Il pallonario (17-23 agosto)

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17 agosto. Combi se ne è andato ma a noi, suoi ammiratori nella verde età, egli ci ha restituito nell’istante stesso della nostra reverente pietà le immagini del tempo d’allora, quando avevamo i calzoni corti e le illusioni intatte, quando rannicchiati tra un tifoso e l’altro spingevamo lo sguardo verso quella porta magica e lui era là, il portiere delle meraviglie e i tifosi dicevano ch’era una porta stregata. Davvero, Combi?  Era proprio stregata? (1956) 

18 agosto. Aveva giocato nella nazionale marocchina ai mondiali di calcio del Messico del 1986. Mohammed Assad, 29 anni, una carriera calcistica finita, era poi venuto in Italia per mantenere, con un lavoro da quattro soldi, la sua numerosa famiglia. Ieri è stato condannato a Bergamo a un anno con la condizionale per spaccio di hashish e ha ricevuto il foglio di via. Riusciva a mandare a casa mezzo milione al mese lavorando per una ditta bergamasca che gli pagava lo stipendio in nero. «Sono vittima di una macchinazione, io non avevo né soldi né droga», ha spiegato al pretore. Mohammed giocava in Marocco in una squadra di prima divisione, la Wac di Casablanca. Quando arrivò in Italia aveva due credenziali: un diploma in informatica in una scuola francese e il bacellierato in legge alla facoltà di Fez. «Meglio morire che tornare in Marocco con una condanna», ha commentato con le lacrime agli occhi Mohammed al termine del processo. (1990)

19 agosto. Lido – Moulin Rouge 2-2. Forse il campo, con quell’erba un po’ troppo alta non era dei più regolamentari, anche se si trattava del glorioso Parco dei Principi parigino. Neppure il pubblico era quello solito e, tutto sommato, anche le due squadre protagoniste dell’incontro erano assolutamente straordinarie, in tutti sensi. Undici Bluebell del Lido hanno affrontato, in maglietta e calzoncini (un abbigliamento peraltro castigatissimo…)  undici Doriss girls del Moulin Rouge, che non hanno resistito alla tentazione di indossare anche qui le super sexy calze a rete. Le ballerine dei due night più famosi del mondo sono esibite in una partita di football che, se ha lasciato un po’ a desiderare sul piano tecnico, ha ugualmente entusiasmato i suoi spettatori, e soprattutto l’arbitro. Un arbitro “vero”, internazionale per giunta: Robert Wurtz. Nel suo taccuino ha annotato quattro gol, due per parte. E forse anche qualche numero di telefono… (1977) 

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20 agosto. Casalecchio – Ramsofen 6 a 2. Il  Casalecchio ha concluso vittoriosamente anche la seconda partita disputata contro il Ramsofen alla presenza di oltre quattromila spettatori. Il gioco italiano, basato su velocità e improvvisazione ha colto di sorpresa i metodici austriaci che sono stati travolti dal comportamento bersagliero degli ospiti.  Il pubblico applaude, a fine partita, I meritevoli vincitori e i dirigenti della Federcalcio austriaca vanno ad esprimere le loro congratulazioni ai giocatori italiani per la magnifica prestazione compiuta. In conseguenza di questa entusiasmante esibizione il Casalecchio è stato invitato a disputare un incontro contro il First di Vienna. Tale partita si svolgerà in notturna a Vienna, prima dell’incontro internazionale Wacker – Tel Aviv Israele, mercoledì sera 21 corrente. (1957) Continua a leggere “Il pallonario (17-23 agosto)”

Il pallonario (10-16 agosto)

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10 agosto. Toneatto si è infortunato ad una caviglia scalando colline, saltando fossi con iJqbd8aT suoi: la preparazione “arrabbiata” del Bari ha fatto una unica vittima, proprio lui, l’allenatore. †Motivo per cui stamane i villeggianti che erano sparsi sulla montagna amiantina hanno visto una comitiva di una ventina di atleti, preceduta da una… staffetta motorizzata. Non potendo reggere il ritmo dei suoi allievi, Toneatto ha provveduto in questo modo singolare, sedendo sul sellino di una rombante motocicletta. Tutto passerà in un paio di giorni, Toneatto potrà tornare al suo… rendimento normale. «Meglio a me», dice il vulcanico allenatore, «che non a uno di loro».  (1968)  

11 agosto. A Londra la mezz’ala Wilf Mannion, più volte internazionale, attualmente sospeso dalla Lega, ha dichiarato che abbandonerà il gioco del calcio e farà parte di un settimanale del sabato, come scrittore di cose sportive. Attualmente giocava nella squadra di seconda divisione Hull City.  (1955)

12 agosto. Vegra-Montecchio 3-2 (sospeso). Incontro durissimo e incerto: tanto incerto che a un certo punto della ripresa il Montecchio per protesta contro una giusta decisione arbitrale, ha, antisportivamente, ritirata la squadra: gesto antipatico, che deve essere punito con rigorosità. In ogni modo, la Vegra ha dimostrato di meritare la vittoria. Arbitro Pozzato Giuseppe. (1932)

13 agosto. Dramma a Santa Cruz nello stato di Bahia, in Brasile. Un ventiseienne  calciatore dilettante del Fatima, Renato Alves dos Santos, è stato aggredito a bastonate (è morto in ospedale)  da tifosi del Cosmos dopo la concessione di un rigore contro la loro squadra. (1987)

