Il pallonario (10-16 agosto)

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10 agosto. Toneatto si è infortunato ad una caviglia scalando colline, saltando fossi con iJqbd8aT suoi: la preparazione “arrabbiata” del Bari ha fatto una unica vittima, proprio lui, l’allenatore. †Motivo per cui stamane i villeggianti che erano sparsi sulla montagna amiantina hanno visto una comitiva di una ventina di atleti, preceduta da una… staffetta motorizzata. Non potendo reggere il ritmo dei suoi allievi, Toneatto ha provveduto in questo modo singolare, sedendo sul sellino di una rombante motocicletta. Tutto passerà in un paio di giorni, Toneatto potrà tornare al suo… rendimento normale. «Meglio a me», dice il vulcanico allenatore, «che non a uno di loro».  (1968)  

11 agosto. A Londra la mezz’ala Wilf Mannion, più volte internazionale, attualmente sospeso dalla Lega, ha dichiarato che abbandonerà il gioco del calcio e farà parte di un settimanale del sabato, come scrittore di cose sportive. Attualmente giocava nella squadra di seconda divisione Hull City.  (1955)

12 agosto. Vegra-Montecchio 3-2 (sospeso). Incontro durissimo e incerto: tanto incerto che a un certo punto della ripresa il Montecchio per protesta contro una giusta decisione arbitrale, ha, antisportivamente, ritirata la squadra: gesto antipatico, che deve essere punito con rigorosità. In ogni modo, la Vegra ha dimostrato di meritare la vittoria. Arbitro Pozzato Giuseppe. (1932)

13 agosto. Dramma a Santa Cruz nello stato di Bahia, in Brasile. Un ventiseienne  calciatore dilettante del Fatima, Renato Alves dos Santos, è stato aggredito a bastonate (è morto in ospedale)  da tifosi del Cosmos dopo la concessione di un rigore contro la loro squadra. (1987)

14 agosto. L’ex calciatore della Fiorentina e della nazionale Guido Gratton è statogratton ammazzato per un sacchetto di arance e un fiasco di vino. A sostenere questa tesi sono i carabinieri del nucleo operativo di Firenze, che continuano a lavorare alle indagini dell’omicidio di Gratton, trovato in fin di vita il 18 novembre scorso nel suo appartamento all’interno del tennis club che gestiva alle porte di Firenze. A parte le arance e il vino, infatti, da quell’appartamento non era stato portato via altro. Sarebbe stato il rumore della bottiglia, trovata in seguito a terra rotta, a mettere in allarme l’ex calciatore della Fiorentina e farlo uscire per affrontare i ladri. Ai militari sembrò subito chiaro che a compiere il delitto fossero stati due balordi. (1997)

15 agosto. Si chiama tricalcio o calcio a tre porte e sovverte i tradizionali dettami del caro vecchio football made in England. Calcio in pericolo? Non esageriamo. La nuova disciplina si sta diffondendo in Gran Bretagna, e pare soprattutto frutto di menti goliardiche e anarcoidi. Inventato dall’eccentrico artista danese Asgern Jorn, il tricalcio rivoluziona schemi e concetti ultracentenari. A ogni partita partecipano tre squadre (anziché due), composte ciascuna da sette giocatori anziché undici, su un campo esagonale (niente rettangolo di gioco) e dotato di tre porte (non solo due). Ogni squadra possiede due lati opposti del campo e decide, di volta in volta, in che porta vuole segnare, difendendo la propria dalle altre due formazioni. Vince chi subisce meno gol. I puristi urlano alla bestemmia, anche perché la Luther Blissett League, che nel 1993 a Glasgow diede un crisma di ufficialità al nuovo gioco, ha radici anarchiche che sfuggono a qualsiasi classificazione. Luther Blissett indica un progetto underground internazionale basato sulla perdita di una precisa identità. Il nome è quello dell’ex calciatore britannico di colore, oggi viceallenatore del Watford nella seconda divisione inglese, che militò senza fortuna anche nel Milan e che tuttora non sa spiegarsi perché mai abbia potuto etichettare un simile movimento. La spiegazione potrebbe essere burlesca come tutta l’iniziativa: Blissett da giocatore non centrava mai la porta, quindi si è pensato di metterne tre invece di due per aumentare le possibilità di gol. Il tricalcio comunque fa proseliti: dalla Scozia è approdato anche ad Hyde Park, sono nate numerose società e si vaneggia persino di una Coppa del mondo. Richard Essex, della Luther Blissett League, spiega: «Viene superata la classica idea, aggressiva e competitiva, fondata sulla sfida noi-contro-loro. Il vecchio calcio è un dramma psicosessuale basato sull’individualità esasperata, la nuova disciplina privilegia la cooperazione fra singoli». (1996)

16 agosto. Apertura d’eccezione a Ginevra per la partita tra Servette e Basilea. Gina Lollobrigida riceve un mazzo di fiori dal capitano degli ospiti, Odermatt. Osservano l’arbitro luganese Clematide e il ginevrino Nemeth. (1970) 

 

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