimo segna l’inizio di una nuova era calcistica in Bulgaria dove, un mese fa, il Partito comunista ha provocato una vera e propria “rivoluzione” in seno alla Federazione. La segreteria del Partito, infatti, ha deciso di sciogliere la federazione e di sostituirla con una nuova da eleggere prossimamente. Il motivo è semplice: il calcio bulgaro ha bisogno di uscire da una crisi profonda a tutti i livelli, sia organizzativi sia tecnici sia di giocatori. I risultati degli ultimi anni sono stati disastrosi in campo internazionale, mentre il campionato ha toccato punte negative di spettacolo incredibili. Adesso il Partito comunista vuole ricominciare tutto da zero partendo dalla decisione di separare le squadre calcistiche dalle polisportive delle quali facevano parte prima. Seconda decisione: quella di variare la composizione dei campionati. Il cambiamento, comunque, non interesserà l’attuale stagione 1979-80 che si svolgerà secondo lo schema tradizionale. (1979) 

6 agosto. Un arbitro, esasperato, ha ucciso a coltellate un tifoso che era entrato in campo per contestare la validità di un gol. L’episodio è avvenuto durante una partita tra squadre giovanili a Zamalek, quartiere residenziale del Cairo, in Egitto. Fatin Hamza protestava sulla regolarità di una rete e l’arbitro Hassan Khaled Hassan ha estratto un coltello e l’ha colpito più volte al petto. Il giovane è stato soccorso, ma è deceduto poco dopo. Nella capitale egiziana si è registrata anche un’altra vittima della violenza sportiva: un calciatore è stato ucciso, sempre a coltellate, da un passante che era stato colpito da una pallonata, in margine a una partita tra dilettanti. Wael Abdullah Hamouda aveva calciato una punizione e la palla era uscita colpendo Mohammad Saleh Abdel-Samei, che passava dietro la porta. Tra i due è nato un litigio, terminato con la pugnalata mortale. (1999)

7 agosto. Dopo avere scartato abilmente un difensore, Juan Ortiz, un calciatore dilettante di 45 anni, con una perfetta stoccata ha messo in rete la palla. Poi è corso urlando la sua gioia verso gli spalti dove si trovavano i tifosi avversari: tre colpi d’arma da fuoco lo hanno centrato in pieno petto. Ortiz si è accasciato sul terreno di gioco, morendo un’ora dopo in ospedale, dove era stato trasportato d’urgenza. L’agghiacciante episodio è accaduto domenica a Lomas de Zamora, un piccolo centro all’estrema periferia di Buenos Aires, durante una partita tra squadre di dilettanti di due quartieri  della zona. La polizia ieri ha reso noto che sta dando la caccia all’assassino che, con l’aiuto degli amici che si trovavano con lui, è fuggito facendosi largo sparando con la stessa arma cui aveva appena commesso il delitto. (1994)

8 agosto. Il calciatore colombiano Urtel De Jesus Lopez è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco sparato dalla tribuna mentre, solo di fronte al portiere avversario, si accingeva a segnare un gol che avrebbe dato il pareggio alla sua squadra, in quel momento in svantaggio per 2 a 1. È accaduto a Santuario, durante la partita tra la “San Bartolomeo” e una selezione regionale. L’arbitro ha interrotto l’incontro. (1982)

9 agosto. Delle loro dichiarazioni post partita ci informano solerti cronisti, delle loro vacanze marine sappiamo tutto, o quasi, grazie agli scoop della stampa rosa, ma quello che succede durante i ritiri estivi delle squadre è molto spesso circondato da un protettivo alone di mistero.

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Dentro gli alberghi è difficile penetrare, le indiscrezioni sono scarse e poco interessanti. Ma le curiosità da soddisfare, inutile negarlo, sono tante: sono ancora e solo giornali sportivi la lettura prediletta dei campioni del pallone? A tavola i giocatori stanno composti o si tirano le molliche di pane? E ancora, ci sono aneddoti divertenti che accompagnano le settimane di preparazione al campionato? «L’unica cosa che è evidente» dice Guido Travaglia, direttore dell’Apt della Valle di Fiemme «è che questi ragazzi cercano tranquillità, privacy, serenità.» E la trovano? «Direi di sì, anche se alcuni fans molto focosi fanno di tutto per impedirglielo. Lo scorso anno, per esempio, il portiere dell’albergo che ospitava l’Inter è diventato matto a inseguire ai vari piani una signora che voleva entrare a tutti costi nella camera di Zenga.» (1993)

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