14 agosto. L’ex calciatore della Fiorentina e della nazionale Guido Gratton è statogratton ammazzato per un sacchetto di arance e un fiasco di vino. A sostenere questa tesi sono i carabinieri del nucleo operativo di Firenze, che continuano a lavorare alle indagini dell’omicidio di Gratton, trovato in fin di vita il 18 novembre scorso nel suo appartamento all’interno del tennis club che gestiva alle porte di Firenze. A parte le arance e il vino, infatti, da quell’appartamento non era stato portato via altro. Sarebbe stato il rumore della bottiglia, trovata in seguito a terra rotta, a mettere in allarme l’ex calciatore della Fiorentina e farlo uscire per affrontare i ladri. Ai militari sembrò subito chiaro che a compiere il delitto fossero stati due balordi. (1997) Continua a leggere “Il pallonario (10-16 agosto)”

Il pallonario (3-9 agosto)

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3 agosto. Giunto sotto porta, Dante Bianchi, il “filosofo” del calcio, ha sbagliato il tiro… per i cinque milioni. È caduto per colpa dei parastinchi. Lascia-raddoppiaIeri sera, al teatro della Fiera di Milano, nella 36ª trasmissione del quiz “Lascia o raddoppia?” c’era molta attesa per l’ultimo esame al quale sarebbe stato sottoposto il signor Bianchi. Pareva quasi che egli sentisse la difficoltà della prova che lo attendeva perché, prima di entrare in cabina (aveva chiesto l’assistenza di Paola Bolognani, come esperta, ma la simpatica ragazza di Pordenone non ha risposto all’invito) ha voluto ringraziare tutti coloro che lo hanno assistito e aiutato nel corso di questa sua strana vicenda. Soprattutto, ha voluto chiarire come il suo tifo per la Juventus non escluda la sua ammirazione per tutte le squadre di calcio, compresa quella Lucchese sul campo della quale, ai tempi della sua fanciullezza, subì le prime sbucciature e i primi calcioni. Alla prima delle tre domande il signor Bianchi è caduto: proprio come un calcio di rigore sbagliato. Ecco la domanda: «Gli inglesi hanno man mano inventato anche l’abbigliamento moderno e le protezioni per i calciatori. In quale anno, secondo il volume Il più bel giuoco del mondo venne adottato il parastinchi?». La risposta è stata: 1878. Ma è stata una risposta sbagliata: l’anno è stato precisamente il 1874. (1956)

4 agosto. Fra i fiumani che nelle note dolorose circostanze hanno dovuto lasciare la loro terra e le loro case, è anche una ben popolare figura di sportivo. Si tratta di Riccardo De Seégner, un valente ex giocatore che esplicò la sua attività agonistica nella Virtus di Bologna e tra gli ungheresi del Ferencvaros, dove giocò dal 1912 al 1914. Più tardi divenne allenatore: in Italia diresse le squadre dell’Asti, del Macerata, della Fiumana, del Solvay, del Rovigo. All’estero guidò gli svizzeri del Chaux-de-Fonds, gli jugoslavi dell’Illiria di Lubiana e dell’Hajduk di Spalato, dell’Haiku di Zagabria e gli ungheresi del BTC di Budapest. Partecipò a Roma alla scuola allenatori nel 1933. Ora lo sfortunato tecnico attende una sistemazione. Le prove davvero soddisfacenti fornite in ogni occasione gli danno diritto a sperare in un’adeguata proposta da parte di una squadra di B o di C.  Va ricordato, fra l’altro, che il De Seégner è pure un abile e intelligente allevatore di giovani promesse. (1949)

5 agosto. Campionato bulgaro anno zero. La stagione che partirà il 10 agosto prossimo segna l’inizio di una nuova era calcistica in Bulgaria dove, un mese fa, il Partito comunista ha provocato una vera e propria “rivoluzione” in seno alla Federazione. La segreteria del Partito, infatti, ha deciso di sciogliere la federazione e di sostituirla con una nuova da eleggere prossimamente. Il motivo è semplice: il calcio bulgaro ha bisogno di uscire da una crisi profonda a tutti i livelli, sia organizzativi sia tecnici sia di giocatori. I risultati degli ultimi anni sono stati disastrosi in campo internazionale, mentre il campionato ha toccato punte negative di spettacolo incredibili. Adesso il Partito comunista vuole ricominciare tutto da zero partendo dalla decisione di separare le squadre calcistiche dalle polisportive delle quali facevano parte prima. Seconda decisione: quella di variare la composizione dei campionati. Il cambiamento, comunque, non interesserà l’attuale stagione 1979-80 che si svolgerà secondo lo schema tradizionale. (1979) 

6 agosto. Un arbitro, esasperato, ha ucciso a coltellate un tifoso che era entrato in campo per contestare la validità di un gol. L’episodio è avvenuto durante una partita tra squadre giovanili a Zamalek, quartiere residenziale del Cairo, in Egitto. Fatin Hamza protestava sulla regolarità di una rete e l’arbitro Hassan Khaled Hassan ha estratto un coltello e l’ha colpito più volte al petto. Il giovane è stato soccorso, ma è deceduto poco dopo. Nella capitale egiziana si è registrata anche un’altra vittima della violenza sportiva: un calciatore è stato ucciso, sempre a coltellate, da un passante che era stato colpito da una pallonata, in margine a una partita tra dilettanti. Wael Abdullah Hamouda aveva calciato una punizione e la palla era uscita colpendo Mohammad Saleh Abdel-Samei, che passava dietro la porta. Tra i due è nato un litigio, terminato con la pugnalata mortale. (1999) Continua a leggere “Il pallonario (3-9 agosto)”

