Il Pallonario (1-7 febbraio)

1 febbraio. Alcuni calciatori della squadra ungherese Honved, che si trova a Montevideo per una serie di partite, sono stati chiamati ieri per telefono da Budapest dalle loro mogli, che hanno chiesto loro di far ritorno in patria. Una scena commovente si è svolta all’albergo dove sono alloggiati i calciatori ungheresi allorché Bozsik è stato chiamato dal centralino con le parole «è in linea  Budapest». Dopo di lui, sono stati chiamati successivamente al telefono Budas, Baniay, Racovski, Suzsza, Farago e altri giocatori sposati. Al termine della comunicazione, i giocatori hanno raffrontato le annotazioni fatte in cabina, trovando che tutte contenevano le stesse parole: «ti prego di ritornare». Sembra probabile che, dopo l’attuale tournée, la maggior parte dei giocatori le cui mogli si trovano a Budapest rientreranno in Ungheria. Almeno undici dei ventuno giocatori avrebbero comunque deciso di non rimpatriare: alcuni di essi sono sposati, ma le loro mogli sono fuggite all’estero. (1957)

2 febbraio. Roberto Abrussezze, 41 anni, è da tre stagioni il tecnico del Nacional di Quito, squadra campione dell’Ecuador. Nato a Rio de Janeiro, Abrussezze si definisce studioso di calcio e, anche se pare non abbia mai infilato un paio di scarpette bullonate, afferma di sapere tutto della materia che insegna. I risultati conseguiti dalla sua squadra nel 1986 gli danno ragione. Quando gli si chiede cosa ci sia alla base dei successi ottenuti, Abrussezze indica, in ordine decrescente: certezza di aver ragione, grande voglia di lavorare, rifiuto della stanchezza e delle interferenze altrui. Poi, con noncuranza, aggiunge: «Fiducia nella macuba». Subito specificando che ogni brasiliano è, naturalmente, un “macumbero”. Ossia uno stregone. (1987)

3 febbraio. Un gruppo di soci del Bologna FC chiede come mai allo stadio bolognese, dopo una fugace apparizione, sia di nuovo scomparso il servizio dell’altoparlante, servizio che non manca negli altri campi anche minori e che è soprattutto utile per annunciare la formazione delle squadre. (1946)

4 febbraio. Politica forse, ma non con questo governo. Lilian Thuram, trentasettenne ex difensore di Parma e Juventus, ha rifiutato la proposta del presidente francese Nicolas Sarkozy di far parte del suo governo. «Entrare in politica? Per ora no. La politica è qualcosa di talmente nobile che non può essere affrontata con approssimazione. Io devo imparare ancora molte cose ed è quello che sta facendo incontrando persone che hanno opinioni diverse, un giorno chissà.» (2009) 

5 febbraio. Cinquantamila persone pigiate sulle scalinate dello stadio per assistere all’incontro Torino-Juventus. Niente di meglio per il “lavoro” dei soliti ladruncoli. Alla fine della gara sono stati denunciati i furti di sei portafogli e di una borsetta da donna. (1962)

6 febbraio. Nel bar “Rio Jerez”, di fronte alla Galleria Alaska, a Copacabana, Rio de Janeiro, un gruppo di portoghesi, a quanto pare alticci, sta prendendo in giro dei travestiti. Almir Pernambuquinho, trentasei anni, non ancora compiuti, interviene. Dicono che per una volta volesse fare da paciere. Spuntano i coltelli, poi una pistola. Muore così, in un bar di Copacabana, l’ex centravanti Almir Pernambuquinho. Talento puro, uno dei tanti calciatori che alimentano la leggenda dei “maledetti”. Dopo il Vasco gioca con il Corinthians e il Boca Juniors per poi tentare l’avventura italiana. Lo compra la Fiorentina, nel 1962, e subito lo dirotta al Genoa. Nel campionato di serie A non riesce ad emergere: gioca due sole partite – contro Spal e Palermo – e ritorna in patria. Scende ancora in campo con il Santos, col Flamengo e l’America, prima di chiudere una carriera segnata da espulsioni, risse, liti clamorose. Il rissoso, irascibile, collerico Almir era stato avvertito da mamma Adelaide: «Questo mondo è pieno di cose brutte». (1973) 

7 febbraio. Uno spettatore cagliaritano è morto allo stadio Sant’Elia stroncato da infarto per l’emozione dopo il primo gol segnato da Riva. Si tratta dell’impiegato Giuseppe Nieddu, di 44 anni. Nonostante da tempo fosse sofferente di cuore, si era recato ugualmente allo stadio in compagnia del fratello e della sorella. Al gol di Riva, al trentaseiesimo del secondo tempo, è stato colto da malore ed è morto. (1972)

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