La Disparition – Il fantacalcio senza la “e” #16

di Gianvittorio Randaccio

In questi mesi di pandemia ci siamo spesso trovati di fronte a giocatori e allenatori che, nel silenzio degli stadi vuoti, si sono lasciati andare a espressioni blasfeme per poi venire puniti, come se fossimo ancora nel Medioevo, con squalifiche, reprimende e articoli più o meno indignati sui giornali. 

Fa notizia, quindi, che il Real Catagna prenda una strada completamente diversa per cercare di uscire dalla crisi in cui è caduta fin dall’inizio della stagione: la strada della fede, della parola di Dio, dell’amore per il prossimo. Da fonti certe pare che nei giorni scorsi sia circolato nello spogliatoio del Real Catagna il testo della famosa enciclica di papa Francesco intitolata Lautaro si’, nella quale il papa argentino esalta il talento del suo connazionale ispirandosi alla famosa cantica di San Francesco. Fin dalle prime righe il messaggio è chiaro: «Lautaro sii, mi’ Signore, con tutte le tue segnature…» dice il papa, riferendosi al senso del gol di Lautaro Martinez, spronandolo a segnarne sempre di più, «con l’urgenza e la necessità di un mutamento radicale nella condotta dell’azione offensiva», tenendo ben presente che «il gol è qualcosa di più che un problema da risolvere. È un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode». Lautaro ha preso subito sul serio le parole del suo papa connazionale, impegnandosi molto in allenamento e coinvolgendo anche molti suoi compagni, recitando appassionati rosari serali.

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La Disparition – Il Fantacalcio senza la “e” #7

di Gianvittorio Randaccio

Il Real Catagna, anche se è attualmente invischiato nella fanghiglia del fondo classifica, è sicuramente una delle squadre accreditate per la vittoria del fantacalcio senza la “e”, non fosse altro perché la dirigenza è riuscita, in sede di mercato, nell’impresa di far giocare insieme Cristiano Ronaldo e Messi(as), mettendo fine alla loro storica rivalità.


Certo, le malelingue insinuano che Messi(as) non sia il vero Messi, che il colore della pelle e quello dei capelli non corrispondono per niente, ma queste non sembrano prove tali da far nascere dubbi: il cognome e il colore della maglia del Crotone (così simile a quello del Barcellona), certificano chiaramente che Messi(as) è la mitica Pulce, il talento argentino vincitore di cinque Palloni d’oro.
Nella settimana precedente alla partita, perciò, ho catechizzato i miei giocatori, lavorando molto sull’obiettivo di contenere la coppia più forte del mondo, al momento. I ragazzi non mi hanno preso alla lettera, devo dire, ma La Disparition, ancora una volta, ha gettato il cuore l’ostacolo.

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Neuro2020 – Girone F – Portogallo-Georgia

di Gianvittorio Randaccio

Viseu (Portogallo), 31 maggio 2008

PORTOGALLO – GEORGIA

AVVERTENZA: nella seguente cronaca non è mai stato utilizzato il termine lusitano.

Nel piccolo stadio di Viseu, a trecento chilometri da Lisbona, nel maggio 2008 si affrontano Portogallo e Georgia. Il pronostico è tutto dalla parte dei portoghesi e il nemico numero uno per i georgiani è sicuramente Cristiano Ronaldo, giovane stella del Manchester United. Tale è la paura che il ct georgiano, l’attento e coltissimo croato Petar Segrt, prima della partita escogita un astuto piano per cercare di limitare il talento di Madeira. Segrt suggerisce ai suoi giocatori di chiamare in continuazione, sottovoce, Cristiano Ronaldo, per distrarlo e innervosirlo. C'era_due_volte_il_barone_LambertoIn realtà Segrt sa bene che in un libro di Gianni Rodari, C’era due volte il barone Lamberto, lo stratagemma sortisce esattamente l’effetto contrario, ma pensa che nella realtà le cose possano funzionare diversamente rispetto a un libro, e che quest’idea possa creare la confusione giusta per limitare il numero 7 portoghese. E così fin dall’inizio della partita Cristiano Ronaldo si sente chiamare in continuazione dai giocatori georgiani: il primo è Menteshashvili, al calcio d’inizio, direttamente dal cerchio di centrocampo, poi anche gli altri fanno lo stesso. Il Portogallo passa comunque in vantaggio al 19’ con Moutinho, ma gli effetti della tattica georgiana non tardano a vedersi. A metà primo tempo c’è una punizione dal limite per il Portogallo: Asatiani, Aleksidze e Tskitshvili dalla barriera sussurrano «Cristiano Ronaldo» all’unisono e la palla, anche grazie a una deviazione del portiere Loria, finisce sulla traversa. Ricardo Carvalho sulla ribattuta, a porta vuota, poi, centra clamorosamente un’altra traversa. Cristiano Ronaldo alza gli occhi al cielo, con un sorriso ironico, chiedendosi probabilmente che problemi abbiano i suoi avversari. Sul finire del primo tempo il Portogallo raddoppia, grazie a un rigore che Simao trasforma freddamente.

Nel secondo tempo tantissimi i cambi, compreso quello di Ronaldo, che getta nello sconforto i georgiani, che a questo punto non sanno più chiamare. Decidono logicamente per il sostituto di Ronaldo, Ricardo Quaresma, e lo stratagemma funziona ancora una volta, visto che anche il trivela, distratto dalla voce di Klimiashvili, colpisce una traversa dal limite dell’area.

A fine partita Felipe Scolari applaude convinto la sua squadra: il Portogallo ha vinto 2-0 e lui ha potuto risparmiare molti dei suoi giocatori, sostituendoli nel secondo tempo.
Petar Segrt si è detto soddisfatto, nonostante la sconfitta: la sua squadra ha evitato una goleada e nel finale avrebbe potuto anche accorciare le distanze. Qualche giornalista ha visto spuntare dalla sua tasca un romanzo di Agatha Christie. Che cerchi in un giallo un’altra strategia per frenare i prossimi avversari francesi? Non sarebbe un’idea stupida, pensano in molti: speriamo solo non ci scappi il morto.


Portogallo – Georgia 2-0
19’ Moutinho, 45’ Simao (R)

Portogallo: Ricardo (46’ Quim), Paulo Ferreira, Bosingwa (Miguel 62’), Ricardo Carvalho (Fernando Meira 62’), Pepe (Miguel Veloso 46’), Petit (Bruno Alves 46’), Deco (Raul Meireles 46’), Joao Moutinho (Nani 46’), Nuno Gomes (Helder Postiga 62’), Cristiano Ronaldo (Ricardo Quaresma 46’), Simao (Hugo Almeida 72’).

Georgia: Loria (Sanaia 67’), Lobjanidze (Mujiri 38’), Khizanishvili, Navalovski (Merebashvili 81’), Kenia (Devdariani 46’), Asatiani, Tskitishvili, Aleksidze (Klimiashvili 46’), Menteshahvili (Barabadze 67’), Kobiashvili, Iashvili (Gotsiridze 46’).