Il pallonario (27 luglio – 2 agosto)

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27 luglio.
L’ex portiere della nazionale ungherese, Gyula Grosics, ha fatto oggi ritorno in patria dopo la sua fuga all’estero in seguito agli avvenimenti dello scorso autunno. Grosics ha lasciato Vienna in treno in compagnia della moglie e dei suoi due figli, con i quali era espatriato. Il giocatore, che ora conta 33 anni, ha ricevuto dalle autorità magiare la garanzia della sua completa riabilitazione in campo sportivo. Grosics, che riprenderà la sua attività nella sua vecchia squadra di prima divisione, Tatabanya, ha detto prima di partire di nutrire molta speranza di poter difendere la porta della nazionale fin dal prossimo ottobre. Con il ritorno di Grosics, il numero dei più noti calciatori ungheresi ancora all’estero si riduce a tre: Czibor, Puskas e Kocsis. (1957)

28 luglio. La Juventus è in tournée in Scandinavia. Tra i giocatori bianconeri c’è un giovane portiere, Carletto Mattrel. carlo_mattrelVent’anni, un sorriso guascone, un avvenire che appare segnato: tra i pali ha stile e classe da vendere. È sera, temperatura non proprio mite nelle terre del Nord. I compagni di squadra – Boniperti il capitano, Charles, Stacchini, Emoli, Corradi, Garzena – scorgono il giovane portiere che entra lemme lemme in camera da letto. Non è solo. Con lui una bionda dagli occhi azzurri. In albergo c’è il presidente della Juventus, Umberto Agnelli. Lo avvisano. Bussa alla porta, nessuna risposta. Ribussa, silenzio. Allora: «Apri, so che sei lì dentro e che non sei solo». Mattrel esce dalla camera, pallido come uno straccio. Il presidente chiede ragione di un simile comportamento. Carletto replica, candido: «Avevo freddo e ho pensato di scaldarmi un po’». Finisce con risate e sorrisi. (1957) 

29 luglio. In piena crisi, il calcio ungherese esce da uno scandalo per entrare in un altro. Dopo il clamoroso ammutinamento dei nove giocatori dell’MTK di Budapest, che si sono ribellati al loro allenatore disertando gli allenamenti, cinque giocatori dello Cspel sono stati posti sotto accusa per essersi presentati ubriachi all’allenamento. L’agenzia MTI rivela inoltre che un altro giocatore famoso, Lajos Kocsis della Honved, è stato recentemente escluso da un viaggio all’estero per essersi presentato ubriaco ad un allenamento. I cinque giocatori dello Csepel di Budapest sono stati esclusi da una tournée in Turchia e sono rimasti a casa, in attesa delle sanzioni disciplinari nel loro confronti. Si tratta di Hunyadi, Molnar, Calmar, Kandi e Lanczkor. Tutti e cinque ci sono presentati all’ultimo allenamento in programma a Budapest prima della partenza per la Turchia in chiaro stato di ubriachezza. L’agenzia ungherese rivela che anche Kocsis si era presentato nelle stesse condizioni al raduno della Honved in procinto di partire per il Brasile. Ma non basta: due giocatori di un’altra nota squadra ungherese, il Vasas, hanno recentemente lasciato la loro squadra a causa di “controversie personali”, un termine misterioso oltre il quale non è stato possibile andare per appurare la verità dei fatti. Si tratta dei più volte nazionale Szpemi e Farkas. Il commentatore sportivo dell’agenzia chiede che si usi il pugno di ferro per porre fine a “queste situazioni malate”. (1971)

30 luglio. È la città di Picasso e, calcisticamente parlando, la città del mitico La Rosaleda, lo stadio dove gioca la compagine del Malaga Club de Futbol, squadra fondata nel 1904 e che nella sua vicenda sportiva ha conosciuto fusioni, accorpamenti, scissioni. E una pagina nera, dolorosa, mai chiarita. Il presidente del Malaga, Antonio Rodriguez Lopez, 37 anni, viene assassinato con tre pugnalate, a poche centinaia di metri dalla lussuosa Villa Mercedes di Torremolinos dalla quale è appena uscito, alla guida della sua Ferrari. Deve recarsi all’aeroporto dove lo attende un aereo per Madrid. Rifiuta la scorta che da parecchi mesi lo protegge. Da quando i suoi interessi immobiliari hanno attirato l’attenzione di una banda di malintenzionati che lo ricatta chiedendogli cinque milioni di pesetas in cambio di “protezione”. In pochi anni Rodriguez Lopez ha accumulato una fortuna considerevole, grazie alla costruzione, lungo la costa, delle strutture legate al nascente boom turistico. L’anno prima il suo Malaga è tornato nella Primera Division. L’impressione per la morte è enorme, in tutta la Spagna. Amplificata dal fatto che accanto al cadavere del presidente c’è quello di un delinquente pluripregiudicato, Manuel Cerezo. Si stabilisce che è stato colpito dalle pallottole esplose proprio dalla pistola che il presidente Rodriguez Lopez porta sempre con sé. Un’ultima, disperata ed inutile difesa. Gli altri aggressori fuggono, impuniti. Ai funerali c’è tutta la città. La bara è portata a spalla dai calciatori della squadra: Viberti, Pons, Iglesias, Irles, Migueli. (1971) Continua a leggere “Il pallonario (27 luglio – 2 agosto)”

