Il campionato in panchina_Piacenza-Trento

Dal nostro inviato Emiliano “el Buitre” Fabbri

Undici trentini entrarono al Garilli tutti e undici trotterellando. Per giocare la prima giornata di serie C. Girone A. La prima giornata di campionato è un po’ come il primo giorno di scuola. Siamo tutti emozionati. Si rivedono persone che l’estate erano apparse tra mare e montagna sui social. Ci si saluta con un entusiasmo misto a speranza: il magazziniere e il direttore sportivo, il segretario e il fotografo e così via fino al fischio iniziale dell’arbitro, anch’esso al primo anno, appena promosso alla C.A.N. C. E quel fischio ricorda quasi la prima campanella dell’anno scolastico suonata dal bidello che apriva il portone alla corsa sfrenata dei ragazzi che rientravano nelle aule.

Si parte. Si riparte. Inizia il mio quinto campionato da dirigente addetto agli arbitri col Piacenza. Il sole bacia il Garilli e gli oltre mille tifosi che timidamente si riaffacciano sugli spalti, ma che appena vedono entrare il loro Piasëinsa si spellano le mani e scaldano la voce. Come ai vecchi tempi. Nella speranza di tornarci. Ora la realtà dice Trento. Anche per loro un primo giorno di scuola speciale, visto che ritornano tra i professionisti dopo diciotto anni di purgatorio dilettante. L’ultima volta che avevano giocato tra i pro esisteva ancora la C2. Era la stagione 2002/2003. Da quel momento il baratro fino al campionato di promozione, e in mezzo cinque retrocessioni, una riammissione, due fallimenti, due cambi di denominazione e due coppe Italia dilettanti. Ma soprattutto sei promozioni, di cui l’ultima decisiva per tornare a galla nel calcio italico.
Dal mio punto di vista dalla panchina, al fianco dell’allenatore dei portieri e del direttore, si alternano le emozioni. C’è la sensazione di tenere bene il campo ma purtroppo il gol non arriva. E non arriverà. Nonostante le maggiori occasioni create. Ma il calcio non è la boxe, e per contare i punti alla fine servono le reti. Rete che non viene bucata nei novanta minuti, ma solo nell’intervallo per i tiri in porta delle riserve, e che viene prontamente riassettata dal custode. Finisce così il primo giorno di scuola del Piacenza e del Trento. Zero a zero. Le facce all’uscita dello stadio rispecchiano l’andamento della partita, con undici trentini che ritornano a Trento tutti e undici trotterellando.

Piacenza-Trento 0-0

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