C’era una volta il pallone

di Silvano Calzini

Credo proprio sia arrivato il momento di chiedere un po’ di rispetto per il pallone. E che cavolo! Va bene tutto, i giocatori, gli allenatori, le tattiche, gli schemi, lo spray per il rispetto della distanza nei calci piazzati, il VAR, la goal line technology, ma senza sua maestà il pallone non ci sarebbe calcio.
Una volta era di vero cuoio, con tanto di camera d’aria, stringa e lacci. Ogni colpo di testa era al confine con il trauma cranico. In partenza il colore era marrone scuro, ma con il passare degli anni si passò a un marroncino chiaro tendente all’arancio. L’apoteosi venne raggiunta ai Mondiali del 1966 in Inghilterra. Visto dal vivo dagli spalti l’effetto di quella sfera di puro cuoio dorata sull’erba verde perfettamente tosata del vecchio Imperial Stadium di Wembley era bellissimo.460px-Pallone_del_mondiale_di_francia_1938
I problemi però erano nati con la comparsa della televisione. Le trasmissioni del tempo erano rigorosamente in bianco e nero e il colore dominante era il grigio. Campo, maglie e pantaloncini dei giocatori, gradinate, spettatori tutto in video appariva come seppiato nelle varie tonalità del grigio. Il pallone in effetti tendeva a scomparire in quello sterminato mare gelatinoso e nebbioso, anche quando la partita veniva giocata sotto un sole splendido. La trovata, la grande novità, fu quella di adottare un pallone sempre di cuoio, ma di colore bianco. L’effetto fu grandioso. Quella sfera immacolata risplendeva nei video luminosa come la luna di Leopardi e rischiarava tutta la scena. Nelle partite serali giocate alla luce dei fiochi riflettori degli anni Sessanta aveva un che di magico e misterioso. Al tempo non si parlava ancora di immagini in hd e altre diavolerie del genere per cui quando un giocatore calciava e partiva un tiro il pallone bianco lasciava dietro di sé una leggera scia. Sembrava una stella cometa. Continua a leggere “C’era una volta il pallone”