Il campionato in panchina_Piacenza-Pro Patria

dal nostro inviato Emiliano “el buitre” Fabbri

Domenica 19 settembre a Piacenza è prevista pioggia. Ma che dico pioggia, temporali. Ma che dico temporali, nubifragio. Ma che dico nubifragio, diluvio! Almeno così predice la mia applicazione, una di quelle con la dicitura “meteo” e l’articolo attaccato prima. È prevista così tanta pioggia che sullo schermo dello smartphone mi appare Noè con la sua arca. Così nello zaino d’ordinanza targato Piacenza Calcio metto ombrello, maglione e k-way, e mi avvio verso lo stadio Garilli. Dove ad aspettarmi c’è una giornata di sole pieno, la cui unica variante è il vento. Caldo e umido. Il risultato è che rischio di prendermi un accidente per quanto sto sudando. Mi siedo sulla panchina del Piacenza nel nostro schieramento standard, al fianco di Nicola Barasso, l’allenatore dei portieri in pantaloncini corti, e il direttore Marco Scianò con gli occhiali da sole.

Vabbè, pensiamo all’Aurora Pro patria che è meglio. Prima però seguo come da prassi la quaterna arbitrale, composta come al solito da ragazzi giovani, con l’arbitro al suo primo anno in serie C e il quarto uomo che ancora è in organico alla Can D. Magari un giorno li vedremo in serie A, come molti che sono passati al Garilli, ma ora sono concentrati su Piacenza-Pro Patria, quarta giornata di campionato di serie C girone A. La partita è bella, tirata e combattuta. Il primo tempo però scivola via senza gol. È nei secondi quarantacinque minuti che arrivano le emozioni, che vissute a bordo campo vengono decuplicate. Dopo una manciata di minuti Tafa, entrato all’intervallo, prende un’ammonizione dal peso specifico elevatissimo; in primis perché sulla relativa punizione prendiamo gol da Parker, e poi perché ne prenderà un’altra un quarto d’ora più tardi che lo farà ritornare negli spogliatoi appena una mezz’ora dopo esserne uscito. Sotto di un gol e di un uomo, con un quarto d’ora per recuperare. Come non si sa. Mister Scazzola prova a fare il gioco delle tre carte muovendo e rimestando le sue figure in campo, e alla fine esce il jolly. È Gonzi a pareggiare a sei minuti dalla fine. Sembra strano, e il calcio in fondo lo è, ma alla fine quelli che potevano vincerla eravamo proprio noi. Nel restante periodo intercorso tra il piede destro di Gonzi e il fischietto di Di Francesco ci sono una traversa colpita e un’azione in cui la domanda nasce spontanea: come ha fatto la palla a non entrare in rete? Quella classica azione in cui scatti in piedi dalla panchina con le braccia al cielo pronto ad esultare e in una frazione di secondo te le ritrovi tra i capelli, cercando una risposta. Che non c’è. Finisce così 1 a 1, con un gol della Pro Patria segnato da Sean Parker, italo-inglese nato nella Tuscia, e il pareggio di Juri Gonzi, italo-russo dall’accento toscano.

Piacenza – Pro Patria 1-1
Parker 55′, Gonzi 84′

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...