I Cervi che giocavano solo di testa

di Matteo Colombo

Perché li chiamino i Cervi nessuno se lo ricorda. Anche se il vecchio Bernardo, il grande saggio del calcio provinciale, dice che non c’entri niente con il nome del nostro paese, quel Cervetto sul Po che sorge a quaranta chilometri da Milano e che qualcuno, in certe mappe, si ostina a riportare attaccato: Cervettosulpo. Anzi, Bernardo ha una teoria che occupa le prime cinque pagine scritte a mano del suo misterioso Quaderno del calcio serio, una bibbia del fùtbal che ancora oggi non ci ha mai fatto né leggere, né vedere.

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L’origine dell’appellativo risalirebbe alla prima formazione nata a Cervetto nel lontano 1976: undici ragazzoni, tutti più alti di 1 metro e 80, che giocavano soltanto di testa, colpendo il pallone con imperiosi stacchi aerei e incornate degne di un branco di cervi maestosi e fieri, pronti a difendere la propria porta a suon di capocciate. All’epoca militavano in Prima Categoria e arrivarono penultimi superando di una lunghezza la squadra dei Vivaisti sorta all’interno del Vivaio di Brandi Moreno & Figli, vero e proprio paradiso delle piantine di pomodoro da serra, i cui operai nutrivano una passione sfrenata più per lo sport che per la terra.
A fine campionato i Cervi si ritirarono da qualsiasi competizione per due anni, sino all’avvento del presidente Parco Fantoni, milanista senza scrupoli, fondatore dell’omonima azienda agricola contoterzista, che portò la società a raggiungere successi insperati. Ma di questo vi racconterò un’altra volta. Continua a leggere “I Cervi che giocavano solo di testa”