Le ali della libertà

di Emiliano Fabbri “El Buitre”

Di solito al lavoro vado a piedi. Casa mia dall’ufficio dista esattamente un chilometro. Mille metri esatti, calcolati con gli strumenti di precisione tecnologica che sono ormai annidati in ogni dove nella nostra vita. Mille metri che un maratoneta coprirebbe in più o meno tre minuti, un mezzofondista veloce in un paio di minuti circa, mentre il sottoscritto ci impiega esattamente dieci minuti. Alla strabiliante media di un minuto ogni cento metri. all-interno-del-carcere-di-busto-inserita-in-galleria-28356.610x431
Munito della mia valigetta, e col passo costante di colui che prova a destarsi per iniziare la giornata lavorativa nella maniera più dignitosa possibile. Questi dieci minuti però, potrebbero aumentare in caso di pit-stop per la prima dose giornaliera di caffeina. Sì, perché questi mille metri li compio, tra discese e salite, nel bel mezzo della città. Con pioggia, vento, sole. Sempre alla stessa ora. Sia all’andata che al ritorno. Lungo il mio percorso ormai conosco anche i tombini. Stesse facce, stesse persone. Saluti scanditi dalla quotidianità. Gente che ormai conosci senza esserne amico. Gesti quotidiani che riesci ad anticipare nella tua mente. Odori che riconosci a seconda della giornata. Insomma, potrei camminare per un chilometro a occhi chiusi, riuscendo a evitare ogni ostacolo, fino ad arrivare in ufficio sano e salvo. In alcune occasioni mi sembra di rivivere l’infinito giorno di Bill Murray. Un personalissimo giorno della marmotta. Continua a leggere “Le ali della libertà”