Il Pallonario (14-20 settembre)

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14 settembre. Giornata movimentata per Carlitos Tevez, talento argentino protagonista all’Olimpiade di Atene. È un suo gol a permettere al Boca Jrs di battere 2-1 il Gimnasia La Plata e conservare la vetta del campionato insieme al River Plate, vittorioso sul Racing. Nella notte tra domenica e lunedì, però, per l’attaccante arriva anche una denuncia per aggressione a un fotoreporter e furto della sua macchina fotografica, poi restituita senza rullino. Tevez non ha gradito di essere immortalato all’uscita di una discoteca insieme all’attrice argentina Natalia Sassi, ma il suo gesto ora potrebbe costargli caro. (2004) 

tevez

15 settembre. Giovanni Lodetti, 22 anni, milanese di Caselle Lurani, non passa per un cannoniere. La stagione scorsa, nel Milan, disputò 24 partite andando in gol una sola volta. Quest’anno ha sorpreso tutti, facendo secco Vavassori dopo appena 47 secondi di gioco: primo gol del campionato. Sarà bene precisare tuttavia che, in materia, i 47 secondi di Lodetti non fanno primato assoluto. Sandrino Mazzola nel derby milanese del 24 febbraio 1963 aveva battuto Ghezzi a 13 secondi dal fischio d’avvio. Non solo: anche come prima segnatura di un campionato, qualcuna ha fatto meglio di Lodetti. Miguel Montuori, a Udine, nella prima giornata del campionato 1956-57 era riuscito a segnare un gol ai bianconeri dopo 18 secondi di gioco. La gara di San Siro, ospite il Catania, ha avuto – almeno in fatto di realizzazioni – un esito sconcertante, che ha ben pochi precedenti, con la squadra di casa che segna dopo 47 secondi e con gli ospiti che raggiungono il pari al novantesimo. Quanti, dei ventimila spettatori presenti, hanno visto i due gol? Per chi va allo stadio in anticipo e in anticipo lo lascia, era un 1-0; chi è andato in ritardo ed è rimasto sugli spalti sino al novantesimo ha visto lo 0-1; peggio per la… maggioranza che entra in ritardo ed esce in anticipo: qui si è trattato addirittura di uno 0-0! (1964)

16 settembre. Bisogna essere cechi e anche un po’ slovacchi per pretendere di farla franca, vale a dire di commettere un sacco di corbellerie. Dopo il danno le beffe: i bei proverbi italiani. Dunque il dottor Pelikan, presidente dello Slavia, si sarà sentito male quando, come esito del suo ricorso, si è visto esibire dal presidente del Comitato della Coppa Europa una noticina che assomigliava stranamente a un volgare conto d’albergo. Si sarà sentito male e sarà impallidito. Poi, dopo un minuto di raccoglimento, avrà detto: “Non è giusto, assolutamente no! Almeno si dimezzino le spese tra lo Slavia e la Juventus!” E, si pensi bene, non aveva poi tutti i torti. Le porcheriole, infatti, le aveva commesse lo Slavia, e la Juventus è stata squalificata anch’essa. Ora il ricorso lo aveva fatto lo Slavia: pagasse perciò anche la Juventus. Ma per una volta tanto la ciambella non è riuscita col tradizionale buco. (1932)

17 settembre. Il sostituto procuratore della Repubblica di Genova, dott. Napolitano, ha firmato questa mattina la richiesta di rinvio a giudizio del ventisettenne Ugo Marmi, dimorante a Sestri Ponente, imputato di lesioni volontarie gravissime. Il Marmi è stato arrestato venerdì scorso su mandato di cattura e associato a Marassi, dove dovrà restare fino alla celebrazione del processo, non potendo fruire della libertà provvisoria. Il Marmi è un calciatore dell’US Pontedecimo. Nella partita tra la squadra ligure e quella del Cuneo disputatasi a Pontedecimo il 6 gennaio scorso e conclusasi con la vittoria per uno a zero dei piemontesi, ad un certo momento l’ala genovese Marmi si scontrò con il capitano dei biancorossi, il terzino Camilla: i due calciatori finirono fuoricampo, ma il Marmi poté poco dopo rientrare in gara. Non fu così per il Camilla, che riportò lesioni gravi guarite dopo mesi di cure. L’incidente parve involontario. Tale lo ritennero l’arbitro, che non prese alcun provvedimento di espulsione, i segnalinee, che non fecero rapporto all’arbitro, il commissario di campo, il cui rapporto non parlò di volontarietà. Per cui nessuna punizione sportiva venne inflitta al Marmi dalla Federazione calcistica. Il giudice istruttore, invece, ha ritenuto le lesioni volontarie e ha emesso il mandato di cattura sulla scorta di testimonianze, desunte in genere nell’ambiente del Cuneo. Non risulta che siano stati interrogati finora né l’arbitro né il commissario di campo, né i segnalinee,i quali però saranno sicuramente citati al processo, che sarà celebrato quanto prima. (1952)  

18 settembre. L’ex calciatore del Voledam Kelvin Maynard è stato ucciso oggi ad Amsterdam a colpi di pistola da due personaggi non ancora identificati. Secondo alcuni testimoni gli esecutori erano su uno scooter e hanno avvicinato l’automobile del calciatore. Dunque, molto probabile che si tratti di un omicidio premeditato, anche se al momento si è ancora nel campo delle ipotesi. L’unica conferma arrivata finora è quella relativa alla sua identità. La polizia ha identificato il corpo e ha constatato che si tratta proprio di Maynard. Nonostante avesse solo 32 anni, già da diverso tempo Maynard aveva abbandonato il calcio ad alti livelli e si stava dedicando ad un club di quinta serie olandese, l’Alphense Boys. Per quanto concerne la sua carriera professionistica, ha totalizzato 18 presenze in Eredivisie, il massimo campionato olandese con la casacca del FC Volendam. Ha giocato inoltre con il Burton Albion, l’FC Emmen e il Quick Boys. (2019)

19 settembre. Da «Stern Magazin» del 2 settembre 1975, pagina sei, traduciamo liberamente: «Re Cecconi, saputo del ritorno alla Lazio del suo nemico Giorgio Chinaglia, dirotta un aereo sull’Olimpico e si butta da seicento metri senza paracadute, cercando di centrare il rivale che si sta allenando. Un refolo di vento, però, gli ha fatto fallire il bersaglio. Re Cecconi ha dichiarato che ritenterà al più presto». (1975)

20 settembre. Nella novantaseiesima trasmissione del telequiz “Lascia o raddoppia” i due esperti in materie sportive hanno superato brillantemente il loro esame proseguendo vittoriosamente la loro marcia verso il traguardo dei cinque milioni. A Levratto Mambelli di Forlì (calcio) è stata rivolta la seguente domanda: per lire 1.280.000 in quale formazione il Torino conquistò la sua prima Coppa Italia nella stagione 1935-36 e contro quale squadra e con quale risultato vinse la finale. Risposta: a Genova contro l’Alessandria vincendo per 5-1. La formazione era: Maina, Brunelli, Ferrini, Gallea, Janni, Prato, Bo, Baldi III, Galli II, Buscaglia, Silano.  (1957)

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