La Disparition – Il fantacalcio senza la “e” #14

di Gianvittorio Randaccio

La quattordicesima giornata del fantacalcio senza la “e” pone La Disparition davanti alla sfida più ardua che si possa immaginare: affrontare il rullo compressore Katoooo, prima in classifica, ancora imbattuta. Come fare per non uscire dalla partita con le ossa rotte? Come fermare questa corsa sfrenata che sembra non conoscere ostacoli? Semplice, ho detto al mio staff, con l’astuzia, esattamente come avevano cercato di fare i nostri avversari nella partita di andata.
Così ho sguinzagliato l’ultimo arrivo Strootman e gli ho fatto contattare proprio Iago Falque (da poco sostituito da Torregrossa nei Katoooo, e ancora con il dente avvelenato), che con il piglio shakesperiano che tutti gli riconoscono gli ha confidato un segreto: «Bisogna fare leva su un caso che da tempo infiamma lo spogliatoio dei vostri avversari». Sì, dove sembra regnare pace e armonia in realtà c’è un giocatore, anzi, un supergiocatore, anzi, un supereroe, che schiuma rabbia per le continue panchine: è l’Uomo Ragno, che con grande modestia in serie A ha scelto di farsi chiamare Alessio Cragno, ma che adesso non sopporta più questo anonimato e vuole far sentire a tutti le sue ragioni. Ma come, ha detto l’Uomo Cragno a Strootman, io salto da un palo all’altro, infilo le ragnatele negli occhi di Simy, scalo le traverse per fermare i tiri all’incrocio e questi parvenu, questi allenatori per caso dei Picchi (De Sisti) mi mettono sempre in panchina, preferendomi sempre quel boscaiolo di Dragowski, che a malapena sa fare due palleggi? Così, nella settimana prima della partita, l’Uomo Cragno in allenamento ha dato il meglio di sé e, nello stesso tempo, ha cercato di sabotare in ogni modo Dragowski (gli è saltato addosso dal tetto dello spogliatoio, per esempio, gli ha imballato la macchina con la ragnatela, gli ha anche fatto la pipì nei guanti), cercando di distrarlo e di togliergli la concentrazione per la partita contro La Disparition.

E bisogna dire che l’Uomo Cragno è riuscito nel suo intento perché domenica Dragowski, visibilmente confuso, ha preso sei gol a Napoli, senza nemmeno riuscire a parare il suo solito rigore. Ma alla Disparition questo non è bastato, perché quei parvenu dei Picchi (De Sisti) hanno trovato risorse insospettabili: la doppietta di Luis Alberto, sì, ma anche quella di pennellone Simy, e il gol (con la testa fasciata) di Kucka, tirato fuori dalla naftalina giusto in tempo. E così i Katoooo hanno vinto 3-2 una partita rocambolesca, che dopo la débâcle della Fiorentina sembrava saldamente in mano alla Disparition.

Oggi, chiuso ufficialmente il quattordicesimo turno, rimangono il malcontento dell’Uomo Cragno, che ha chiesto la cessione («Voglio andare ai Fitronc United,» pare che abbia detto «lì sarei apprezzato come merito»), il funambolico gol di Iago Falque, rinato, e la quinta sconfitta consecutiva della Disparition, in ritiro in vista della decisiva partita di settimana prossima contro i Rivo Nkolou.

La Disparition – Katoooo   2-3   (73-81,5)

La Disparition
Consigli, Singo, Tomiyasu, Dimarco, Lazzari, Mkhitaryan, Malinovskiy, Sottil, Lozano, Caputo, Zapata

Katoooo
Dragowski, Hakimi, Milenkovic, Skriniar, Gosens, Veretout, Milinkovic-Savic, Lui Alberto, Sensi (Kucka), Belotti, Simy

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