Il pallonario (27 luglio – 2 agosto)

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27 luglio.
L’ex portiere della nazionale ungherese, Gyula Grosics, ha fatto oggi ritorno in patria dopo la sua fuga all’estero in seguito agli avvenimenti dello scorso autunno. Grosics ha lasciato Vienna in treno in compagnia della moglie e dei suoi due figli, con i quali era espatriato. Il giocatore, che ora conta 33 anni, ha ricevuto dalle autorità magiare la garanzia della sua completa riabilitazione in campo sportivo. Grosics, che riprenderà la sua attività nella sua vecchia squadra di prima divisione, Tatabanya, ha detto prima di partire di nutrire molta speranza di poter difendere la porta della nazionale fin dal prossimo ottobre. Con il ritorno di Grosics, il numero dei più noti calciatori ungheresi ancora all’estero si riduce a tre: Czibor, Puskas e Kocsis. (1957)

28 luglio. La Juventus è in tournée in Scandinavia. Tra i giocatori bianconeri c’è un giovane portiere, Carletto Mattrel. carlo_mattrelVent’anni, un sorriso guascone, un avvenire che appare segnato: tra i pali ha stile e classe da vendere. È sera, temperatura non proprio mite nelle terre del Nord. I compagni di squadra – Boniperti il capitano, Charles, Stacchini, Emoli, Corradi, Garzena – scorgono il giovane portiere che entra lemme lemme in camera da letto. Non è solo. Con lui una bionda dagli occhi azzurri. In albergo c’è il presidente della Juventus, Umberto Agnelli. Lo avvisano. Bussa alla porta, nessuna risposta. Ribussa, silenzio. Allora: «Apri, so che sei lì dentro e che non sei solo». Mattrel esce dalla camera, pallido come uno straccio. Il presidente chiede ragione di un simile comportamento. Carletto replica, candido: «Avevo freddo e ho pensato di scaldarmi un po’». Finisce con risate e sorrisi. (1957) 

29 luglio. In piena crisi, il calcio ungherese esce da uno scandalo per entrare in un altro. Dopo il clamoroso ammutinamento dei nove giocatori dell’MTK di Budapest, che si sono ribellati al loro allenatore disertando gli allenamenti, cinque giocatori dello Cspel sono stati posti sotto accusa per essersi presentati ubriachi all’allenamento. L’agenzia MTI rivela inoltre che un altro giocatore famoso, Lajos Kocsis della Honved, è stato recentemente escluso da un viaggio all’estero per essersi presentato ubriaco ad un allenamento. I cinque giocatori dello Csepel di Budapest sono stati esclusi da una tournée in Turchia e sono rimasti a casa, in attesa delle sanzioni disciplinari nel loro confronti. Si tratta di Hunyadi, Molnar, Calmar, Kandi e Lanczkor. Tutti e cinque ci sono presentati all’ultimo allenamento in programma a Budapest prima della partenza per la Turchia in chiaro stato di ubriachezza. L’agenzia ungherese rivela che anche Kocsis si era presentato nelle stesse condizioni al raduno della Honved in procinto di partire per il Brasile. Ma non basta: due giocatori di un’altra nota squadra ungherese, il Vasas, hanno recentemente lasciato la loro squadra a causa di “controversie personali”, un termine misterioso oltre il quale non è stato possibile andare per appurare la verità dei fatti. Si tratta dei più volte nazionale Szpemi e Farkas. Il commentatore sportivo dell’agenzia chiede che si usi il pugno di ferro per porre fine a “queste situazioni malate”. (1971)

30 luglio. È la città di Picasso e, calcisticamente parlando, la città del mitico La Rosaleda, lo stadio dove gioca la compagine del Malaga Club de Futbol, squadra fondata nel 1904 e che nella sua vicenda sportiva ha conosciuto fusioni, accorpamenti, scissioni. E una pagina nera, dolorosa, mai chiarita. Il presidente del Malaga, Antonio Rodriguez Lopez, 37 anni, viene assassinato con tre pugnalate, a poche centinaia di metri dalla lussuosa Villa Mercedes di Torremolinos dalla quale è appena uscito, alla guida della sua Ferrari. Deve recarsi all’aeroporto dove lo attende un aereo per Madrid. Rifiuta la scorta che da parecchi mesi lo protegge. Da quando i suoi interessi immobiliari hanno attirato l’attenzione di una banda di malintenzionati che lo ricatta chiedendogli cinque milioni di pesetas in cambio di “protezione”. In pochi anni Rodriguez Lopez ha accumulato una fortuna considerevole, grazie alla costruzione, lungo la costa, delle strutture legate al nascente boom turistico. L’anno prima il suo Malaga è tornato nella Primera Division. L’impressione per la morte è enorme, in tutta la Spagna. Amplificata dal fatto che accanto al cadavere del presidente c’è quello di un delinquente pluripregiudicato, Manuel Cerezo. Si stabilisce che è stato colpito dalle pallottole esplose proprio dalla pistola che il presidente Rodriguez Lopez porta sempre con sé. Un’ultima, disperata ed inutile difesa. Gli altri aggressori fuggono, impuniti. Ai funerali c’è tutta la città. La bara è portata a spalla dai calciatori della squadra: Viberti, Pons, Iglesias, Irles, Migueli. (1971) Continua a leggere “Il pallonario (27 luglio – 2 agosto)”