Il campionato in salotto_Inter-Juventus


Dal nostro inviato Gianvittorio Randaccio

Qualche settimana fa ho comprato un televisore, anche se in genere non lo guardo quasi mai: quello vecchio, però, non sarebbe andato d’accordo con il nuovo digitale terrestre, così, dopo attenti studi, mi sono procurato un 43 pollici di un marchio serio e affidabile e ho cominciato una nuova vita da moderato utilizzatore di tv. Le mie brevi ricerche mi hanno fatto diventare anche un piccolo esperto di questa fetta di mercato, così negli ultimi tempi se vado a casa di qualcuno controllo sempre il televisore (o i televisori, a volte), per cercare di capire se la mia scelta sia stata ponderata o meno, in relazione alle scelte degli altri.

Inter-Juventus la vedo con la Ester e qualche amico del gruppo a casa di Filippo, che dispone di un 52 pollici con un bel design, elegante, sui toni del nero, due piedini laterali, perfettamente inserito al centro di una parete del soggiorno, con un divano alla giusta distanza che permette un’ottima visione. Mi rendo subito conto che la qualità dell’immagine è ottima: niente rallentamenti o sfarfallamenti, buona definizione e colori brillanti ma che non affaticano troppo l’occhio. Con un monitor così grande nulla può sfuggire al telespettatore medio, anche grazie ai sempre più impietosi replay che le regie moderne utilizzano a profusione: ci si accorge facilmente, per esempio, che Dybala ha dei bellissimi occhi verdi, che Simone Inzaghi ha il doppio mento e tende a produrre leggeri fili di bava quando protesta veementemente e che il ciuffo di McKennie è simile in tutto e per tutto a quello di Mirko dei Bee-Hive.

Anche la partita si vede bene, per carità, ed è una partita che sembra partire benissimo, con il gol del cigno di Sarajevo Dzeko e con un’Inter che sembra padrona del gioco, anche se di occasioni, da entrambe le parti, non è che ce ne siano molte: il tempo trascorre tranquillamente, nonostante una certa tensione non abbandoni mai noi poveri tifosi. A un certo punto penso che sarebbe bello vincere 1-0, a corto muso, come piace ad Allegri e come fa sempre la Juve, e accarezzo quest’idea con una certa soddisfazione. Anzi, quando Perisic, in contropiede, fallisce il 2-0 sono quasi contento, il secondo gol non è previsto nel corto muso, a meno che poi la Juve non ne segni un altro a sua volta. O almeno credo.
La vera scossa arriva, ahimè, verso l’ottantacinquesimo: Marcello arriva misteriosamente da San Felice per vedere il recupero ed entra in casa poco prima che Dybala segni il rigore del pareggio, spostando evidentemente degli equilibri, molto più di Bonucci. E così niente vittoria, niente corto muso, niente crisi della Juve. Se fossi uno dei personaggi dei Topolino che legge la Gaia potrei dire Sob! oppure Sgrunt!, o anche Gasp! o Ulp!, invece sono con la Ester e mentre mestamente torniamo a casa non posso fare altro che pensare alle cose che vorrei dire ma è meglio che non dica.

Inter-Juventus 1-1
Dzeko 17’, Dybala 89’ (R).

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