La Disparition – Il fantacalcio senza la “e” #14

di Gianvittorio Randaccio

La quattordicesima giornata del fantacalcio senza la “e” pone La Disparition davanti alla sfida più ardua che si possa immaginare: affrontare il rullo compressore Katoooo, prima in classifica, ancora imbattuta. Come fare per non uscire dalla partita con le ossa rotte? Come fermare questa corsa sfrenata che sembra non conoscere ostacoli? Semplice, ho detto al mio staff, con l’astuzia, esattamente come avevano cercato di fare i nostri avversari nella partita di andata.
Così ho sguinzagliato l’ultimo arrivo Strootman e gli ho fatto contattare proprio Iago Falque (da poco sostituito da Torregrossa nei Katoooo, e ancora con il dente avvelenato), che con il piglio shakesperiano che tutti gli riconoscono gli ha confidato un segreto: «Bisogna fare leva su un caso che da tempo infiamma lo spogliatoio dei vostri avversari». Sì, dove sembra regnare pace e armonia in realtà c’è un giocatore, anzi, un supergiocatore, anzi, un supereroe, che schiuma rabbia per le continue panchine: è l’Uomo Ragno, che con grande modestia in serie A ha scelto di farsi chiamare Alessio Cragno, ma che adesso non sopporta più questo anonimato e vuole far sentire a tutti le sue ragioni. Ma come, ha detto l’Uomo Cragno a Strootman, io salto da un palo all’altro, infilo le ragnatele negli occhi di Simy, scalo le traverse per fermare i tiri all’incrocio e questi parvenu, questi allenatori per caso dei Picchi (De Sisti) mi mettono sempre in panchina, preferendomi sempre quel boscaiolo di Dragowski, che a malapena sa fare due palleggi? Così, nella settimana prima della partita, l’Uomo Cragno in allenamento ha dato il meglio di sé e, nello stesso tempo, ha cercato di sabotare in ogni modo Dragowski (gli è saltato addosso dal tetto dello spogliatoio, per esempio, gli ha imballato la macchina con la ragnatela, gli ha anche fatto la pipì nei guanti), cercando di distrarlo e di togliergli la concentrazione per la partita contro La Disparition.

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La Disparition – Il fantacalcio senza la “e” #5

di Gianvittorio Randaccio

Uno dei personaggi più egoisti, machiavellici e disonesti della storia della letteratura di tutti i tempi è sicuramente lo Iago shakespeariano, che ordisce, trama e briga affinché Otello, Desdemona e Roderigo facciano una brutta fine, tutto per il proprio esclusivo tornaconto («L’onestà è una pazzia, e chi vive onestamente cade in rovina» è la fin troppo facile citazione.)

In una tragicommedia come il fantacalcio senza la “e” non può mancare lo Iago di turno, che qui ha il nome (poco fantasioso, a dire il vero) di Iago Falque. Lo spagnolo nel Benevento ormai vede più la tribuna del terreno di gioco e anche nella squadra dei Katoooo il suo destino è lo stesso, visto che spesso non viene nemmeno convocato. Ma, forse, negli ultimi tempi Iago Falque è più utile fuori dal campo che tra gli undici titolari. Questa settimana, per esempio, con la sua diabolica intelligenza è riuscito a seminare zizzania e a creare malumore nello spogliatoio della Disparition, già messo a dura prova dal Covid: pare che l’“onesto” Iago Falque abbia fatto credere all’ormai anziano Palacio che il giovane Barrow avesse una tresca («una trenza» gli ha detto, per giocare con il suo soprannome) con sua moglie, provocando il risentimento dell’argentino. Non contento Iago ha messo in giro il sospetto che Malinovskiy in realtà non abbia il covid ma sia a casa in finta malattia, per portarsi avanti con i regali di Natale. Pare che anche Smalling abbia dovuto discutere con il compagno Mkhitaryan a cui Iago, con una lettera anonima, ha attribuito la responsabilità dell’intossicazione alimentare del difensore inglese, causata da dei gamberetti avariati cucinati proprio dall’armeno.

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