La Disparition – Il fantacalcio senza la “e” #17

di Gianvittorio Randaccio

«Papà aveva La Domenica Sportiva, ed era contento quando arrivava il servizio di Beppe Viola. Io avevo “Linus”, ed ero contento quando arrivava la pagina con la rubrica di Beppe Viola. Non sapevamo già che si trattava dello stesso Beppe Viola, ci saremmo arrivati con una leggera sfasatura.» Così scrive Stefano Bartezzaghi nell’introduzione del necessario Vite vere comprese la mia (la ristampa di Quodlibet, curata nel 2015 dall’autore volante Gino Cervi): io, più modestamente, mi accontenterei di essere contento di un gol di Nicolas Viola, omonimo centrocampista del Benevento e, accidentalmente, della Disparition, la squadra del Fantacalcio senza la “e”.

Nicolas è ben diverso da Beppe, bisogna dirlo con grande sincerità, solo il nome li collega in qualche modo, anche se forse possono essere accomunati dalla fantasia, che uno scatenava con la macchina da scrivere e l’altro, invece, con un educatissimo piede sinistro che si ispira, tra gli altri, al Chino Recoba, altro elemento che genera automaticamente una grandissima simpatia. Per il resto Nicolas (che di secondo nome, ahimè, pare faccia Benito) sembra un tipo introverso, pieno di tatuaggi nemmeno fosse un idolo della trap, che studia psicologia ed è appena rientrato da un lunghissimo infortunio, cosa che mi ha costretto ad aspettarlo per tutto il girone d’andata.

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Una quarantena di libri

In questo periodo, in genere, la gente non ha niente da fare. Bisogna stare a casa, non si può uscire, vedere gente, andare al cinema o in pizzeria. E allora fioccano i consigli su libri, dischi, film, serie tv, riviste specializzate, giochi di ruolo, pentole a pressione, esercizi di yoga, tisane, ci sono dirette facebook, instagram, flash mob, videochiamate con skype, zoom, hangouts… tutto ciò che può permettere a chi sta a casa di annoiarsi di meno.red or dead
Io, invece, non ho un momento libero: lavoro da casa, ahimé, e in più devo seguire la scuola della bambina grande, e poi cucinare, lavare, stendere… Quando vedo questi consigli un po’ mi innervosisco perché mi chiedo quando mai mi potrò fermare un attimo per annoiarmi un po’.
Comunque, Portiere volante non vuole essere da meno rispetto a chi in questi giorni consiglia a destra e a manca, e si affida a chi ne sa, e molto: Gianni Agostinelli (autore di Perché sono un sasso, 2015, e a breve ancora in libreria con un nuovo romanzo), dal suo profilo twitter (che ci piace fin dal nome, twitter.com/BeppeViola_fc, e a cui rimandiamo per i commenti), ha dato molti e valenti suggerimenti a proposito di libri di calcio, ma non solo, che è sempre bene avere in casa perché, guarda un po’, se arriva un virus sconosciuto, almeno utilizzi bene il tuo tempo.
Ci ha dato il permesso di condividerli con i nostri lettori e noi lo facciamo volentieri (tra l’altro, penso che nemmeno Gianni si annoi molto, con i figlia a casa…), sperando che tra qualche tempo si possano leggere sdraiati in un parco per poi parlarne con qualcuno davanti a una birra o a un bicchiere di vino.
Io, intanto, faccio i letti.
[G.R.]

Colin Shindler, La mia vita rovinata dal Manchester United, Baldini & castoldi
David Peace, Il maledetto United, Il Saggiatore
Piero Trellini, La partita, Mondadori
Francesco Abate, Ultima di campionato, Il Maestrale
Roberto Perrone, La lunga, Garzanti
Eduardo Galeano,  Splendori e miserie del gioco del calcio, Sperling & Kupfer
Osvaldo Soriano, Futbol, Einaudi
David Peace, Red or Dead, Il saggiatore
David Storey, Il campione, 66th and 2nd
Roberto Gotta, Le reti di Wembley, Kenness Publishing
Cass Pennant, Congratulazioni, hai appena incontrato la I.C.F., Baldini & Castoldi
Gianni Mura, La fiamma Rossa, Minimum fax
Gianni Clerici, Erba rossa, Fazi editore
André Agassi, Open, Einaudi
Beppe Viola, Quelli che…, Baldini & Castoldi

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