Il pallonario (31 agosto-6 settembre)

31 agosto. Corre voce negli ambienti calcistici romani che Gigi Allemandi sia in procinto di firmare (o abbia addirittura già firmato) il cartellino per la Lazio. (1938) 

1 settembre. La schedina n. 1 dell’otto settembre del Totocalcio contiene, oltre a nove incontri di Serie A del campionato italiano, quattro incontri e due di riserva di Serie A del campionato svizzero che ha avuto inizio domenica 25 agosto. In testa al campionato svizzero scorso, che è composto su quattordici squadre, si trovava il Young Boys che si presenta anche quest’anno molto agguerrito:  esso ha già avuto un inizio felice battendo alla prima giornata il Chiasso per 5 a 1. (1957) 

2 settembre. Un grave incidente è avvenuto questa sera, quasi all’ingresso del paese di Mirabello Monferrato, che si trova a circa quattordici chilometri da Casale. L’ex “nazionale” e allenatore di calcio Silvio Piola, proveniente da Chiavari in compagnia della moglie a bordo di una Opel targata VC 33123, ha travolto e ucciso sul colpo una contadina. La vittima, Assunta Castellaro vedova Sarpedo, di 56 anni, era sbucata da una strada laterale e, con la bicicletta a mano, stava attraversando diagonalmente la statale per imboccare un’altra stradina che l’avrebbe portata alla propria abitazione, la cascina “Rosa”, situata in regione Martinello. La macchina proveniva dalla direzione di Alessandria: la Castellaro, sbucata sulla strada, si è fermata un istante per guardare alla sua destra, quindi senza accorgersi che dall’altro lato era in arrivo l’auto di Piola, ha attraversato di corsa la via. L’ex giocatore vercellese non è riuscito di evitare l’investimento: ha frenato disperatamente, ma la vettura ha proseguito la corsa per oltre trenta metri sbandando ed investendo in pieno la donna. Subito Piola scendeva dall’auto ed accorreva presso il corpo della donna, nel vano tentativo di soccorrerla. Piola e la consorte, sconvolti per la disgrazia, ancora a tarda sera erano interrogati sul luogo della sciagura. L’ex giocatore afferma che non viaggiava ad eccessiva velocità poiché aveva rallentato essendo vicino al paese: sarebbe stato ingannato dal fatto che la donna si era momentaneamente fermata. La sciagura ha destato grande impressione in paese ove la donna, vedova con quattro figli, due maschi e due femmine, era assai benvoluta e stimata. (1959) 

3 settembre. Gino Cappello rinviato a giudizio. Come si ricorderà il “caso Cappello” è derivante dal noto incidente fra il popolare giocatore del Bologna e l’arbitro Walter Palmieri nel corso di un incontro del Palio Pretoriano. Infatti per le lesioni segnalate nel rapporto dei Carabinieri e della perizia medica (rapporto e perizia che non sono ancora stati resi noti), il pretore dott. Alfredo Testoni ha ordinato il rinvio a giudizio del giocatore e ha fissato il dibattimento per martedì prossimo 9 settembre, alle 9. Il capo d’imputazione parla di rinvio a giudizio per rispondere di “lesioni volontarie in ordine all’articolo 582, prima parte del C.P., procurate in danno dell’arbitro Walter Palmieri, al quale Cappello ebbe a sferrare un calcio”. L’arbitro Palmieri ha ribadito tutte le sue accuse verso il Cappello, accuse già formulate, anche a mezzo della stampa, subito dopo l’incidente. L’arbitro non si è ancora costituito come parte civile; è però molto probabile che lo faccia in sede di udienza. (1952) 

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Ciao_L’Italia del Novanta_23 giugno

di Antonio Gurrado

23 giugno 1990

Quattro squadre con la C inaugurano la fase a eliminazione diretta, quella in cui il Mondiale cessa di essere una kermesse atta a sfrondare gli psicolabili e diventa un torneo vero e proprio, in cui o si vince o si va a casa. Quelle quattro squadre con la C, che danno il via agli ottavi di finale, hanno l’aria di chi non dovrebbe essere lì; sono gioiose presenze inattese che danno alla seconda fase un’aria di festa paesana, prima che i pezzi grossi scendano in campo. A Napoli doveva esserci l’Argentina campione in carica, a seguito della pianificata vittoria del girone, e invece ecco il Camerun: che si trova di fronte la Colombia, in teoria la seconda forza del proprio gruppo (hanno il tanto decantato Valderrama, il Gullit biondo, che in effetti sta giocando male tanto quanto il Gullit moro) finita però buona terza nella tradizionale gerarchia dietro le squadre europee, agli ottavi da ripescata. Oltre a Valderrama, purtroppo, la Colombia ha anche Higuita, il portiere folle che i telespettatori hanno scoperto nella Coppa Intercontinentale fra Milan e Nacional Medellin, dove sembrava che le sue sortite da libero avanzato a centrocampo fossero il vertice di un acume tattico senza precedenti. Deve pensarlo anche il vecchio Roger Milla, richiamato a furor di popolo in nazionale, e che all’inizio del secondo tempo supplementare se lo ritrova nel cerchio di centrocampo intento a dribblarlo; il portiere, intendo, intento a dribblare l’attaccante, il quale lo uccella, gli sottrae la palla con perfidia e s’invola verso la porta vuota a segnare il goal decisivo mentre Higuita cerca di stenderlo con una spaccata che lo candida a stella del prossimo mercato italiano. Quello televisivo, per Fantastico al posto di Heather Parisi.

Le quattro squadre con la C fungono da calamita e sembrano richiamare notizie con la C. Sarà per questo che, dal nulla, i Cobas convocano un improvviso sciopero di treni e mezzi. Il Canada esagera e ventila l’ipotesi di secessione del Quebec, che non si accontenta della soluzione della cosiddetta “società distinta” proposta dal primo ministro Mulroney e indica come modello da seguire piuttosto la Lituania, primo satellite intento a distaccarsi dall’Unione Sovietica. Da noi invece il Ciriaco nazionale, De Mita, punta tutto su un referendum per il premio di maggioranza così da costringere Craxi a scegliere di mollare la Dc per allearsi coi comunisti. A Cattolica, viene organizzato un convegno su Conrad, che costituisce la nuova edizione di un ciclo di incontri monografici inaugurati anni prima da una conferenza su Chandler.

La Costa Rica, invece, in serata si presenta a Bari senza acuti cromatici, vestita di una maglietta rossa come da tradizione; e pare che, spogliata del bianconero, perda forza e si convinca di essere una specie di Corea (del Sud o del Nord indifferentemente). s-l400La Cecoslovacchia fa il bello e il cattivo tempo, vincendo in cotale scioltezza da non dover effettuare nemmeno un cambio lungo la durata della partita; che, instradata già dopo meno di un quarto d’ora da un colpo di testa del bomber Skuhravy, vede l’inatteso pareggio dei caraibici subito rintuzzato da un nuovo colpo di testa di Skuhravy, un bel goal su punizione di Kubik e, come dessert, il terzo colpo di testa vincente di Skuhravy, il cui cranio esce da tutti questi ciocchi messo comunque meglio di quello del presidente della Fifa Havelange, il quale in conferenza stampa ha l’ardire di sostenere che nella prima fase gli arbitri del Mondiale sono stati tutti eccellenti.