Undici mister per undici ruoli

di Emiliano “el buitre” Fabbri

Ma ve la immaginate una squadra di undici allenatori? Tutti a dare indicazioni. Chi vuole giocare arroccato in difesa e chi vuole scapicollarsi in attacco. Chi predilige il fraseggio e chi la verticalizzazione immediata. In una squadra di undici mister si può giocare un calcio fatto di marcature a uomo e zone miste. Ho provato a immaginare undici allenatori in campo, e forse ne è uscito un catenaccio totale.

1. DINO ZOFF (Mariano del Friuli – Italia). Seppur come allenatore non abbia inciso nella storia calcistica mondiale, ha diritto a essere il guardiano di questa squadra per due cose che volano più in alto di qualsiasi tattica: la sua dignità nel rassegnare le dimissioni dalla nazionale dopo l’Europeo del 2000 a causa delle dichiarazioni di un politico che si sentiva allenatore, ma soprattutto per avere avuto come suo vice una delle persone più pure della storia calcistica: Gaetano Scirea.

2. ENZO BEARZOT (Aiello del Friuli – Italia). Quando si parla di gruppo bisogna partire da lui, considerato un padre dai suoi ragazzi, che lui difendeva a prescindere e all’occorrenza bacchettava, ma sempre con gli occhi di un genitore. E col cuore. Il suo cuore di Vecio.

3. NEREO ROCCO (Trieste – Italia). Figlio di un macellaio, partito dalla provincia e salito sul tetto del mondo senza mai lasciare il suo bicchiere di vino rosso per una flûte di champagne. Un allenatore che creava empatia coi suoi ragazzi. In dialetto triestino.

4. RINUS MICHELS (Amsterdam – Olanda). Il padre del calcio totale. Colui che ha cambiato il modo di vivere sul campo di gioco creando una filosofia di pensiero basata su un concetto sconosciuto fino al suo avvento: lo spazio.

5. NILS LIEDHOLM (Valdemarsvik – Svezia). Già allenatore in campo. Precursore dei tempi tattici. Fine psicologo. Quello che vediamo oggi in campo lui lo aveva già proposto dalla sua panchina. Il possesso palla che chiamava ragnatela. L’uscita coi difensori dai piedi buoni. Entrambi i terzini che salivano. Un antesignano.

6. ARRIGO SACCHI (Fusignano – Italia). Non devi essere stato cavallo per essere un bravo fantino. Questo il suo approccio al calcio. La zona pressing il suo marchio di fabbrica. Ha cambiato la mentalità calcistica italiana creando una corrente di pensiero. Visionario.

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