Il pallonario (20-26 luglio)

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20 luglio. Non c’è pace per la Juventus, neanche durante il periodo estivo. La scorsa notte un gruppo di sconsiderati che si sono autodefiniti NAB (Nuclei armati bianconeri) ha aperto il fuoco della contestazione contro la casa del presidente bianconero Giampiero Boniperti, in corso Agnelli 42, a Torino. I teppisti hanno mandato in frantumi i vetri del portone d’ingresso con ripetuti lanci di sassi e bulloni di ferro, quindi hanno contestato con scritte vistose la campagna acquisti della Juventus. Si presume che siano gli stessi tifosi che inscenarono tempo fa violente contestazioni nei riguardi di Parola. Questa volta, oltre a contestare il trasferimento di Anastasi che avevano sempre difeso dopo la sua “sparata” contro la società, i NAB hanno fatto capire di non apprezzare Benetti, che secondo loro non sarebbe l’elemento adatto per sostituire Capello. (1976)

21 luglio. John White, la 26enne mezzala del Tottenham Hotspurs e della nazionale scozzese, è morto tragicamente questa sera, colpito da un fulmine sul campo di golf JOHN_WHITE_flyer_WEB“Crows Hill”, ad Enfield, uno dei sobborghi di Londra. Il cadavere del giocatore è stato trovato vicino ad un albero, al termine del violentissimo temporale che ha investito tutta la zona londinese causando danni ed interrompendo le comunicazioni telefoniche. Attualmente, come gli altri calciatori britannici, egli era in vacanza: il golf, sport al quale era molto appassionato, gli serviva per mantenersi in esercizio senza forzare, in attesa della riapertura dell’attività. Assieme a Dennis Law, White era stato tra i protagonisti del vittorioso incontro (1-0) disputato l’11 aprile scorso a Wembley contro la nazionale inglese. La squadra scozzese contava sul suo notevole apporto  nelle partite eliminatorie dei Mondiali, partite che si disputeranno l’anno prossimo e che opporranno la rappresentativa nazionale anche all’Italia, in un doppio confronto in programma a Roma e Glasgow. White, sposato, era padre di due figli. (1964)

22 luglio. Sembra scongiurata la crisi del Serramazzoni dopo le intenzioni espresse da un gruppo di consiglieri di rinunciare alla promozione della squadra modenese dalla terza alla seconda categoria. Dopo un approfondito esame è stato stabilito di partecipare al prossimo campionato di seconda categoria mentre ci si augura che il presidente della società, Paolo Baisi, ritiri le dimissioni. (1976)

23 luglio. Luis Carlos do Nascimento, noto nel mondo calcistico brasiliano che lo contava fra i suoi campioni col soprannome di “Brandao”, è morto in seguito ad un litigio con un poliziotto che, per far valere le sue ragioni sul giovane calciatore, ha estratto la pistola di ordinanza e lo ha freddato. Il tragico incidente si è svolto nella sede della società calcistica “Bonsuccesso” della quale l’atleta faceva parte. Brandao, che assisteva come spettatore ad una partita tra due squadre di giovanissimi, ha protestato perché il poliziotto – un agente della polizia militare di nome Wilson Soares Pereira – gli ostruiva la visuale. Ne è derivato un alterco: sarebbe stata una rissa banale, di quelle che finiscono con una spettacolare ma innocua scazzottatura, se l’agente non fosse stato armato. «Togliti l’uniforme e regoliamo questa cosa» ha detto ad un certo punto Brandao al Pereira. Questi, invece, ha estratto la pistola e ha sparato due colpi, uno al cuore e uno alla bocca del calciatore, che è morto sul colpo. Brandao aveva 23 anni. La partita di campionato fra il Bonsuccesso e il Flamengo, che doveva disputarsi questa sera, è stata sospesa. (1968)  Continua a leggere “Il pallonario (20-26 luglio)”

