Il campionato in cascina_Verona-Inter

dal nostro inviato Gianvittorio Randaccio

Per la seconda giornata di campionato, Verona-Inter in calendario, è la cascina sede del Nuovo Cinema Armenia a ospitare la visione della partita. Non sono solo, questa volta, e non ho la tenda e la pasticceria dei Lego Friends di fianco al computer: sono con amici interisti, sotto a un poetico portico, mentre il vento agita i rami di alberi centenari e trasporta con gentilezza le voci del film che trasmettono poco più in là.

La partita comincia e subito un sondaggio dà una risposta plebiscitaria: la seconda maglia, con quel biscione birichino che spunta sotto alla spalla, sembra nettamente migliore della prima. Sembra un buon presagio, e invece le cose vanno subito male: l’Inter è contratta, il Verona pressa compatto e sembra avere una marcia in più. Poi arriva la frittata di Handanovic e il talentuoso e tolstoiano Ivan Ilic segna un gran gol: chi è il secondo portiere quest’anno?, si chiede qualcuno. Radu? Cordaz? Padelli è ancora vivo? L’Inter sembra lontana parente di quella di settimana scorsa, o forse è il Verona che è un lontano parente del Genoa di settimana scorsa. Comunque non ne azzecchiamo una: squadra scollata, poca grinta, (quasi) zero occasioni da gol. Per sorridere un po’ ci affidiamo ai commentatori di Dazn, secondo cui Lautaro sta pensando di fondare una società e de Vrij viene chiamato alternativamente DeVrai, Devrej e Devroj. Piccole gioie in un primo tempo da dimenticare.

La ripresa è completamente diversa. Lautaro pareggia subito, poi entra Correa, il Tucumano (soprannome che ho scoperto richiama alle sue origini, ovvero Tucuman, una regione argentina: è come se Barella venisse chiamato il Sardo, o Ranocchia l’Umbro), e in pochi minuti la partita diventa una specie di passerella trionfale. Il Tucu segna due gol, uno più bello dell’altro, e la vittoria è ormai una certezza che nemmeno l’ingresso di Lasagna può mettere in discussione. Dal vicino cinema arrivano leggere proteste perché pare che le nostra urla abbiano disturbato gli spettatori del film, ma tutti sorridono, forse facciamo tenerezza con la nostra passione infantile per questa squadra di milionari in bolletta.
Fa tenerezza anche Eusebio Di Francesco, che in conferenza stampa dice che alla fine non è tanto giusto, loro preparano una partita pensando che l’Inter abbia certi giocatori, poi il giorno prima arriva il Tucu, che entra e in dieci minuti butta all’aria tutti i loro piani. E io penso, sempre con tenerezza, che Di Francesco sarebbe sicuramente d’accordo con un altro suo omonimo (anche se solo per soprannome) Eusebio, il poeta Eugenio Montale, che pare una volta abbia detto: «Sogno che un giorno nessuno farà più gol in tutto il mondo». Ecco, forse Di Francesco ha pensato la stessa cosa subito dopo il gol di Ilic, e cioè che dopo quel gol nessuno avrebbe mai dovuto farne un altro, in nessun’altra parte del mondo, ma per timidezza non l’ha detto a nessuno. E adesso si morde le mani, pensando a Montale, agli Ossi di seppia e a questo Tucu che proprio non si aspettava.

Verona-Inter 1-3
Ilic 14’, L. Martinez 47’, Correa 83’, 90’+4

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