Il campionato in panchina_Piacenza-Juventus under23


dal nostro inviato Emiliano “el buitre” Fabbri

Le partite infrasettimanale sono sempre scomode per chi fa del calcio un hobby. Come me. Bisogna far combaciare i turni lavorativi e gli impegni familiari, non solo i miei, ma anche quelli di mia moglie, perché al Garilli può arrivare anche la Juventus, ma mia figlia Sophia qualcuno a scuola dovrà pur andare a prenderla. Questa volta ci va Sara, colei che incastra la sua vita in base a un pallone che rotola sui campi di serie C. Io devo andare al Garilli. Sarà pure la squadra Under 23, ma il nome evoca sfide d’altri tempi, quando Garilli era il Presidentissimo del Piacenza tutto italiano e la Juve che sfidava era quella dei grandi. In attesa di tempi migliori, oggi ci interfacciamo con l’unica “seconda” squadra delle big. Quello delle seconde squadre era un progetto nato tra squilli di tromba mediatici per far crescere i propri giovani in casa, sull’entusiasmo dell’era calcistica in cui imperversava il fútbol della “masia” blaugrana. Ma le cose non sono andate esattamente come si pensava, e di seconde squadre ne è nata solo una, quella juventina, mentre le altre big si sono defilate.


Noi arriviamo a questa partita nel pieno di un periodo difficile, e l’ultima volta dal Garilli siamo usciti sotto i fischi. Stavolta però partiamo bene. Sembriamo un’altra squadra rispetto alle ultime uscite. Ritmi alti, intensità, azioni avvolgenti. Siamo sempre in procinto di schizzare dalla panchina per esultare ma ci manca sempre quel pizzico di qualcosa per farci saltare in piedi. Battiamo otto calci d’angolo in meno di mezz’ora, e su uno di questi finalmente esplodiamo. Andrea Corbari entra di prepotenza e col suo piedone la butta dentro. L’urlo di gioia rimbomba nella notte di Piacenza. Purtroppo non riusciamo a replicarlo, e all’inizio del secondo tempo ne paghiamo le conseguenze. Quando il tempo si conta ancora in secondi, la Juventus pareggia. Sempre da calcio d’angolo. Abbiamo troppa voglia di vincere. Ci proviamo mentre su Piacenza cala il freddo. Alla fine rischiamo anche la beffa, ma San Pratelli ci mette la manona e ci porta al triplice fischio delusi e contenti. Delusi per il risultato, contenti per la prestazione. Questo i nostri tifosi lo comprendono. Se una settimana fa per il pareggio 1 a 1 con la Giana Erminio siamo usciti sommersi dai fischi, stasera con il medesimo punteggio usciamo tra gli applausi. Perché come diceva il boemo Zdenek Zeman: ”Il risultato è casuale, la prestazione no”.

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