Neuro2020 – Finale – Croazia-Irlanda

di Maurizio Zoja

Zagabria, 4 settembre 1999

CROAZIA-IRLANDA

Neuro2020 giunge al suo atto conclusivo. Una finale inattesa, quella tra Croazia e Repubblica d’Irlanda. A pensarci bene è lo sport, oltre a tutto il resto, ad avere seguito percorsi tutt’altro che prevedibili, in quest’anno che abbiamo tutti fretta di dimenticare. Ma se siamo qui, nel nostro seggiolino dello stadio Maksimir di Zagabria, pronti ad assistere alla finale di un torneo che esiste solo nelle nostre teste, significa che l’amore per il calcio non morirà mai. samuel-beckett-origE poi cosa c’è di più vero di qualcosa che siamo in grado di creare con la nostra immaginazione? Samuel Beckett, uno dei quattro premi Nobel irlandesi, certamente approverebbe. E il fischio d’inizio del signor Manuel Diaz Vega, l’arbitro spagnolo cui Portiere Volante ha affidato il compito di dirigere la finale, noi l’abbiamo sentito per davvero.
In campo va in scena la sfida tra due nazionali che sembrano avere una gran paura di farsi del male. Due squadre che non hanno mai vinto nulla, una delle quali sta per scrivere il primo capitolo davvero glorioso della propria storia. Squadre che sono espressione di nazioni giovani. La Croazia così come la conosciamo ha iniziato a esistere tra il 1995 e il 1996, l’Irlanda nel 1949, con la sua uscita dal Commonwealth britannico.
Nello sport la Croazia è una magnifica incompiuta. La nazionale di basket non ha vinto praticamente niente, solo un’edizione dei Giochi del Mediterraneo. Però, tanto per dire, in finale alle Olimpiadi di Barcellona contro il Dream Team di Michael Jordan, Magic Johnson e Larry Bird c’era una squadra incentrata sulla classe di Drazen Petrovic e Toni Kucoc, due dei migliori giocatori europei di sempre. Zero tituli anche nel calcio, anche se ai mondiali è arrivata una volta in semifinale e una in finale. Lo sport in cui la Croazia ha vinto di più è decisamente la pallanuoto, con un’olimpiade, due mondiali e due campionati europei. Non a caso anche oggi al Maksimir scorgiamo numerosi tifosi che portano la calottina a scacchi biancorossi, i colori della bandiera nazionale.
In Irlanda invece lo sport che ha dato più gioie è decisamente il rugby: la nazionale, in cui giocano sia cittadini della repubblica sia sudditi di Sua Maestà Britannica, ha portato a casa ventitré edizioni del Sei Nazioni (comprese quelle di quando ancora le nazioni erano cinque, prima dell’ingresso dell’Italia). Nel calcio il risultato migliore sono i quarti di finale raggiunti a Italia ’90. La squadra guidata da Jack Charlton, cui è stato dedicato il minuto di silenzio rotto solo dagli applausi dei tifosi irlandesi giunti fino a Zagabria, venne eliminata proprio dall’Italia e dal quarto dei sei gol di Totò Schillaci.dd3nyrpcgyseible7f7u
Come troppo spesso accade nelle finali, la partita è parecchio noiosa. Tanto che, arrivati al novantesimo quasi senza emozioni, mi permetto un pensiero irriverente: la passeggiata di oggi per la Zagabria antica, prima di venire allo stadio, da piazza Ban Jelacic in su, anche grazie alla suggestiva funicolare, è stata decisamente meglio della partita stessa.
Ma proprio all’ultimo minuto il Calcio, notare le dimensioni della C, si riprende la scena. A metà strada tra la sua area e il centrocampo, Asanovic lancia lunghissimo, più stanco che realmente convinto. Suker, capocannoniere degli ultimi mondiali, scatta e la inchioda a terra di suola con il sinistro, e sempre con il sinistro la tocca alle spalle di Alan Kelly. Decine di calottine biancorosse volano per aria. 1-0, Neuro2020 alla Croazia e amore per il calcio che rinasce di colpo, irrazionale come tutti gli amori.

Croazia-Irlanda   1-0
Suker 90′

Croazia: Ladic, Bilic (Rukavina 46′), Kovac, D. Simic, Stimac, Jarni, Asanovic, Rapaic, Soldo, Stanic (J. Simic 84′), Suker

Irlanda: A.Kelly, Carr, G.Kelly (Harte 73′), Cunningham, Staunton, Breen, Carsley, Kinsella, McLoughlin, Duff (Kilbane 57′), Cascarino (Quinn 83′)

 

 

Il pallonario (13-19 luglio)

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13 luglio. 
Nella diciassettesima giornata del massimo campionato bulgaro lo Spartak Stalin  ha strappato un punto nella partita giocata fuori casa, contro la Torpedo Pleven. 1 a 1 il risultato finale, in virtù del quale lo Spartak Stalin – con 12 punti in 16 incontri disputati – è al terzultimo posto della classifica. Al comando sempre lo ZDNA Sofia con 27 punti. In coda, con soli 4 punti all’attivo, l’Udarnik Stara Zagora. (1954) 

14 luglio. Le richieste avanzate dalla Associazione calciatori sono state interamente accettate dalla presidenza della Lega. È stato così riconosciuto ai giocatori il diritto a 24 ore consecutive di riposo settimanale a scelta delle società, salvo casi di eventuale forza maggiore (ad esempio il caso di una squadra che debba disputare infrasettimanalmente una partita ufficiale nazionale o internazionale). È stato abolito il paragrafo dell’articolo 36 nel quale si faceva divieto al calciatore di allontanarsi, anche temporaneamente, dal comune di residenza. È stato modificato il paragrafo relativo alla facoltà delle società di vietare ai giocatori la guida di automezzi o altri veicoli: al calciatore la Società potrà impedire di guidare l’automezzo o un altro veicolo solo per motivi accertati dal medico sociale. Per quanto riguarda la pratica di altra attività sportiva o di lavoro extra sportivo è stato deciso che né i professionisti né i semiprofessionisti possono praticare altre attività extra sportive senza alcuna autorizzazione e che i professionisti possono praticare altre attività extra sportive previa autorizzazione della società e della Lega. (1973)

