Neuro2020 – Quarti di finale – Svizzera-Francia

di Emiliano “el buitre” Fabbri

Losanna, 27 maggio 1992

FRANCIA-SVIZZERA

Quando la Francia con la pistola incontra la Svizzera col fucile. La Francia è una squadra morta. Teatro del duello: lo Stade Olympique de la Pontaise di Losanna. La data: mercoledì 27 maggio 1992. mexico-86-world-cup-luis-fernandez-france-172-001I duellanti: Mister Roy e Le Roi. Hodgosn ha tra le mani una delle migliori nazionali elvetiche, che porterà al terzo posto del ranking Fifa, risultato mai più raggiunto, mentre Platini ha una Francia spuntata, che si sta riarmando tra le glorie degli anni Ottanta e la generazione d’oro che arriverà a fine decennio. Quella sera l’ultimo compagno di Platini, Luis Fernández, consegna la stecca ai futuri campioni del mondo Laurent Blanc, Emmanuel Petit e Didier Deschamps, con in più il geniaccio di Eric Cantona, che coppe con la nazionale non ne alzerà, ma rimarrà nella storia del football a prescindere. Dall’altra parte il bomber del Borussia Dortmund Stéphane Chapuisat, ma soprattutto la stella dell’esule irpino Ciriaco Sforza, in forza al Grasshopper, che tornerà nella terra dei suoi avi per una stagione chiamato proprio da Hodgson all’Inter, ma sarà ricordato soprattutto per la sua maglia usata come pigiama da tre uomini. E una gamba.

La Francia si sta preparando all’europeo svedese che la vedrà uscire a testa bassa senza neanche una victoire. A fare da sparring partner la Svizzera, che quella sera dimostrerà che anche nel suo piccolo s’incazza, aprendo così un ciclo che la porterà a qualificarsi al mondiale statunitense prima e all’europeo inglese poi.

E dire che la Francia era andata in vantaggio grazie al gol di una delle sue meteore di passaggio. L’anonimo centravanti del Montpellier Fabrice Divert, infilatosi in un buco della gruviera svizzera e appoggiando di testa un cross di Jocelyne Angloma. La spocchia francofona è durata otto minuti. Il tempo di un lancio lungo, ma molto lungo, che ha visto l’inserimento di Christophe Bonvin. Stop di petto a seguire. Difesa tagliata. Bruno Martini bucato con un diagonale. Ma l’attaccante del Neuchâtel Xamax decide che questa notte di Losanna è sua, e così chiude la contesa firmando la doppietta con un piattone destro di volo dopo un calcio d’angolo. Coi francesi che s’incazzano. E gli girano le balle.

Sulle panchine Mister Roy ha stampato il suo sorriso tipico british, quello che lo accompagna da sempre nella sua lunga vita da allenatore. Dall’altra parte il sorriso di Le Roi è amaro. La sua prima vita da calciatore è stata sublime. Questa da allenatore è agli sgoccioli con più ombre che luci. Fra poco inizierà la terza, quella da dirigente. Quello che ancora non sa è che ventitré anni dopo gli sarà fatale ancora la Svizzera. Le indagini della magistratura elvetica lo porteranno alle dimissioni da Presidente Uefa e alla conseguente squalifica, mettendo così la parola fine alla sua terza vita calcistica. L’ultima. Adieu Le Roi.

Svizzera-Francia  2-1
Divert 20′, Bonvin 28′, 73′.

Svizzera: Huber, Studer (Ohrel 33′), Geiger (Herr 39′), Egli, Hottiger, Bonvin, Bickel A. Sutter 71′), Sforza, Chapuisat, Bregy, B. Sutter (Knup 88′).

Francia: Martini, Boli (Petit 46′), Blanc, Angloma, Casoni (Silvestre 46′), Durand, Pérez (Cocard 46′), Sauzée (Garde 71′), Deschamps (L. Fernadéz 46′), Cantona (Vahirua 46′), Divert.