Il Pallonario – 29 giugno-5 luglio

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29 giugno.
In seguito all’inchiesta del Comitato Esecutivo e alle ulteriori dichiarazioni dell’arbitro, il Consiglio ha ritenuto che, tecnicamente, la gara si è svolta regolarmente. Viene pertanto riformata la precedente delibera che dava la vittoria al Derthona e la partita viene omologata nel modo seguente: Novara batte Derthona 2 a 1. Su parere della Commissione Tecnica Federale si accoglie inoltre il reclamo del Derthona e si ordina la ripetizione del match con la Juventus sul campo di quest’ultima, a cure e spese della Lega Nord, per domenica 12 luglio. (1925)

30  giugno.  Il signor Benigno Repetto da Porto Alegre, Brasile, scrive ad un giornale italiano.  “In questo paese, dove il gioco del calcio è quasi una questione di Stato, sono particolarmente generosi e ci fanno vedere per televisione via satellite ed a colori tutti i più importanti avvenimenti calcistici. Ho visto quindi, recentemente, tutti gli incontri avvenuti negli USA, per il torneo del bicentenario della Nazione americana. Inutile dire che mi sono roso il fegato per le meschine esibizioni della nostra nazionale. Anche con i brasiliani i nostri si sono imposti nettamente nel primo tempo, che potevano chiudere con un vantaggio di almeno 3 a 1, ma nella ripresa si sono fatti irretire stupidamente e hanno finito per incassare un vergognoso 4 a 1 come nel Messico. Il Brasile è ben lungi dall’avere dei giocatori al livello di quelli di alcuni anni fa. Hanno sì dei “dritti” che ricorrono ad ogni mezzo pur di vincere, ma questi ed i loro trucchi li conoscono tutti ed è incomprensibile che non si siano curati di conoscerli i tecnici italiani. È il caso di Rivelino: questo “oriundo” è conosciuto in tutto il Sudamerica per la sua antipatica intolleranza e frequentemente lo pigliano a sberle: in tali occasioni è nauseante la sua codardia. L’ultimo episodio lo hanno visto alla tv milioni di spettatori della partita di Rio contro la nazionale Uruguaya quando, a fine partita, è stato rincorso da un negro uruguayo (mi pare si chiamasse Rodriguez) e lui è scappato tanto rapidamente che ha disceso la scala del tunnel col c… Nella partita con l’Italia, durante la rissa, tutti l’hanno visto tirare uno schiaffo ad un giocatore italiano, dopo essersi guardato bene intorno ed essersi assicurato che almeno mezza dozzina di brasiliani lo proteggevano”. (1976)

cimpiel1 luglio.  Paolo Cimpiel, ex portiere di Bologna, Brescia, Cesena, Catanzaro, Taranto e Pescara ed attuale numero uno della Metros Toronto, squadra partecipante al campionato della North American Soccer League, è stato giudicato il miglior portiere in assoluto delle lega dopo i primi due mesi di campionato. Il biondo “goalie” italiano sta impressionando tutti per l’elevato rendimento e per l’ottima forma che lo sorregge che fino ad ora gli ha permesso di subire soltanto cinque reti in otto partite. A Toronto, nella squadra prepotentemente balzata al comando della classifica, Cimpiel è diventato il beniamino numero uno del pubblico che sta già dimenticando il grande Eusébio, suo compagno di squadra, a suo favore. (1976)

2 luglio.  La tournée del Modena in Belgio, che era stata progettata per la seconda metà di agosto, non avrà luogo. Le trattative infatti sono naufragate a causa delle condizioni poste dagli organizzatori e secondo le quali il Modena avrebbe dovuto disputare non tre, ma cinque partite in varie località. Il che era materialmente impossibile per il Modena in periodo di preparazione per il campionato. La squadra si limiterà quindi ai soliti incontri precampionato fra i quali il tradizionale confronto con i cugini bolognesi. (1953)