15 luglio. Il pubblico ministero di Palermo, dottor Agnello, ha chiesto il rinvio a giudizio per il centravanti del Napoli Altafini e per 15 tifosi palermitani a conclusione delle indagini relative agli incidenti verificatesi nel capoluogo siciliano durante e al termine della partita Palermo-Napoli. altafini-napoliContro il calciatore del Napoli era stata presentata una denuncia per atti osceni da parte di alcuni tifosi siciliani, ritenutisi offesi da un gesto compiuto da Altafini dopo aver segnato una rete. I difensori hanno sostenuto che quello di Altafini fu un gesto d’esultanza che il centravanti napoletano compie abitualmente dopo ogni marcatura levando il braccio in alto. Il pubblico ministero è convinto invece che si sia trattato di un gesto volutamente offensivo. Neanche le testimonianze dei compagni di squadra e della terna arbitrale sono stati sufficienti a scagionare, almeno in sede istruttoria, il giocatore dall’accusa di ingiurie e atti osceni. Per i tifosi di capi di accusa sono molto più gravi: tredici di essi sono ritenuti colpevoli di oltraggio aggravato alla forza pubblica, violenza privata ai danni del direttore di gara (arbitro e segnalinee per sfuggire ai tifosi esasperati dovettero lasciare la stadio della “Favorita” in elicottero)  e della squadra napoletana, resistenza aggravata e continuata verso gli agenti e carabinieri. (1969)

16 luglio. Le condizioni di Sepp Maier, il trentacinquenne portiere del Bayern e della nazionale tedesca rimasto vittima di un pauroso incidente automobilistico nella notte tra sabato e domenica, vanno via via migliorando. Il giocatore fra tre settimane potrà lasciare l’ospedale in cui si trova ricoverato da sabato notte. Il presidente del Bayern di Monaco, Willy Hoffman, nel corso di una conferenza stampa, ha fatto un quadro meno pessimistico sulle condizioni il portiere. «Le ferite di Maier» ha detto il presidente del Bayern «sono meno gravi di quanto era stato prospettato in un primo momento. Il portiere ha una frattura al radio del braccio destro, un’altra a una costola e una allo sterno. Inoltre l’evoluzione positiva della sua commozione cerebrale lascia ampio spazio all’ottimismo.» Esami clinici più approfonditi hanno escluso l’esistenza di altre lesioni interne. Nessun accenno, né da parte dei sanitari, né da parte dello stesso presidente del Bayern, al futuro sportivo del portiere che a questo punto appare gravemente compromesso. Dovremo quindi abituarci a non rivedere più in campo quello è stato unanimemente definito uno dei più grandi portieri di tutti i tempi. Con il suo Bayern, cui è sempre rimasto legato rifiutando le allettanti proposte americane (a differenza di compagni quali Beckenbauer e Breitner) ha vinto quattro scudetti, quattro coppe di Germania, una Coppa intercontinentale, tre Coppe dei Campioni e una Coppa delle Coppe. L’ultima grande conquista di Meier era stato il titolo mondiale vinto nel 1974. (1979) 

17 luglio. Italo Alaimo è una ala destra tra le più forti della serie B. Ha 28 anni e dopo quattro stagioni di ottimo livello con la Reggina (116 partite, 12 reti) viene ceduto al Novara per la cifra record di 35 milioni. CALCIATORI-1966-67-IL-TEMPO-Figurina-Sticker-ALAIMOSi reca all’ospedale Maggiore della città piemontese per effettuare le visite mediche. Sta per terminare la prova da sforzo al cicloergometro, riceve l’ok dai medici e rallenta la pedalata: è in quel momento che si asciuga il sudore e rimane folgorato. Il calciatore cerca di staccarsi dallo strumento ma invano, spirando poco dopo. L’autopsia certifica la sua morte per shock da fibrillazione ventricolare. Le perizie tecniche stabilirono che Alaimo «morì per folgorazione da corrente elettrica determinatasi tra due prese a terra, entrambe in quel momento sotto tensione per effetto di una perdita di energia proveniente da un altro apparecchio elettrico collegato, attraverso l’impianto di riscaldamento, ad uno dei neutri facenti funzione di presa a terra.» L’inchiesta rivelò che il cicloergometro era collegato tramite presa di terra ad un termosifone, e che a quest’ultimo arrivava corrente elettrica da un fornello della cucina, tramite i tubi dell’impianto di riscaldamento. Vennero rinviati a giudizio tre dipendenti dell’ospedale: il capo elettricista, un geometra ed un perito, per omicidio colposo. Più di cinque anni dopo, alla prima udienza, il processo fu dichiarato nullo per una mancata notifica a uno degli imputati. Intervenne così la prescrizione e nessuno pagò per la morte dello sfortunato Italo Alaimo. La città di Reggio di Calabria gli ha dedicato la vecchia via Strada a Monte, che costeggia la gradinata dello stadio da sud verso nord.  (1967)

18 luglio. Il comunicato diramato dal Marsala, circa presunte irregolarità avvenute nella partita Pro Vercelli-Chinotto Neri, ha suscitato immediatamente reazioni nel Chinotto, che «respinge con sdegno ogni insinuazione sul proprio operato, rimettendosi per il resto alle decisioni che i competenti organi federali crederanno opportuno adottare relativamente alla situazione creatasi in seguito all’atteggiamento assunto dalla dirigenza della società siciliana.» (1957)

19 luglio. Mario Fernandez, un calciatore argentino che era stato protagonista domenica scorsa di un incidente con l’arbitro di una partita della lega di Las Heras (Mendoza) ed era stato per questo condotto al commissariato della zona, è rimasto ucciso da un colpo sparatogli alla nuca da un poliziotto. Le circostanze in cui è morto il calciatore sono molto confuse. Secondo la versione data dalla polizia, l’uomo sarebbe morto a causa di un colpo partito accidentalmente dalla pistola di un poliziotto. (1985) 

