Neuro2020 – Semifinali – Olanda-Croazia

di Silvano Calzini

Parigi, 11 luglio 1998

OLANDA – CROAZIA

Lo scrutatore d’anime è un magnifico romanzo, tanto profondo quanto divertente, dello psicoanalista tedesco Georg Groddeck. d11f7d0ac2f0752f211948a655594f95_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyL’immagine che dà il titolo all’opera è quella di un uomo che, seduto sul mondo, guarda profondamente assorto con una lente di ingrandimento la “zona cruciale” di un minuscolo nudo femminile. Il messaggio, scusate la parolaccia, dell’autore del libro vuole essere: “Guarda, vedi come è grande la terra e come è piccola quella cosina che ti appare tanto importante, quel po’ di gioia che la sessualità ti dà, la puoi trovare dappertutto, il mondo ne è intriso”. Bene, Groddeck non se ne avrà a male se dico che vedere una partita come Olanda-Croazia è una di quelle gioie che il mondo può riservare. Parlo ovviamente per chi ami il calcio. Quello vero. si intende.
Gli olandesi, almeno a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, hanno una loro ben definita filosofia di gioco e cercano sempre di metterla in pratica. Naturalmente con esiti altalenanti, dovuti alla diversa qualità dei giocatori che si alternano con la gloriosa casacca orange. Non sempre si possono schierare in campo Cruijff e Neeskens o Gullit e Van Basten. I croati da parte loro, lo sappiamo, hanno qualità tecniche e fisiche per esprimere un calcio spumeggiante e divertente. Per loro natura possono essere spettacolari o irritanti. Non per niente gli slavi del sud, vedi alla voce Jugoslavia, sono considerati i brasiliani d’Europa. Nel bene e nel male.
In effetti la partita non tradisce le attese. Le due squadre sfoderano il meglio per superarsi. Come due pugili sul ring si colpiscono a vicenda senza battere ciglio in attesa che uno dei due stramazzi al tappeto. Al 10’ Jarni scende sulla sinistra, si accentra e serve in area di rigore il biondino Prosinecki che sfodera una elegantissima piroetta su se stesso alla Rudolf Nureyev e in diagonale trafigge Van der Sar. Al 22’ Zenden parte da metà campo, fa una cavalcata di trenta metri con la palla al piede, resiste al ritorno di Jarni, spara un missile terra aria che si infila sotto la traversa e pareggia per l’Olanda. Al 36’ la Croazia scende con l’avanzato Asanovic che tocca per Jurcic, il quale serve Suker che dallo spigolo sinistro dell’area di rigore batte rasoterra con l’esterno del sinistro, come si diceva una volta all’ungherese, e fa partire uno splendido diagonale che si insacca nell’angolino. Un gesto tecnico da manuale del calcio.
In quarantacinque minuti tre gol uno più bello dell’altro. Basta e avanza e infatti il secondo tempo è come se non ci fosse. Croazia in finale e tanto di cappello a Georg Groddeck. Aveva ragione lui.
Bacio le mani a tutti.

 

Olanda – Croazia 1 -2
Prosinecki 16’; Zenden 21’; Suker 36’.

Olanda: Van der Sar, F. de Boer, Stam, Davids y, Numan, Jonk, Cocu (46’ Overmars), Bergkamp (59’ Van Hoooijdonk), Kluivert, Seedorf, Zenden.

Croazia: Ladic, Jurcic, Jarni, Stimac, Soldo, Bilic, Asanovic, Prosinecki (78’ Vlaovic), Suker, Boban (85’ Tudor), Stanic.

Arbitro: Epifanio Gonzalez (Paraguay).