Il Pallonario (28 dicembre – 3 gennaio)

28 dicembre. Al momento di salire sul pullman diretto a Como, dove i nerazzurri rimarranno in ritiro in vista nella partita interna contro la Lazio, è stata mostrata ad Herrera una copia del quotidiano di Barcellona «Solidariedad Nacional», riproducente con vistosi titoli una notizia che lo riguarda. Secondo tale articolo l’attuale direttore tecnico dell’Inter, già vincolato anche per la prossima stagione calcistica dalla società milanese con un ingaggio di cento milioni annui, diventerebbe “general manager” e delegherebbe ad un altro tecnico di sua fiducia l’incarico di allenare la squadra. Un giornalista spagnolo espressamente ingaggiato curerebbe inoltre le relazioni con la stampa italiana. Herrera, letta con attenzione la notizia, ha esclamato alla fine: «Tutte fandonie!». In effetti anche l’Inter ha smentito la notizia. Va segnalato che secondo una fonte romana Herrera avrebbe già una specie di accordo per l’anno prossimo con la società giallorossa. (1963)

29 dicembre. Manuel Ferreira, il grande calciatore argentino che attualmente occupa il posto di mezzo sinistro nella squadra del River Plate, è giunto stamane alla capitale ospite della AS Roma. Il Ferreira, che è in viaggio di nozze, è partito questa sera con la squadra giallorossa alla volta di Palermo. (1933)

30 dicembre. Il commissario di campo dell’incontro Brindisi-Pisa ha telegrafato che l’arbitro Malingher, di Roma, aggredito e colpito, è stato ricoverato all’ospedale. Sono previste gravissime sanzioni disciplinari. (1947) 

31 dicembre. Un pacco  con tanto di fiocco natalizio e con dentro una testa di capretto. Un Natale macabro per il direttore sportivo del Palermo Rino Foschi che ha scartato il regalo proprio la notte del 24 dicembre. Ad aprirlo, in verità, è stata la moglie, rimasta profondamente scioccata nel vedere la testa insanguinata dell’animale. Tutto poteva aspettarsi l’uomo mercato del Palermo tranne un “regalo” del genere, tra l’altro nell’anno in cui la squadra si trova al terzo posto in classifica. Adesso gli inquirenti stanno cercando di ricomporre i tasselli di questo atto intimidatorio. Foschi ha sporto denuncia alla polizia di Cesena, le città dove risiede. Anche se il pacco era stato recapitato qualche giorno prima a Palermo. (2006)

1 gennaio. L’anziano calciatore svedese Gunnar Gran ha ricevuto un’offerta per allenare, per la durata di diciotto mesi, la squadra italiana del Talmone Torino. Egli ha già risposto alla società torinese esponendo le proprie richieste per assumere tale incarico. «Ho avuto trattative con i dirigenti del Torino,» egli ha detto «sia telegraficamente che telefonicamente. L’offerta che ho ricevuto mi interessa e molto probabilmente darò la mia adesione al più presto. Finanziariamente, la proposta del Torino è molto buona, ma ho richiesto assicurazioni per non essere, in un secondo tempo, dimesso dal mio incarico senza una ragione sufficientemente valida. Molti allenatori e direttori tecnici italiani vengono licenziati senza una vera ragione. E io non voglio correre tale rischio.» (1959)

2 gennaio. Bruno Pesaola, allenatore del Bologna, ha perduto la causa che aveva intentato contro il finanziere napoletano ing. Aldo Sabetti, per truffa aggravata ed usura. Pesaola accusava Sabetti di averlo costretto a firmare cambiali per 108 milioni, per concedergli un prestito di 38 milioni. L’ing. Sabetti ha invece sostenuto di aver concesso un mutuo a Pesaola di 80 milioni e che questi gli ha firmato cambiali per quasi 120 milioni (i 40 milioni di differenza rappresentano gli interessi maturati in tre anni). (1975)

3 gennaio. Ladislao Mazurkiewicz si è spento a 67 anni di età in una clinica di Montevideo. Problemi renali e respiratori lo hanno portato prima al ricovero in terapia d’urgenza la vigilia di Natale e poi al coma. Ieri, all’alba, la resa. Era un eroe del calcio uruguagio, proclamato miglior portiere del mondo a Messico ’70 e definito da Lev Yascin, leggenda sovietica del ruolo, il suo più degno erede, con tanto di guanti in regalo durante l’addio agli stadi nel 1971. “Mazurka” (ma in patria era noto come Chiquito) conquistò  noi italiani nel primo mondiale a colori giunto nelle nostre case (non in tutte), quello che gli azzurri persero in finale contro il Brasile dopo aver vinto la mitica semifinale contro i tedeschi 4 a 3. (2013)

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