Bellugi e Luque allo stadio Paradiso

di Emiliano “el buitre” Fabbri

Leopoldo Luque, attaccante dell’Argentina del 1978, e Mauro Bellugi, stopper della nazionale azzurra in quel Mundial, si sono rivisti dopo tanti anni. Leopoldo se l’è portato via il Covid il 15 febbraio di quest’anno, Mauro lo ha raggiunto cinque giorni dopo. Il Dio Eupalla ha deciso di farli rincontrare sul prato verde dello stadio Paradiso…

LEOPOLDO LUQUE: «Che fai aquí Maurito?»

MAURO BELLUGI: «Sono venuto a marcarti, Leopoldo.»

LEOPOLDO: «Sempre spiritosi, voi italianos.»

MAURO: «Ma quale italianos, io sono toscanos!»

LEOPOLDO: «Vabbè Maurito… a parte gli scherzi, ma cosa ti è successo per arrivare fin quassù?»

MAURO: «Quel maledetto Covid!»

LEOPOLDO: «Tú también

MAURO: «Sì, Leo. A dire il vero io di problemi già ne avevo, diciamo che il virus mi ha dato la mazzata finale.»

LEOPOLDO: «Come me… e la tua gamba?»

MAURO: «L’avevo immolata sull’altare della mia speranza, ma se mi vedi qui sopra evidentemente non è servito a niente. Pensa, mi hanno tagliato la gamba di Monchengladbach, quella con cui ho segnato il mio unico gol in carriera!»

LEOPOLDO: «Sono arrivato cinco días prima di te e non sai quanti ne ho visti che sono volati in cielo per questo maledetto virus.»

MAURO: «E pensare che ci sono soggetti che lo negano pure… ah, se li marcassi io questi deficienti, sai che fine farebbero?»

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