Neuro2020 – Girone E – Irlanda-Polonia

di Gino Cervi

Dublino, 13 novembre 1938

IRLANDA-POLONIA

Quel 13 novembre 1938 al Dalymount Park di Dublin per gli irlandesi il problema era uno e uno solo. Fermare Ezi. Ernest Wilimowski, per brevità chiamato Ezi, è un diavolo di centravanti polacco. Ha solo ventidue anni, segna gol a raffica da quando ne ha diciotto, nel Ruch Wielkie Hajduki, la sua squadra di club, e nella nazionale. Gli irlandesi lo hanno incontrato sei mesi prima, il 22 maggio, in un’amichevole a Varsavia, dove furono travolti per 6-0: Ezi ne fece solo uno. Ma ne fece addirittura quattro nella partita contro il Brasile, ai Mondiali di Francia, il 5 giugno 1938. Vinsero poi i brasiliani per 6-5 ma Ezi rimase a lungo l’unico giocatore capace di calare un poker in una partita di Coppa del Mondo – lo batté solo nel 1994 il russo Salenko, segnandone cinque al Camerun a USA 1994.

Ezi Wilimowski è un romanzo più che un calciatore. Innanzitutto perché nasce a Kattowitz nel 1916 in una terra di mezzo, la Slesia, quando è ancora territorio dell’Impero germanico, il Secondo Reich; nel 1922 Kattowitz passa sotto i confini della Polonia e diventa Katowice. E perché Ezi non conosce il padre, morto sul fronte occidentale durante la Grande Guerra: il suo nome all’anagrafe è Ernst Otto Pradella – e chissà se mai se, nel grande melting pot mitteleuropeo, Loris, centravanti friulano di Udinese, Padova, Bologna, Sampdoria e Como negli anni Ottanta e Novanta, avesse qualche discendenza – e diventa Wilimowksi solo a tredici anni, adottato dal secondo marito, polacco, della madre. Non basta: Ezi è un romanzo perché il suo piede destro è affetto da polidattilia. Cioè ha sei dita invece di cinque, e deve calzare una scarpa adattata. Che sia questo il segreto della sua prolificità di goleador?irlpolbis
Ezi Wilimowski, che torna a essere “tedesco” dopo l’invasione della Polonia da parte dei nazisti, e addirittura gioca per la nazionale del Terzo Reich, suscitando scandalo in patria, ma non perdendo l’abitudine al gol (8 partite e 13 reti tra il 1941 e il 1942), non può sapere nel 1938, e neppure nel 1974, quando prova invano di andare a far visita alla Polonia di Gorski, Deyna e Lato ai Mondiali di Germania, che sarebbe diventato davvero un personaggio di romanzo, addirittura con nome nel titolo. Radio Wilimowski (Bottega Errante, 2018) s’intitola infatti il bel romanzo del bosniaco Miljenko Jergovic che narra del viaggio della speranza di un padre e di un figlio gravemente malato che da Cracovia arrivano fino in Istria. Qui, all’Hotel Orion, respirano il profumo del Mediterraneo e ascoltano dalle onde di Radio Varsavia le sinfonie di Brahms e la cronaca di Brasile-Polonia dei Mondiali del 1938.

Gli irlandesi sono gente puntigliosa. Quando ci si mettono fanno le cose per bene. Non stanno lì a chiedersi troppo il perché o il percome. irlpolSanno fare bene il loro mestiere e basta. E quel 13 novembre del 1938, a Dublino, lo fanno. Lo sapeva bene Joseph Conrad, nato nel 1857, o forse nel 1856, Józef Teodor Konrad Nałecz Korzeniowski, che nel suo romanzo Tifone s’inventa il capitano MacWhirr, irlandese, stolido e banale per quanto diceva o faceva di sé apparire, ma non per questo incapace di portare in salvo il suo piroscafo finito nell’occhio del ciclone nel bel mezzo dell’Oceano Indiano. Proprio come tanti MacWhirr anche i difensori irlandesi quel 13 novembre del 1938 seppero limitare il “tifone Ezi”, che fece solo un gol.

«Quello che ci voleva naturalmente era il capitano MacWhirr. Lo vidi e capii che era l’uomo giusto per quella situazione. Con questo non voglio dire di aver mai visto in carne e ossa il capitano MacWhirr, o di essere mai stato in contatto diretto con la sua mente o col suo intrepido temperamento. MacWhirr non è una conoscenza di poche ore, o di poche settimane, o di pochi mesi. È invece il prodotto di venti anni di vita. Della mia vita. Ha poco a che fare con una cosciente invenzione. Se è vero che il capitano MacWhirr non ha mai respirato e camminato in questa terra (cosa che io trovo molto difficile da credere), posso assicurare i miei lettori che egli è perfettamente autentico» (Joseph Conrad, Nota dell’autore, 1917, a Tifone).

 

Irlanda-Polonia 3-2
10′ Fallon, 12’ Carey, 17’ Wilimowski, 68′ Dunne, 83’ Piątek

Irlanda: McKenzie, Gorman, Hoy; O’Reilly, O’Mahoney, Lunn; O’Flanagan, Dunne, Bradshaw, Carey, Fallon

Polonia: Madejski, Szczepaniak; Gałecki; Góra, Nyc, Dytko; Piec, Piątek, Wostal, Wilimowski, Wodarz