La Disparition – Il Fantacalcio senza la “e” #4

di Gianvittorio Randaccio

«Voi il pugno sul tavolo non lo battete. Se no lo batto anch’io.» Rialzava il braccio e continuava: «E io non lo batto sul tavolo! Ma sulla vostra testa e su quella del direttore».

Nel 1959 Ottiero Lucioli Ottieri della Ciaja, più brevemente (e magnificamente) Ottiero Ottieri, scrive Donnarumma all’assalto, nel quale racconta la sua esperienza di selezionatore all’ufficio personale di una ditta aperta nel Sud Italia. Donnarumma è un disoccupato che esige il posto di lavoro come per diritto naturale e, per ottenerlo, minaccia quasi fisicamente il selezionatore che, invece, con un atteggiamento scientifico e filosofico, cerca attraverso la “psicotecnica” di scegliere il personale più preparato e indicato possibile per le mansioni da svolgere. Ma i posti sono pochi e le domande sono tante: Donnarumma va all’assalto, quindi, ma perde.


Per noi della Disparition l’obiettivo è diverso, è l’esatto contrario: siamo noi che dobbiamo assaltare Donnarumma (Gigio, perché Antonio, l’esatto omonimo del personaggio del romanzo, siede in panchina, anche lui disoccupato, in un certo senso), siamo noi che dobbiamo metterlo all’angolo, in modo che non possa caricare i suoi Lukitos Locos per portarli alla vittoria. Sulla carta la sfida è complicata: i Lukitos hanno una rosa importante che però non è ancora riuscita a esprimersi al massimo, visto che la squadra è il fanalino di coda del campionato, ancora a zero punti.

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La Disparition – Il fantacalcio senza la “e” #3

di Gianvittorio Randaccio

Prima della terza partita di campionato ho detto ai miei ragazzi che, proprio come domenica scorsa, è dalla panchina che arrivano i maggiori pericoli da parte dei nostri avversari Fitronc United. È lì infatti che sta buono buono, in attesa di entrare, il signor Bonaventura, da quest’anno diventato centrocampista della Fiorentina, uno che con i suoi distici ottonari riesce a volgere al meglio anche le situazioni più intricate, risultando sempre vincitore. Aggredito da un toro, o investito dalla lava di un vulcano, o ancora in mezzo a una tempesta, il signor Bonaventura non si scompone mai e, in rima baciata, finisce sempre per intascare il suo milioncino di lire: se fosse stato un buon risparmiatore avrebbe potuto comprarsi una squadra di calcio vera e chissà che campioni avrebbe ingaggiato. Ragazzi, ho detto, anche se andiamo in vantaggio, non vi rilassate, il signor Bonaventura in una o due vignette vi fa secchi, e addio premio partita.


La mia squadra, alla fine, mi ha ascoltato e anche questa domenica La Disparition può festeggiare un rotondo 3-0 grazie soprattutto alla tripletta di Mkhitaryan, il mio talismano scioglilingua. Negli spogliatoi, dopo un sobrio festeggiamento, per burlarci un po’ del signor Bonaventura, abbiamo composto questa breve filastrocca, recitata poi in sala stampa.

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