Il campionato in cascina_Verona-Inter

dal nostro inviato Gianvittorio Randaccio

Per la seconda giornata di campionato, Verona-Inter in calendario, è la cascina sede del Nuovo Cinema Armenia a ospitare la visione della partita. Non sono solo, questa volta, e non ho la tenda e la pasticceria dei Lego Friends di fianco al computer: sono con amici interisti, sotto a un poetico portico, mentre il vento agita i rami di alberi centenari e trasporta con gentilezza le voci del film che trasmettono poco più in là.

La partita comincia e subito un sondaggio dà una risposta plebiscitaria: la seconda maglia, con quel biscione birichino che spunta sotto alla spalla, sembra nettamente migliore della prima. Sembra un buon presagio, e invece le cose vanno subito male: l’Inter è contratta, il Verona pressa compatto e sembra avere una marcia in più. Poi arriva la frittata di Handanovic e il talentuoso e tolstoiano Ivan Ilic segna un gran gol: chi è il secondo portiere quest’anno?, si chiede qualcuno. Radu? Cordaz? Padelli è ancora vivo? L’Inter sembra lontana parente di quella di settimana scorsa, o forse è il Verona che è un lontano parente del Genoa di settimana scorsa. Comunque non ne azzecchiamo una: squadra scollata, poca grinta, (quasi) zero occasioni da gol. Per sorridere un po’ ci affidiamo ai commentatori di Dazn, secondo cui Lautaro sta pensando di fondare una società e de Vrij viene chiamato alternativamente DeVrai, Devrej e Devroj. Piccole gioie in un primo tempo da dimenticare.

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La Disparition – Il fantacalcio senza la “e” #15

di Gianvittorio Randaccio

Grande sorpresa alla Fifa Arena, per la quindicesima giornata del fantacalcio senza la “e”: tutti i 19.833 spettatori sono rimasti, infatti, letteralmente (e letterariamente) a bocca aperta quando hanno visto sbucare dal tunnel degli spogliatoi Ivan Il’ič, che i più attenti tra i lettori sapevano morto nel suo letto, all’incirca nel 1886, secondo quanto raccontato nel romanzo di Lev Tolstoj.


E invece no, è sembrato dire ai suoi avversari l’Ivan Il’ič del Verona, io sono qui giovane e aitante, arrivo in prestito dal Manchester City, gioco a centrocampo nella Disparition e oggi sostituisco l’acciaccato Mkhitaryan: l’infortunio di cui parla Tolstoj, quando sono caduto da una scala battendo il fianco per sistemare un panneggio nella mia casa di Pietroburgo, è ormai acqua passata, così come tutto il dolore e i brutti pensieri che avevo in quel periodo: adesso vi faccio vedere io cosa so fare, cari miei.

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