Il campionato sotto le coperte_Mantova-Piacenza


dal nostro inviato Emiliano “el buitre” Fabbri

Questa volta il meteo ci ha azzeccato. A Mantova c’è il nubifragio. E anche a Lodi. Così in questo antipasto autunnale mi metto in tuta e mi imbusto sotto le coperte. Perché sono rimasto a casa e mi risparmio l’acqua di Mantova. E anche quella di Lodi.
Alle cinque e mezzo del pomeriggio Mantova e Piacenza entrano sul prato del Martelli già in stile piscina, mentre il mio unico sforzo è mettere col telecomando Sky. Sì, perché da quest’anno la Serie C va anche su Sky, e per questa domenica una delle partite del palinsesto è proprio la nostra. Dopo nemmeno venti giorni dalla Coppa Italia ritroviamo il Mantova. Loro bianchi candidi con banda trasversale rossa. Noi verdi. La pioggia che scende non lascia speranze ad aperture e così si mettono tutti l’anima in pace. Chi può si ripara sotto ombrelli o panchine. I mister invece prendono rigorosamente l’acqua. E la prendono tutta. Si capisce subito dalle pozzanghere che la partita sarà viziata da questo fattore, infatti ogni entrata difensiva sembra non finire mai e fa alzare schizzi in ogni dove. Nonostante questo alla metà esatta del primo tempo noi battiamo una punizione così precisa che sembrava di giocare sul sintetico. Schema millimetrico e la testa di Corbari fa schizzare l’acqua nella rete virgiliana.

Pausa di riflessione: Andrea Corbari ha 27 anni, l’anno scorso alla sua prima stagione di C ha segnato nove gol. Da centrocampista. È stato uomo mercato e alla fine è rimasto a quel Piacenza che l’ha preso dai dilettanti dove aveva giocato fino ad allora. Riflessione sulla pausa: Andrea Corbari è l’esempio di come lo scouting delle società professionistiche sia spesso approssimativo, perché nei dilettanti ce ne sono ancora tanti di Corbari da andare a pescare.
Intanto il Mantova si riprende e in cinque minuti prima pareggia, sempre di testa, con Guccione, e poi va in superiorità numerica perché Parisi prende un rosso per una gomitata. Almeno così ha deciso Adalberto Fiero da Pistoia. Qui si fa difficile, e sotto l’acqua si rischia l’imbarcata. Scazzola lo sa. È bagnato dalla testa ai piedi nonostante il kway d’ordinanza. Ma reggiamo l’onda mantovana. La reggiamo anche bene. Arriviamo addirittura in parità numerica perché Paudice decide che sotto l’acqua non ci vuole giocare e dopo un minuto uno dalla sua entrata in campo si fa cacciare. Sempre da Fiero. Passano appena cinque minuti che i nostri sogni di gloria sono bagnati dalla seconda espulsione. Marchi prende il secondo giallo. Ancora da Fiero. E va fuori. Resistiamo. Bagnati. Fracidi. Infreddoliti. Ma resistiamo. Piove così tanto che sul campo non fa in tempo a formarsi il fango. C’è solo acqua, tanto che le maglie bianche del Mantova sembrano lavate di fresco. E proprio una di quelle maglie, la numero 11 di Caio De Cenco, in pieno recupero, fa naufragare definitivamente i nostro sogni di gloria. La prima sconfitta stagionale non fa smettere di cantare gli oltre cento tifosi che hanno preso più acqua di mister Scazzola. Anche se così fa male. Spengo Sky. Chiudo tutto. Fuori piove…

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