Portieri volanti, fortezze volanti

di Gianni Sacco

Milano 1 – Fiorentina 3 (stagione 1942/43 – quarta giornata).

«Giornata grigia all’Arena e partita dello stesso colore (per il Milano partita nera addirittura). Il cielo opaco, lacrimoso e stillante è parso rispecchiasse la povertà del gioco, l’inconsistenza e la nebulosa confusione che serpeggiavano come un brividino autunnale, tra le squadre in campo. Ma è stato soprattutto il Milano che ha ieri mostrato di essere privo di fuoco, di vitalità, d’energia. Gli sbrigliatissimi diavoli della tradizione spogliatisi per una volta tanto della maglia rossonera si sono quasi tramutati in candidi agnellini maculati di fango finché si vuole, e senza un briciolo di brio, senza uno spizzico di idee o di stile, senza l’ombra di coesione nei reparti né spirito di intraprendenza. Quella di ieri è stata insomma una delle più brutte partite del Milano». (Nicolò Samarelli, «Corriere della Sera», 26 ottobre 1942).

Verrebbe da dire al cronista: non che per l’intera città di Milano la giornata fosse stata un granché. E di “nebulosa confusione” ce ne era stata già stata abbastanza. Via_Olmetto_devastata_dai_bombardamenti_bellici_del43Anche di “fuoco”, per essere precisi (o cinici). Il pomeriggio precedente al giorno del match, alle 17 e 57, circa 88 bombardieri Lancaster Avro 686 appartenenti al Bomber Command inglese avevano sconvolto la città con la prima incursione diurna mai tentata su Milano, a ben due anni di distanza dall’ultima (notturna). La popolazione fu sorpresa (anche a causa dei soli tre minuti che intercorsero tra l’allarme e le prime bombe) e l’effetto fu devastante. Secondo il rapporto della prefettura, subirono gravi danneggiamenti gli stabili in via Pantano, via Velasca e corso Roma (ora Porta Romana) ai civici 7, 9 e 10; due stabilimenti in zona Ticinese e la via San Cristoforo; piazza Tricolore, viale Montenero (civici dal 72 al 76 e 73), via Archimede, via Melloni, il Macello e il mercato ortofrutticolo (scalo Vittoria), via Messina, Lomazzo, Sarpi, Aleardi, corso Buenos Aires (civici 33 e 58), piazza Bacone, via Oxilia (civici dal 23 al 29 e 26), via Sauli (dal 18 al 28). Ma soprattutto ci furono 150 morti e più di 300 feriti. Ed è famosa la fuga da San Vittore di quei 118 detenuti che approfittarono della breccia aperta da un ordigno caduto sul muro perimetrale del carcere. Fortunatamente la seconda fase dell’attacco fu disturbata, appunto, dal fumo degli incendi subito divampati, che salì a cinquecento metri di quota schermando il cielo. Si levarono in volo, per intercettare i bombardieri, solo cinque aerei dell’Aeronautica che per giunta combinarono assai poco. Un solo Lancaster si schiantò al suolo dalle parti di Segrate ma abbattuto probabilmente dalla contraerea installata presso la fabbrica aeronautica Caproni, alla cascina Taliedo. Continua a leggere “Portieri volanti, fortezze volanti”