 

Neuro2020 – Semifinali – Olanda-Croazia

di Silvano Calzini

Parigi, 11 luglio 1998

OLANDA – CROAZIA

Lo scrutatore d’anime è un magnifico romanzo, tanto profondo quanto divertente, dello psicoanalista tedesco Georg Groddeck. d11f7d0ac2f0752f211948a655594f95_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyL’immagine che dà il titolo all’opera è quella di un uomo che, seduto sul mondo, guarda profondamente assorto con una lente di ingrandimento la “zona cruciale” di un minuscolo nudo femminile. Il messaggio, scusate la parolaccia, dell’autore del libro vuole essere: “Guarda, vedi come è grande la terra e come è piccola quella cosina che ti appare tanto importante, quel po’ di gioia che la sessualità ti dà, la puoi trovare dappertutto, il mondo ne è intriso”. Bene, Groddeck non se ne avrà a male se dico che vedere una partita come Olanda-Croazia è una di quelle gioie che il mondo può riservare. Parlo ovviamente per chi ami il calcio. Quello vero. si intende.
Gli olandesi, almeno a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, hanno una loro ben definita filosofia di gioco e cercano sempre di metterla in pratica. Naturalmente con esiti altalenanti, dovuti alla diversa qualità dei giocatori che si alternano con la gloriosa casacca orange. Non sempre si possono schierare in campo Cruijff e Neeskens o Gullit e Van Basten. I croati da parte loro, lo sappiamo, hanno qualità tecniche e fisiche per esprimere un calcio spumeggiante e divertente. Per loro natura possono essere spettacolari o irritanti. Non per niente gli slavi del sud, vedi alla voce Jugoslavia, sono considerati i brasiliani d’Europa. Nel bene e nel male.
In effetti la partita non tradisce le attese. Le due squadre sfoderano il meglio per superarsi. Come due pugili sul ring si colpiscono a vicenda senza battere ciglio in attesa che uno dei due stramazzi al tappeto. Al 10’ Jarni scende sulla sinistra, si accentra e serve in area di rigore il biondino Prosinecki che sfodera una elegantissima piroetta su se stesso alla Rudolf Nureyev e in diagonale trafigge Van der Sar. Al 22’ Zenden parte da metà campo, fa una cavalcata di trenta metri con la palla al piede, resiste al ritorno di Jarni, spara un missile terra aria che si infila sotto la traversa e pareggia per l’Olanda. Al 36’ la Croazia scende con l’avanzato Asanovic che tocca per Jurcic, il quale serve Suker che dallo spigolo sinistro dell’area di rigore batte rasoterra con l’esterno del sinistro, come si diceva una volta all’ungherese, e fa partire uno splendido diagonale che si insacca nell’angolino. Un gesto tecnico da manuale del calcio.
In quarantacinque minuti tre gol uno più bello dell’altro. Basta e avanza e infatti il secondo tempo è come se non ci fosse. Croazia in finale e tanto di cappello a Georg Groddeck. Aveva ragione lui.
Bacio le mani a tutti.

 

Olanda – Croazia 1 -2
Prosinecki 16’; Zenden 21’; Suker 36’.

Olanda: Van der Sar, F. de Boer, Stam, Davids y, Numan, Jonk, Cocu (46’ Overmars), Bergkamp (59’ Van Hoooijdonk), Kluivert, Seedorf, Zenden.

Croazia: Ladic, Jurcic, Jarni, Stimac, Soldo, Bilic, Asanovic, Prosinecki (78’ Vlaovic), Suker, Boban (85’ Tudor), Stanic.

Arbitro: Epifanio Gonzalez (Paraguay).

 

Era l’anno dei Mondiali (Notti magiche)

di Silvano Calzini

Era l’anno dei Mondiali (Notti magiche)

   (Miniromanzo biografico erotico-calcistico in dieci minicapitoli e un prologo)

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Prologo
Le partite di Italia ’90 coincisero con una mia love story. Calcisticamente di quei Mondiali mi rimane ben poco, però per me quelle furono veramente “notti magiche”.

Cap. 1

8 giugno, partita inaugurale Argentina-Camerun 0-1. L’ho vista, ma avevo la mente altrove. Quella sera dovevo uscire per la prima volta a cena insieme alla mia bella.
Cap. 2

Subito dopo il fischio finale ho percorso in auto corso Buenos Aires per andare a prendere la sopracitata mia bella tra due ali di immigrati africani in festa.

Cap. 3

Al ristorante ci servirono il vino di nascosto per il divieto di vendita degli alcolici. Un po’ per gli occhioni della mia bella, un po’ perché astemio alla fine ero nel pallone.

Cap. 4

24 giugno, ottavo di finale Germania-Olanda, una delle sfide più belle del Mondiale. Serata memorabile. Non ho visto quella partita. Però l’ho ascoltata.

Cap. 5

Il fatto è che ero a letto con la mia bella in un residence in quel di Lambrate. Per la prima e ultima volta nella mia vita l’ho fatto con la voce di Bruno Pizzul in sottofondo.

Cap. 6

Era giugno, le finestre aperte, e così fu una cosa a tre: io, la mia bella e Pizzul, che non è stato zitto un momento. Pensare che sembrava un signore così discreto.

