Neuro2020 – Ottavi di finale – Germania-Croazia

di Gino Cervi

Lione, 4 Luglio 1998

GERMANIA-CROAZIA

Il 4 luglio 1998 sta tra il 7 giugno 1998 e il 2 agosto 1998. Detto così sembra una solenne banalità. Ma tra il 7 giugno e il 2 agosto 1998 si celebra l’ultima sacra rappresentazione sportiva, perlomeno in ambito ciclistico. Marco Pantani vince a giugno il Giro d’Italia e a inizio agosto il Tour de France, è l’ultimo campione ciclista a riuscirci. Da allora, mai nessuno più realizzerà da allora lo storico double. Ce l’avevano fatta solo i grandi e leggendari campioni del passato: Coppi, per primo e per due volte (1949 e 1952), poi il mostruoso Merckx, addirittura per tre volte (1970, 1972 e 1974); quindi i francesi Anquetil (1964) e Hinault, (1982 e 1985), l’effimera stella di Stephen Roche (1987), che quella stagione vinse anche il Mondiale (grande slam ineguagliato); e infine, l’algido navarro Indurain (1992 e 1993).

pantani

Non è un caso che quell’anno il Tour de France venga spostato in avanti nel calendario di una settimana. In Francia dal 10 giugno si stanno disputando i Mondiali di calcio e il 4 luglio si gioca allo Stade de Gerland di Lione il quarto di finale tra Germania e Croazia. I tedeschi arrivano ai quarti dopo aver superato il girone preliminare a pari merito con la Jugoslavia, ma con migliore differenza reti. Il che gli consente di evitare l’Olanda agli ottavi di finale, a eliminazione diretta, e di pescare il Messico, su cui avranno la meglio, ma solo in rimonta (2-1). I croati sono arrivati secondi nel girone, cedendo solamente all’Argentina, e agli ottavi hanno eliminato, di misura e solo su rigore, la Romania. Prima di allora, Germania e Croazia nel loro passato calcistico si sono incontrati solo quattro volte. Tre delle quali negli anni di guerra, tra il 1941 e il 1942, quando la Croazia si rese indipendente dal Regno di Jugoslavia e, di fatto, divenne una repubblica “satellite” delle Potenze dell’Asse. Non è un caso che dal 1941 al 1944 la Croazia giochi, oltre che con la Germania nazista, con Italia, Slovacchia, Bulgaria, Ungheria e la neutrale Svizzera.

Nei tre incontri coi tedeschi, durante la guerra, non c’è storia. I croati le prendono tutte le volte: per due volte 1-5 e una volta 0-2. Poi, formalmente, come Germania e Croazia, non ci sono altri incroci sul campo fino al 1996: in realtà, come Germania Ovest e Jugoslavia, nel dopoguerra s’incontreranno più volte, con esiti abbastanza equilibrati fino agli anni Settanta: fino al 1973, quando per la prima volta gli jugoslavi vincono in terra tedesca (0-1 a Monaco di Baviera), in sedici partite saranno 7 vittorie a testa e 2 pareggi. Poi, saranno 5 vittorie tedesche e due pareggi, fino ai Mondiali di Italia ’90, ultima apparizione ufficiale della rappresentativa jugoslava prima della dissoluzione dovuta alla guerra civile dei primi anni Novanta. E anche nel 1996, agli Europei di Inghilterra, la Germania batte la Croazia per 2-1, con gol di Klinsmann e Sammer, a cui replica, provvisoriamente, Suker. Continua a leggere “Neuro2020 – Ottavi di finale – Germania-Croazia”

Da Fiume a Firenze

di Gianvittorio Randaccio

Dopo la vicenda Thereau, un altro caso bizzarro e stravagante scuote il mondo glitterato della serie A italiana. Da fonti attendibili pare infatti che il neo presidente a stelle e strisce della Fiorentina, Rocco Commisso, altri non sia che Giovanni Comisso, scrittore di razza e uomo affamato di vita ed esperienze, per il quale bisognava «amare i nostri vizi come le virtù, come ci consiglia Nietzsche. Muoversi. Vivere. Distruggere. Creare. Come scopo. Non per un ideale, ma per esser ciò l’ideale».fiorentinanyc-rocco-commisso-statua-liberta-620x430
Per molti, andando al di là della mera questione anagrafica, i due hanno così tanto in comune che è naturale pensare che siano la stessa persona con due nomi solo leggermente diversi. I due Com(m)isso si muovono sul palcoscenico della vita con la stessa brama e lo stesso desiderio, senza preoccuparsi di perbenismo e apparenze, creandosi da soli opportunità e avventure, vivendo sempre al massimo. Comisso ha combattuto nella Grande Guerra, ha partecipato all’impresa di Fiume, ha fatto grandi viaggi, scritto grandi libri; Commisso ha vissuto l’emigrazione, si è fatto uomo (e imprenditore televisivo) nella New York degli anni Settanta, giocando a calcio e diventando proprietario dei New York Cosmos, ancor prima della Fiorentina. Continua a leggere “Da Fiume a Firenze”