Vite brevi di calciatori #4

di Gianvittorio Randaccio

Tullio Pestalozzi (Parma, 1981) ex difensore centrale, vanta qualche apparizione in serie B, ma ha solo accarezzato il sogno di sfondare nel calcio che conta. Il suo grande rimpianto è legato a una sera del maggio del 2010 quando, prima di un’importante sfida del campionato cadetto, ha sbattuto la testa contro un pensile della cucina lasciato inavvertitamente aperto dalla moglie, Natasha, procurandosi una ferita lacero-contusa che ha richiesto quindici punti di sutura in pronto soccorso. Pestalozzi ha dovuto così saltare le ultime tre, decisive sfide del campionato. Un anno e mezzo dopo Pestalozzi ha divorziato da Natasha.

Kevin Martuscello (Milano, 1997) è un giovane attaccante dal carattere un po’ focoso che negli ultimi tempi ha sbagliato un po’ troppi gol davanti al portiere, guadagnandosi il soprannome di “sciagurato Kevin”. Rimproverato severamente dal suo allenatore, all’ultimo allenamento Kevin all’improvviso ha estratto una pistola, sparando due colpi che, però, hanno mancato il mister, sfiorando invece la porta alle sue spalle. Una volta che Martuscello è stato allontanato dal campo, il mister ha commentato: «Nemmeno con una pistola riesce a centrare la porta…»

Remo Spallanzani (Roma, 1943), un elettricista in pensione, racconta sempre ai suoi nipoti di essere stato per qualche anno un calciatore di serie A, un difensore, e di avere incrociato nella sua breve carriera grandi calciatori come Facchetti, Rivera, Anastasi e altri di questa risma. Quando i nipoti, però, gli pongono delle domande un po’ più precise, chiedendo dettagli e particolari, il nonno Remo dice sempre di essere molto stanco e che non si ricorda più tutto, perché a una certa età non si ha più la memoria di una volta.