Il campionato sul letto_Inter-Bologna


Dal nostro inviato Gianvittorio Randaccio

Per Inter-Bologna il campionato in salotto diventa itinerante e, complice la temporanea assenza di moglie e figlie, si trasforma nel campionato sul letto, in una posizione di una tale comodità che la tribuna di San Siro mi fa un baffo. Il rischio è quello di farsi prendere da qualche abbiocco improvviso, ma mi sembra che valga la pena di correrlo, visto l’insperato silenzio in cui sono immerso al fischio d’inizio.
La partita, poi, parte subito in discesa, con il bel gol di Lautaro dopo pochi minuti, particolarmente importante perché dà subito una bella scossa alla squadra, mettendo in soffitta l’amaro mercoledì di coppa. Non che tutto sia facile, eh, il Bologna almeno nella prima mezz’ora non demerita e, anzi, a un certo punto una doppia occasione viene prima sventata dal prode lettore Handanovic, che para un tiro a incrociare di Soriano, e poi sprecata dallo scellerato Sansone, che spara fuori da ottima posizione. È l’ultimo segno di vita dei felsinei (come amano dire i telecronisti che contano), che poco dopo subiscono in successione i gol di Skriniar e Barella e da lì abbandonano virtualmente la partita, lasciandosi andare inopinatamente, manco fossero sdraiati su un letto qualunque a guardare l’anticipo delle 18.


Io, per non annoiarmi troppo, decido quindi di non eccedere con l’ozio e mi sposto in cucina, per cominciare a preparare la cena tenendo la partita in sottofondo. Anche il secondo tempo, però, è una passeggiata, tanto che mentre taglio le zucchine va a segno addirittura il redicivo Vecino e mentre mi do da fare con il soffritto Dzeko segna addirittura una doppietta, lui che nemmeno doveva giocare. Il gol della bandiera del Bologna non cambia niente, anzi, sono quasi contento per questo giovane capellone belga che potrà dire ai nipotini di aver segnato a San Siro.

Questa è, come si suol dire, la fredda cronaca, ma io in realtà prima della partita ero un po’ agitato, pensando alla strana omonimia tra l’italo-tedesco Roberto Soriano, talentuoso calciatore del Bologna, e Osvaldo Soriano, talentuoso scrittore argentino con un passato da calciatore. Me lo immaginavo, il Soriano calciatore, catechizzare i suoi nello spogliatoio, raccontando loro del Gato Diaz e del rigore più lungo del mondo, oppure del mister Peregrino Fernandez oppure dell’epopea di Aristide Reynoso. E mi immaginavo i calciatori del Bologna caricarsi, dopo questi racconti, fare il pieno di energia e coraggio, soprattutto gente come Svanberg e Skov Olsen, con questi nomi così scandinavi, affascinati dalle storie di futbol calde e nostalgiche del Soriano scrittore.
E invece, alla fine della partita, per fortuna l’unica cosa che sono riuscito a immaginare è stata la reazione del povero Mihajlovic, che negli spogliatoi avrà sicuramente detto ai suoi giocatori che la prossima volta è meglio che non prendano troppo alla lettera Soriano, sia il calciatore che lo scrittore, e che la smettano di pensare con i piedi, che è una cosa pericolosa se uno non è abituato a farla. Meglio pensare con la testa e giocare con i piedi: si volerà meno con la fantasia, ma magari si prenderanno meno gol.

Inter-Bologna 6-1
Lautaro 6′, Skriniar 30′, Barella 34′, Vecino 54′, Dzeko 63′, 68′, Theate 86′

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...