Ciao_L’Italia del Novanta_18 giugno

di Antonio Gurrado

18 giugno 1990

Santa contemporaneità, iniziano le partite inutili. Per garantire il regolare svolgimento eccetera l’ultimo turno dei gironi viene calendarizzato in modo tale che le quattro squadre giochino tutte allo stesso momento. Per esempio, nel gruppo B, dopo un ormai inconsueto pomeriggio vuoto sono in programma alle 21 sia Argentina-Romania sia Camerun-Urss. Ma qui si vede che una cosa è come i Mondiali sono organizzati, un’altra come effettivamente vadano. Nella mente degli estensori, infatti, era chiaro che a questo punto Argentina e Unione Sovietica avrebbero dovuto essere già in carrozza agli ottavi, e che gli scontri paralleli dovessero servire a Romania e Camerun a stabilire chi potesse sperare in un ripescaggio arrivando terza. Invece la situazione è la seguente: il Camerun è già qualificato e l’Urss già eliminata; Argentina e Romania si giocano secondo e terzo posto, potendosi qualificare entrambe con un pareggino. Ne risulta che a Napoli va in onda un’amichevole alla camomilla e a Bari una alla cocaina, con i sovietici in grande spolvero che ne fanno quattro a un Camerun la cui principale preoccupazione pare essere prolungare la prenotazione dell’albergo. Una mattanza inutile, in cui Protassov, Zavarov, Dobrovolski si ricordano di essere gli alfieri del calcio del futuro strombazzato dal coach Lobanovski e segnano in tutte le maniere a spron battuto sigillando l’ultima partita che l’Urss disputerà in una grande competizione. Agli europei di due anni dopo ci sarà la squadra di una nazione che non esiste, la Confederazione degli Stati Indipendenti.

Del resto ogni nazione ha i suoi guai. In Romania, per esempio, caduto il regime di Ceausescu s’è appena insediato il nuovo Parlamento ma non s’è fermata l’ondata di violenza; anzi, è caccia aperta agli oppositori del regime, ai manifestanti, agli studenti, il cui leader viene arrestato in ospedale, dov’è ricoverato a causa delle ferite subite da un gruppo di minatori facinorosi. È il caos. In Italia invece grandi manovre per il rinnovo del Consiglio Superiore della Magistratura; pare che i settemila magistrati con diritto di voto si esprimeranno al solo scopo di dar fastidio a Cossiga, del quale non hanno gradito le recenti critiche. Forlani sgrida la sinistra Dc mentre nel Pci si insedia un comitato per il “preambolo”, ossia un documento che spieghi agli iscritti che cos’è di preciso il Pci dopo la caduta del Muro di Berlino. Il segretario del Psdi, Antonio Cariglia, commenta che la situazione è kafkiana e ha ragione: se l’indomani l’Italia non vince contro la Cecoslovacchia, rischia di finire il girone al secondo posto e dover abbandonare l’alveo romano che da calendario le consentirebbe di giocare all’Olimpico tutte le partite, fatta salva la semifinale che è in programma a Napoli. Qualche illuminista fa notare nottetempo che, con l’Argentina ripescata come terza del proprio girone, il rischio è di giocarsi proprio con Maradona la semifinale napoletana.

magrisMa gli italiani hanno altro a cui pensare: l’appello di Rino Formica contro la rivolta fiscale, quello di Claudio Magris in favore dei direttori degli Istituti di cultura italiana all’estero, quello dell’antimafia campana sui rapporti fra camorra e politica, quello di monsignor Piva contro la tendenza a sovrastimare gli episodi di satanismo nel mantovano, quello della famiglia catanzarese di un odontotecnico rapito, quello degli abitanti di Predoi (Bolzano) isolati da una frana nella Valle Aurina, quello dei genitori contro l’inatteso incremento delle bocciature nell’ammissione agli esami di Stato, salite dal 12,6% al 14%, forse in conseguenza della scialba prova degli azzurri contro gli Usa. Ce n’è abbastanza per distrarre un intero popolo e non far notare che, sugli spalti del San Nicola, due tifosi rumeni sollevano timidamente uno striscione fatto in casa – “Italia non mandarci a morire SOS” – ignari dell’esistenza di partite inutili.