Cap. 7

Al momento degli inni che emozione! Ci credo, tutto nudo in mondovisione con tanto di telecronaca minuto per minuto. Se lo avessi saputo avrei messo la maglia azzurra.

Cap. 8

Fase di studio poi Pizzul attacca da par suo: «Adesso ha il problema di girarsi». Che si sappia: quella sera io non ebbi nessun problema a girarmi e giocai a tutto campo.

Cap. 9

Batti e ribatti in campo. Batti e ribatti nel residence in quel di Lambrate. Pizzul fa lo spiritoso: «Rivediamo al rallentatore». Io scatto, lo dribblo e vado in gol.

Cap. 10

Alla fine 2 a 1 per la Germania. Abbracci tra i tedeschi. Abbracci tra me e la mia bella. Pizzul sta in disparte, ma il suo «Tutto molto bello» la dice lunga sulla serata.

 

L’autore ringrazia Bruno Pizzul per la partecipazione e il residence “Pian Della Nave” per la location.

Neuro2020 – Semifinali – Irlanda-Svizzera

di Emiliano “el buitre” Fabbri

Dublino, 25 marzo 1992

IRLANDA-SVIZZERA

Irlanda contro Svizzera è Jackie Charlton contro Roy Hodgson. Due sudditi di Sua Maestà la Regina Elisabetta ambasciatori di due nazionali straniere. skysports-hodgson-switzerland_4324299Jackie è nato ad Ashington, un paese del nord-est al confine con la Scozia. Roy è di Croydon, nella cerchia sud di Londra. Mister Hodgson è un vagabondo del pallone, tra campo e panchina ha girato ventitré club e quattro nazionali. Charlton invece ha legato la sua carriera da calciatore solo ed esclusivamente al Leeds United, e da allenatore, dopo tre club inglesi, ha guidato la nazionale irlandese nel suo decennio d’oro, portandola dove nessuno c’era mai riuscito, ai quarti di finale di un campionato del mondo. Quello del 1990. Jackie, insieme al fratello Bobby, è uno dei leoni inglesi campioni del mondo del 1966, e dopo trent’anni riceverà la cittadinanza onoraria irlandese.
È il 25 marzo del 1992 quando Jackie e Roy entrano sul campo di Landsowne Road. A Dublino. Uno stadio storico inaugurato nel 1872 e che ospiterà le gare delle nazionali irlandesi di football e rugby fino al 2006, quando sarà sostituito dall’Aviva Stadium. I due inglesi non sanno ancora che due anni dopo si ritroveranno a giocare il mondiale di USA 94 alla guida di quelle stesse nazionali.
I ragazzi di Jackie Charlton hanno il suo stesso spirito. “The boys in green” stanno vivendo un momento magico. Questa sera in campo ci sono gli eroi di Italia 90: Pat Bonner e David O’Leary. Il primo ha parato il rigore al romeno Daniel Timofte. Il secondo ha segnato quello decisivo a Silviu Lung, portando l’Irlanda al vertice della sua storia calcistica. Insieme a loro il nuovo smeraldo grezzo irlandese: Roy Keane, centrocampista del Notthingam Forest che diventerà il vessillo del Manchester United.
I rossocrociati schierano una squadra votata alla tecnica, le cui stelle sono la coppia d’attacco: Stéphane Chapuisat del Borussia Dortmund e il turco-bolognese Kubilay Türkyilmaz.
Quando al 26′ la zazzera bionda di Alain Sutter porta in vantaggio la Svizzera, a Landsowne Road si sente solo il fischio dei treni della vicina stazione ferroviaria. Ma dopo due minuti Tommy Coyne pedala su una palla lunga. Si infila tra tre difensori e beffa il portiere elvetico Martin Brunner. Il pareggio è cosa fatta. Sembra che debba stancamente finire così. Ma quando a due minuti dalla fine l’arbitro statunitense Raúl Domínguez fischia un rigore, Jackie e Roy comprendono che il duello avrà una fine. La sorte è sul piede del vecchio John Aldridge, che sta finendo la carriera ai Tranmere Rovers. Davanti a lui un emigrato friulano. Marco Pascolo gioca nel Servette ed è entrato al posto di Brunner. Il baffuto John carica la rincorsa. Parte. Quando sta arrivando sul pallone rallenta. Con una finta spiazza Pascolo e col piattone destro fa vincere l’Irlanda.
Le sue braccia al cielo sono il simbolo dell’Irlanda finalista di Neuro 2020.
In panchina Jackie Charlton accenna a un sorriso, magari sta pensando a quando andrà la prossima volta a pesca, ma intanto sta scrivendo un altro pezzo di storia per la sua Irlanda. Da sotto la sua coppola guarda verso l’altra panchina. Incrocia lo sguardo di Hodgson e sulle sue labbra si legge una frase inequivocabile: «Good night Roy».

 

Irlanda-Svizzera  2-1
Sutter 26′, Coune 28′, Aldridge 88′ (R.)

Irlanda: Bonner, McGrath, O’Leary (O’ Brien 46′), Phelan, Morris, Staunton (Sheedy 54′), McGoldrick (Daish 46′), Whelan, Keane, Cascarino, Coyne (Aldrgidge 80′).

Svizzera: Brunner (Pascolo 40′), Geiger, Schepull, Egli, Gamperle, Sutter, Piffaretti, Bickel (Heldmann 65′), Ohrel (Rothenbuhler 50′), Turkyilmaz, Chapuisat (Dietlin 83′)