3 luglio.  A Sofia duecentomila persone assistono ai funerali di Georgi Asparukov e Nicola Kotkov, i due calciatori bulgari deceduti in seguito ad un incidente d’auto il 30 giugno. (1971)

4  luglio.  Un gol di Gianni Rivera  ha scatenato il risentimento dei tifosi greci, che hanno invaso il campo e malmenato l’arbitro, lo jugoslavo Miro Rouguly, accusato di favorire la squadra italiana. Il Milan era impegnato, nello stadio calcistico di New York, in una partita amichevole con la selezione nazionale greca. L’incontro, quando il Milan conduceva per due reti a una, è stato sospeso. Già all’inizio della partita i tifosi greci erano particolarmente turbolenti. Ogniqualvolta l’arbitro assegnava una punizione o un calcio d’angolo al Milan, la folla rumoreggiava ed esprimeva con i fischi il proprio disappunto. Quando Rivera ha portato il Milan in vantaggio – al gol greco di Dedes al 40’ aveva replicato Combin al 71’ – mancava un quarto d’ora circa alla fine: i tifosi greci avevano ormai accantonato le speranze della vittoria, ma non si sono arresi all’evidenza e hanno allora accusato l’arbitro jugoslavo di favorire la squadra di Milano. unnamed (2)Mentre l’arbitro veniva condotto all’ospedale in stato di choc, dopo 45 minuti di attesa negli spogliatoi alle due squadre veniva comunicato ufficialmente che la gara doveva ritenersi conclusa, visto che la forza pubblica non riusciva a sgomberare il campo invaso dai tifosi delle opposte fazioni. La partita del resto era stata una vera e propria battaglia. Il libero rossonero Schnellinger, per uno scontro a centrocampo dopo dieci minuti di gioco, ha dovuto essere medicato con cinque punti di sutura ad una coscia. Al 25’ Roberto Rosato è stato trasportato fuori campo a braccia per lo stiramento muscolare alla gamba dopo lo scontro con due difensori greci. (1971)

5 luglio.  Il calciatore nazionale Christian Labalette è stato assassinato per errore. Questa la conclusione delle indagini-lampo condotte dagli uomini del Quai des Orfèvres sulla sanguinosa sparatoria accaduta l’altra notte in una strada di Pigalle, tragico episodio della rivalità fra protettori nord-africani e corsi in quello che è il più malfamato quartiere di Parigi. Christian Labalette aveva 23 anni, era uno dei campioni più in vista della squadra A del Sochuaux e uno dei migliori delle compagini nazionali dei cadetti e dei militari. Era del tutto estraneo, si pensa, alle vicende che hanno provocato la sua morte e il ferimento del còrso Francois Chiappe: Christian stava chiacchierando di calcio con alcuni amici incontrati sulla terrazza di un caffè, e nella compagnia vi era anche il Chiappe. Quasi certamente i gangsters sconosciuti miravano a uccidere il còrso, che era seduto alla destra del calciatore. L’automobile americana dalla quale è partita, improvvisa, la sventagliata di mitra, aveva bordo due o tre nordafricani. Senza fermare ha rallentato l’andatura, qualcuno dell’interno ha lasciato partire la raffica, e si è dileguata a tutta velocità in direzione della Goutte d’Or, il rione degli algerini di Parigi. Mentre Labalette si abbatteva morto sul colpo, il Chiappe lanciava un urlo di dolore e quindi crollava privo di sensi. Le pallottole gli hanno trapassato l’addome e le sue condizioni sono tanto gravi che stamane la polizia non aveva ancora potuto interrogarlo per sapere qualche cosa di preciso sulla identità dei suoi attentatori. Si sa comunque che il Chiappe è molto noto negli ambienti della malavita parigina e che recentemente si era vantato di voler ripulire Pigalle dagli sfruttatori nordafricani. Era appena uscito di prigione e nel “milieu” lo chiamavano tutti “Francois le grosses lèvres”, Francesco dalle grosse labbra. (1957)